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MASCHERA AD AZIONE SUPERFICIALE BOTU-SIMILE

   MASCHERA BOTU-SIMILE


Nel diciottesimo secolo, nella cittadina tedesca di Ellezelles, morirono alcune persone, che avevano consumato prosciutto non cotto, preparato per una veglia funebre. Non se ne riconobbe la eziologia, ma le modalità dell’accaduto promossero il termine botulismo, dal latino Botulus = salsiccia. I soggetti colpiti mostravano nausea, ipotensione, secchezza delle mucose e tetraparesi flaccida nei territori di distribuzione dei nervi nervi oculomotori.
Solo agli inizi del 1900 si comprese, che il botulismo era determinato un batterio, il Clostridium botulinum, produttore di una potente neurotossina e pochi anni più tardi ne furono messe in evidenza la struttura e le caratteristiche chimiche.

Clostridium botulinum
Clostridium botulinum


La struttura

La tossina botulinica è una voluminosa proteina con peso molecolare di 900.000 dalton, ma solo una piccola parte di essa è responsabile della sua attività. Infatti in determinate condizioni essa si dissocia, in parte, in porzioni polipeptidiche inattive, ma importanti nel mantenere stabile la struttura terziaria e quaternaria, e nella neurotossina vera e propria, del peso molecolare di 150.000 dalton.
Tale ultima è una catena polipeptidica, di cui si riconoscono 7 sierotipi da A a G, a loro vota ancora inattivi. La porzione biologicamente attiva della neurotossina viene liberata da proteasi batteriche o tissutali che, spezzando un legame disolfurico, separano la catena in due segmenti, uno pesante H da 100.000 dalton ed uno leggero L da 50.000 dalton.


Gli effetti tossici

In condizioni normali un impulso nervoso, attraverso un nervo, arriva al corrispettivo muscolo o ghiandola, provocandone rispettivamente la contrazione o la secrezione, mediata dal rilascio di un neurotrasmettitore chimico. La tossina botulinica agisce proprio a livello di queste connessioni (sinapsi), penetra a livello della giunzione nervosa e blocca il rilascio del mediatore chimico; in tal modo la contrazione muscolare o la secrezione ghiandolare vengono ridotte. Tale processo viene definito chemodenervazione.

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Gli utilizzi terapeutici ed estetici

Il famoso fisiologo francese Claude Bernard nel suo libro “ Scienza Sperimentale” scriveva “ I veleni possono essere impiegati sia come mezzi di distruzione della vita che come agenti per il trattamento del malato”; sulla spinta di tale affermazione, nel 1970, il Dott. Alan Scott, oftalmologo californiano, che cercava una soluzione alternativa alla cura dello strabismo, cominciò a trattare alcuni pazienti con la tossina botulinica; tutto questo portò, nel 1980 alla prima pubblicazione circa l’utilizzo della tossina sull’uomo. Da allora il botulino è stato impiegato nei tic facciali e nelle distonie focali e via via in altre patologie come l'iperidrosi ascellare, dei piedi e delle mani.

Recentemente la tossina botulinica è stata autorizzata per il trattamento di alcune rughe mimiche del volto. Le rughe sono una tappa obbligata mano mano che l'età avanza e sono il frutto delle modificazioni interne dell'organismo, cui si intersecano i fattori ambientali, complessivamente indicati come photoaging. Deve essere considerato anche l'incessante movimento della muscolatura mimica del volto, che si attiva per permettere abituali movimenti, ma la sua contrazione si verifica anche a causa dell'emotività: basta pensare alle espressioni accigliate, arcigne, dure, dolci, allegre, preoccupate che sollecitano i muscoli corrugatori, i frontali, gli orbicolari, gli elevatori ed i depressori delle labbra ed il muscolo procero. In definitiva le rughe mimiche rivestono, un duplice ruolo sul volto umano: influenzano la valutazione anagrafica e quella caratteriale. La reiterata contrazione di uno o più settori muscolari mimici aumenta i solchi di espressione, contribuendo all'alterazione ed all'invecchiamento dell'incarnato. Il medico ha a disposizione, per attenuare tali inestetismi, il peeling, la dermoabrasione, il lifting, i rivitalizzanti, gli enfatizzanti, i filler, e, da poco tempo, la tossina botulinica.

Fu proprio il dottor Alan Scott, durante i suoi studi sui trattamenti delle malattie oculari con la tossina botulinica, osservò che l'uso di tale tossina attenuava le rughe perioculari, ma il primo studio sistemico sul suo uso nel ringiovanimento facciale, che riguardava le rughe glabellari, fu presentato da Carruthers A. e Carruthers J. nel '90 e pubblicato nel '92.

I vari tipi di rughe facciali

Tipologie di rughe

Solo recentemente, per effetto dei continui sviluppi tecnologici, è a disposizione del medico una maschera particolare ad azione simil botulinica formata da una componente solida in polvere che viene mischiata in giuste proporzione con la componente liquida.

Tra i principi attivi, presenti nella soluzione liquida della maschera si trova un esapeptide botulino-simile, ottenuto mediante tecnologie avanzate, “Macrocystis pirifera/hidrolysed wheat protein” che porta il nome di lysediner R. Trattasi di una alga bruna che incrementa la sintesi di collagene, elastina, fibronectina; riduce, controllandola il ruolo delle proteinasi, per cui si realizza attività tonificante, antiproteinasica, riduce la profondità delle rughe, previene l'invecchiamento cutaneo, interferisce sul meccanismo di formazione delle rughe con effetti miorilassanti, regola la sovrapproduzione di catecolamine.

Applicazione

Si procede al posizionamento della maschera sul volto precedentemente deterso e, se necessario, sul collo e sul decolleté; eventualmente, se il medico lo ritiene opportuno, il volto va trattato con un peeling per assottigliare ulteriormente l'epidermide e quindi favorire la penetrazione dei principi attivi. Il tempo di posa della maschera è di almeno 40 min., durante il quale il meccanismo occlusivo della maschera stessa permette un contatto prolungato dei principi attivi con la pelle, favorendone così la penetrazione più in profondità.

Al momento opportuno la maschera viene rimossa e si applica una lozione riossigenante vitaminizzata Si passa quindi all'applicazione sul viso di una crema specifica che rafforza la condotta terapeutica precedentemente seguita.

In definitiva la maschera prevede:

  • Mescolare in un recipiente largo la polvere e il liquido con una spatola fino ad ottenere una pasta omogenea, quindi aggiungere del catalizzatore continuando a mescolare;
  • Applicare sul viso struccato e pulito con soluzione fisiologica la maschera;
  • Lasciare la maschera in posa per circa 40 minuti;
  • Rimuovere la maschera;
  • Impacco con lozione riossigenante per circa 3 minuti;
  • Applicare al viso una crema;
  • Applicare alle palpebre l'emulsione specifica;
  • Applicare 1 maschera una volta la settimana per 3/4 volte;
  • Procedere poi con una maschera ogni 2 mesi.

L’utilizzo della maschera è opportuno soprattutto per pelli con evidenti segni di ageing; la stessa applicazione può essere ripetuta e, a giudizio del medico, si possono effettuare impianti di filler, rivitalizzazione e quant'altro possa essere utile.

I vantaggi della metodica su indicata sono rappresentati, rispetto al botulino iniettato, dal suo carattere soft, proprio perché non si prevedono iniezioni, per cui è impossibile il verificarsi di lividi, ecchimosi e gonfiori. Si ha per tale motivo una buona compliance del paziente. I risultati sono buoni se riferiti alle rughe fini superficiali, anche perché si ha la possibilità di agire su zone vietate o difficilmente trattabili con il botulino iniettivo come le palpebre, i solchi nasogenieni e le labbra. Inoltre la delicatezza di azione della maschera permette di trattare attori, politici, addetti alle public relations, ove la mimica facciale è importante e la tossina botulinica potrebbe, se iniettata da mani inesperte, alterare la mimica dell'incarnato.

Tra gli svantaggi va considerata la possibilità di agire solo su rughe molto superficiali e la necessità di un'eventuale riapplicazione. Tuttavia la maschera rappresenta, comunque, un vantaggio nell'arsenale terapeutico a disposizione del medico, poiché essa non interferisce con l'applicazione congiunta di altre metodiche mediche, come le stesse iniezioni di botulino, che possono aver ragione per esempio su una ruga glabellare profonda.

MASCHERA BOTU-SIMILE


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