OLIO D'OLIVA: DENOMINAZIONE D'ORIGINE PROTETTA ( D.O.P. )
DENOMINAZIONE D'ORIGINE PROTETTA
Uno dei grandi problemi alimentari della nostra epoca è la sofisticazione dei
prodotti destinati al consumo di massa; il clamore suscitato qualche anno fa dalla
scoperta di un ampio commercio di vini adulterati con elementi chimici, che li
rendevano addirittura mortali per i consumatori, meriterebbe, purtroppo, di avere
un'eco anche per quel che riguarda l'olio di oliva. La maggior parte dei consumatori
spesso ignora ciò che c'è dietro ad un prodotto e le sue scelte di acquisto e
di consumo sono più spesso determinate dalla convenienza del prezzo piuttosto
che dalla qualità del prodotto stesso ed è quello che accade anche per l'olio.
| Se un bracciante agricolo, in una giornata di lavoro ( che gli viene pagata circa
43 euro più i contributi ), raccoglie poco più di 1 quintale di olive da cui si
ricaveranno circa 20 kg. di olio; e se quelle olive sono il frutto di un anno
( meglio ancora considerarne due, perché la produttività degli oliveti è ad anni
alterni ) di aratura, potatura, concimazione, irrigazione, lotta guidata contro
i parassiti; e se a questi costi si aggiungono quelli della trasformazione, è
facile calcolare quale dovrebbe essere il prezzo di vendita dell'olio extravergine
di oliva. Se è posto in bella vista sugli scaffali del supermercato a meno di
£ 10.000 al litro, il consumatore ha tutto il diritto ed il dovere verso se stesso
di chiedersi come quel prezzo sia possibile ma non ha il diritto di ringraziare
la buona sorte che gli offre la possibilità di un buon affare: quell'olio, al
minimo non è di produzione italiana e, al massimo, ha qualche traccia di olio
di oliva extravergine mescolato a ben altre sostanze, la meno dannosa delle quali
può essere l'olio di nocciola. | |
Nella prima ipotesi il problema è determinato dal fatto che le leggi italiane garantiscono norme molto attente sulle modalità di coltivazione
e di raccolta delle olive mentre non lo sono sempre le leggi di altri Paesi, soprattutto
quelli extracomunitari, dove, per altro, le spese di coltivazione sono molto meno
onerose per i produttori.
L'olio d'oliva extravergine prodotto con olive italiane è molto più
"extravergine" di quello ottenuto da oli provenienti ad esempio dal Marocco o
dalla Tunisia, paesi da cui importiamo comunque il doppio delle olive prodotte
in Italia: basti pensare agli inevitabili guasti che quelle olive avranno subìto
nel passaggio da un paese all'altro prima di essere molite in Italia: ne deriverà
un olio di più elevata acidità che potrà essere corretto artificialmente e immesso
sul mercato come extravergine di prima spremitura.
Poiché l'Unione Europea, con un Regolamento Olivicolo Comunitario, permette di
riconoscere come italiano l'olio prodotto negli oleifici italiani anche con olive
extracomunitarie, è facile immaginare quale spietata concorrenza di prezzo si
possa fare su questo prodotto a scapito della qualità. Se poi nella bottiglia
venduta a così conveniente prezzo c'è di tutto, compresa qualche traccia di extravergine,
è evidente che la salute del consumatore corre qualche rischio.
A tutela della qualità del loro prodotto, insidiata da una produzione industriale
non sempre corretta e da una speculazione commerciale poco rispettosa dei diritti
dei consumatori, gli olivicultori italiani hanno chiesto per anni ed ottenuto
solo recentemente dall'U.E. il riconoscimento del D.O.P. ( Denominazione di Origine Protetta ) e dell'I.G.P.
( Indicazione Geografica dei Prodotti agroalimentari ) che dovrebbero garantire
la qualità e la genuinità del prodotto . Tra Puglia, Toscana, Liguria, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Campania,
Sicilia e Veneto, il nostro paese produce 6.600.000 quintali di olio di oliva
ed i migliori di questi oli hanno ottenuto il diritto di fregiarsi del prestigioso
D.O.P. che ha premiato l'impegno e l'operosità dei produttori più onesti.
L'Italia detiene il 40% del mercato comunitario degli oli D.O.P. e I.G.P. e questo
riconoscimento pone il nostro al primo posto tra i paesi europei produttori di
olio di alta qualità e pone l'olio a Denominazione di Origine Protetta accanto
agli altri grandi prodotti che rendono celebre nel mondo il made in Italy.
DENOMINAZIONE D'ORIGINE PROTETTA |