Calvizie e diradamento:
PERCHE' SI PERDONO I CAPELLI
Che cosa succede nell'organismo quando si cominciano a perdere i capelli? Quali
fenomeni si mettono in moto? A parte alcune concause quali stress e cattiva alimentazione,
la causa principale della calvizie è da ricercare nel nostro DNA, nella nostra
mappa genetica; ecco perché qualcuno è predisposto e qualcun altro no. Scopriamo
insieme perché…
La forma di calvizie più diffusa nell'uomo è la calvizie androgenetica.
La forma più aggressiva di questo tipo di calvizie si manifesta intorno ai 18
anni; inizia una massiccia caduta di capelli che ad ogni ciclo vengono sostituiti
da capelli sempre più sottili e meno colorati, dovuti all'atrofizzazione del follicolo
che pian piano non riesce più ad esprimere un capello sano e robusto come in inizio.
Uno studioso di nome Hamilton , che fu uno dei primi studiosi di questo fenomeno, classificò diversi stadi
che portano alla calvizie. Norwood completò gli studi di Hamilton arrivando a classificare ben 12 differenti stadi
di calvizie. Sembra che circa l'88% della popolazione maschile sia colpita durante
la propria vita da questo tipo di calvizie. In questi soggetti determinate aree
dello scalpo (sono sempre escluse le aree temporo-occipitali) possiedono follicoli
sensibili agli ormoni maschili (androgeni).
La predisposizione è determinata da fattori genetici. Gli ormoni principali dell'uomo,
portati nell'organismo dal sangue, sono prodotti dal sistema endocrino (ipofisi,
tiroide, paratiroidi, ghiandole surrenali, ghiandola corticale e midollare, pancreas
insulare, gonadi ); essi sono:
- Testosterone;
- DHT;
- DHEA;
- Androstenedione.
Una volta che il testosterone entra nella cellula del follicolo, incontra
un enzima, denominato 5-alfa-reduttasi, che trasforma il testosterone in diidrotestosterone
(DHT) legandosi all'idrogeno. Nella donna, ove la calvizie androgenetica si manifesta
intorno ai 35 anni, sembra che l'ormone imputato della caduta dei capelli sia
invece il DHEA.
Questi ormoni, reagendo con particolari strutture proteiche, i RECETTORI, penetrano
nel nucleo interferendo con il DNA della cellula e inibendo il follicolo portandolo
al rimpicciolimento ed alla incapacità di esprimere un capello sano, sempre più
piccolo e debole, sino alla completa atrofizzazione e morte.
I capelli risultano sempre meno grossi e sempre meno colorati, dando l'impressione
che il numero sia diminuito, ma in realtà ciò che cambia è la qualità dei capelli.
il capello in questa fase è detto capello vellus ed è molto simile al capello del neonato: sottile, corto, depigmentato. L'organismo,
come si trovasse di fronte ad un corpo estraneo, mette in atto delle reazioni
autoimmunitarie e cerca di eliminarlo; Si presentano così prurito, rossore, infiammazioni,
situazioni spesso associate alla caduta di capelli.
Gli stadi di Hamilton
Come è ben visibile dall'immagine, la calvizie androgenetica avanza progressivamente
colpendo in primo luogo le tempie; successivamente il diradamento colpisce anche
l'area di vertice ed avanza sino a interessare tutta la parte superiore del capo.

Vi sono però non rari casi in cui la calvizie androgenetica colpisce omogeneamente
tutta l'area interessata (avviene più spesso nei soggetti di sesso femminile,
classifcata secondo la scala di Ludwig) con un lento e progressivo diradamento,
oppure casi in cui si verifica un maggior diradamento nell'area di vertice e meno
sulle tempie, o viceversa.
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