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I COSMETICI: QUANTO LI CONOSCIAMO?

A cura della Dott.ssa Angiola Falconetti

Nellimmaginario collettivo cosmetico vuol dire prodotto per il trucco e, spesso, soprattutto per gli uomini, qualcosa che riguarda prevalentemente le donne. Niente di più fuorviante!

Definizioni e legislazione

Ogni giorno ciascuno di noi, uomo o donna, utilizza almeno 7 diversi prodotti. Proviamo a contarli: la mattina ci alziamo e ci laviamo le mani e/o il viso con un sapone/detergente (1), usiamo un dentifricio (1), magari facciamo una doccia (1-2) oppure semplicemente usiamo un detergente intimo (1), mettiamo un deodorante (1), magari una crema (1), cè chi fa la barba (2) e chi si trucca (2-4..) e infine un profumo prima di uscire (1). Abbiamo utilizzato già almeno 7 prodotti e siamo solo allinizio della giornata; senza contare poi gel, lacca o fissativo per capelli, salviettine profumate o sapone liquido durante il giorno, prodotti solari se siamo al mare o in montagna, e varie ed eventuali.

Cosmetici, quindi, sono tanti prodotti diversi, che vanno da quelli cosiddetti da toiletries (per la pulizia della persona) a quelli di profumeria, la cosmesi decorativa, i prodotti professionali per parrucchieri, estetiste e saloni di bellezza, i prodotti termali, quelli per la protezione solare, ecc.

Si comprende, quindi, come il settore cosmetico sia uno dei più grossi mercati dei beni di largo consumo : è, infatti, il secondo mercato della chimica, dopo la chimica di base, e lItalia è il terzo mercato europeo come dimensioni, subito dopo Germania e Francia, con un consumo di circa 7,2 milioni di € (14.000 miliardi di vecchie lire) nel 2000 e un incremento del 50% negli ultimi 10 anni. Un grosso giro daffari e una tendenza a consumi decisamente in crescita.

Tutto questo richiede una costante attenzione alla qualità del prodotto finito e alla sicurezza di chi ne fa uso, perciò lUnione Europea, negli ultimi 10 anni, ha emanato Direttive volte a disciplinare meglio il settore, date le pressanti richieste da parte del consumatore di prodotti sempre più sicuri, innocui, ecologici, non sperimentati su animali e di scarso impatto sullambiente.

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Da parte di chi opera nel settore e formula un cosmetico occorrono competenze scientifiche a largo raggio, che vanno dalla biochimica alla fisica, anatomia e fisiologia della cute, farmacologia e tossicologia, tecnica di formulazione e conoscenze della normativa vigente in materia cosmetica, per garantire un prodotto di qualità sempre più elevata per un consumatore sempre più attento ed esigente.

In Italia la normativa che disciplina il settore fa riferimento alla Legge n. 713/86 e successive modifiche con Decreto Legislativo n. 126/97, oltre alle norme tecniche sullidoneità dei locali dellofficina cosmetica, contenute nel Decreto Ministeriale n. 328/87. È utile avere presente a grandi linee cosa dice la normativa sul cosmetico, in modo da sapere cosa ci si può o ci si deve aspettare e cosa, invece, non si può pretendere da un prodotto cosmetico.

I cosmetici sono … le sostanze e le preparazioni, diverse dai medicinali, destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, denti, organi genitali esterni), oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo, esclusivo o prevalente, di pulirli, profumarli, modificarne laspetto, correggere gli odori corporei, proteggerli o mantenerli in buono stato . (art. 1 -L. 713/86- testo integrato). Inoltre ...i prodotti cosmetici non hanno funzionalità terapeutica e non possono vantare attività terapeutiche (art. 2 -L. 713/86- testo integrato).

Riassumendo, le funzionalità cosmetiche fondamentali comprendono:

  • DETERGENZA
  • PROTEZIONE
  • MANTENIMENTO IN BUONE CONDIZIONI
  • DEODORAZIONE
  • PROFUMAZIONE
  • DECORAZIONE
  • TRATTAMENTI ESTETICI

E i cosmetici sono destinati ad essere applicati su:

  • EPIDERMIDE
  • SECREZIONI DELLE GHIANDOLE SEBACEE E SUDORIFERE
  • PELI E CAPELLI
  • UNGHIE
  • LABBRA
  • DENTI E CAVO ORALE
  • MUCOSE ESTERNE FEMMINILI E MASCHILI

La legge fornisce quindi un elenco indicativo dei prodotti che si possono considerare cosmetici.
In definitiva tutte le funzionalità e le azioni svolte dal cosmetico non dovrebbero superare il limite della giunzione dermo-epidermica , quella sottile linea di demarcazione e congiungimento tra lo strato profondo (il derma) e quello più superficiale (epidermide) della nostra pelle.

In realtà il nostro organismo non funziona a compartimenti stagni: lepidermide non è strutturalmente isolabile dal derma se non per comodità descrittive e didattiche e pretendere che qualcosa applicata sulla superficie cutanea resti lì e non vada ulteriormente in profondità è, probabilmente, solo una questione di comodo per chi deve spartirsi fette di mercato ed individuare settori di competenza professionale, definendo chi può fare la tal cosa e chi non può vendere la talaltra.
Tantè vero che un neologismo che probabilmente entrerà ben presto nelluso comune e nella futura concezione di questi prodotti è quello di cosmeceutico , cioè un cosmetico che avrà sempre più una funzionalità farmaceutica . Al momento questa funzionalità è riservata a pochi formulati ad uso topico (cioè esterno, locale), che sono di esclusiva pertinenza medico-sanitaria, come quelli contenenti estrogeni o acido retinoico, il cui utilizzo è vietato in un prodotto cosmetico.
Sta di fatto comunque che, a norma di legge, un cosmetico non può vantare, né si può pretendere che abbia azioni terapeutiche, curative e quindi azioni a livello sistemico, globale sullorganismo umano.
È interessante, a tal proposito, fare un breve accenno alla questione della cellulite, che come si sa è una vera e propria patologia, oltre che un inestetismo, tantè che la definizione medica è Pannicolopatia Edemato-Fibrosclerotica (PEF) o liposclerosi (coniata nel 1983), perché la formazione tipica è un nodulo di cellule adipose degenerate, circondato da tessuto sclerotico e poco irrorato. Tuttavia, siccome la liposclerosi progredisce per stadi di gravità crescente, il cosmetico può intervenire sui primi stadi, tentando di bloccare la progressione della degenerazione tissutale e come coadiuvante nel trattamento della patologia.

Alcuni principi attivi utilizzati nei cosmetici peraltro superano la barriere dermo-epidermica e hanno uninfluenza sullorganismo.


IPPOCASTANO

RUSCO

CENTELLA ASIATICA

EDERA

MIRTILLO NERO



Sembra che i principi attivi contenuti in queste piante intervengano sul riassorbimento degli edemi, ristabilendo la permeabilità vasale e impedendo la fuoriuscita di essudato dai capillari dermici: un intervento, come si comprende, che va ben aldilà della suddetta giunzione dermo-epidermica.

La questione, quindi, resta aperta:

E ammissibile un utilizzo cosmetico (anche a base di piante) i cui principi funzionali agiscono a tali profondità ?

E ammissibile purché venga dato al prodotto un taglio squisitamente cosmetico e non terapeutico: nessuna pretesa, insomma, di risolvere il problema, ma forse un piccolo contributo ed un modo per prendersi cura di sé e del proprio corpo.


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