DIETA ED INFEZIONI URINARIE
DIETA ED INFEZIONI URINARIE |
A cura di Leandro Carollo | Recenti studi hanno dimostrato che esistono delle correlazioni tra le infezioni
urinarie ed il tipo di alimentazione seguita.
Infezioni urinarie
Sono quelle infezioni che causano un'infiammazione acuta o cronica che interessa
la vescia urinaria e i relativi annessi, in presenza o meno di patologia urologica.
Ne esistono un'ampia varietà in base all'eziologia (le cause) ed al tipo di danno
arrecato. Le più comuni sono quelle causate dalla specie Gram negativa ed in particolare
l'Escherichia Coli ed in minore percentuale altri entero-batteri come il Proteus,
Klebisella, Pseudomonas. Anche alcuni batteri Gram positivi sono responsabili,
in minore entità, d'infezioni urinarie e fra questi i più frequenti sono lo Staphylococcus
saprophiticus e Staphylococcus aureus. Generalmente questi tipi di batteri sono
facilmente rintracciabili tramite un semplice esame colturale delle urine. Ma
esistono anche delle altre infezioni urinarie, con delle evidenze sintomatiche
ben distinguibili, che tramite il semplice esame delle urine non vengono messi
in evidenza. Sono solitamente dei batteri responsabili di infezioni trasmesse
sessualmente, come quelle da Neisseria gonorrhoeae e Chlamydia trachomatis, o
fungine da Candida albicans, capace di colonizzare le urine di soggetti diabetici
o immunodepressi. In questi casi, l'accertamento dell'agente patogeno viene in
genere effettuata mediante prelievo di uno striscio delle secrezioni delle vie
urogenitali e indagine microscopica.
La cistite
Una delle infezioni urinaria cui nel linguaggio comune tutti facciamo riferimento
è la cosiddetta cistite. Esistono diverse varietà di cistiti e diverse risposte
immunologiche in relazione al ripresentarsi dello stesso "ospite" (tipo di batterio)
in allocazioni differenti. Per fare una corretta distinzione tra le tipologie
di cistiti è necessario uno studio istologico, a seguito di un esame bioptico,
anche se tale indagine risulta improponibile ad ogni insorgenza di tali infezioni
proprio a causa dell'elevata casistica. L'esame semmai deve essere effettuato
in quei soggetti cui la malattia assume un andamento insidioso o che non rispondono
ad alcun tipo di terapia. Quindi la cistite è un'infiammazione della vescica,
generalmente provocata da un'infezione che può aver origine nell'uretra, nella
vagina o, nei casi più complessi, nei reni. La cistite può essere favorita dalla
congestione pelvica dovuta a eccessi alimentari o sessuali e da tutte le condizioni
che sono d'ostacolo allo svuotamento della vescica, come l'ipertrofia della prostata.
Le manifestazioni della cistite comprendono una minzione dolorosa e difficoltosa,
stimolata, tuttavia, in modo continuo e pressante e, in alcuni casi, l'emissione
di urina torbida o mista a sangue (ematuria). La terapia si basa sull'assunzione
di grandi quantità di liquidi e sulla somministrazione di antisettici delle vie
urinarie e di antibiotici. Le cistiti vengono classificate in seguito alle caratteristiche
cliniche e alla presenza o meno di patologie di base, nel primo caso si parlerà
di cistiti complicate e nel secondo non complicate. Le seconde, che sono quelle
di maggiore interesse, si suddividono in:
- Semplici
- Emorragiche
- Ricorrenti
Cistite semplice
E’ quella infiammazione acuta, occasionale e transitoria, di origine infettiva
della vescica. E' la forma più comune ed ha in genere un decorso benigno colpisce
maggiormente la popolazione sana femminile a tal punto che si è stimato almeno
un episodio, di tale infezione, in tutte le donne entro i 40 anni di età.
Il
range d'età colpito sembrerebbe correlato con il periodo d'inizio dell'attività
sessuale. L'incidenza della cistite nell'uomo è 100 volte inferiore a quella della
donna. Ciò grazie alla particolare anatomia dell'uomo nel quale il meato urinario
è situato in un distinto piano anatomico e grazie alla lunghezza dell'uretra.
Cistite emorragica
E’ quella infiammazione acuta di origine infettiva della vescica che coinvolge
i capillari della sottomucosa. Viene considerata una forma di cistite semplice
con lesioni caratteristiche proprie (più avanzate e profonde della forma semplice).
Ha un range di età più ampio che va dai 15 agli 80 anni, costituisce il 10% delle
infezioni urinarie totali. L'insorgenza di questa forma può essere causata anche
tramite l'esposizione alle radiazioni ionizzanti e anche l'impiego di alcuni farmaci
citotossici. A differenza della prima forma, in questa vi è la comparsa di ematuria.
Cistite ricorrente
Ha gli stessi aspetti caratteristici della cistite semplice con l'unica differenza
della periodicità. Si è potuto stabilire che tre episodi nell'arco di un anno
possono essere la manifestazione della cistite ricorrente. Queste possono ripresentarsi
sottoforma di reinfezioni o come recidive, le prime si manifestano solitamente
settimane o mesi dopo la terapia, mentre le seconde poco dopo la sospensione della
terapia (entro alcuni giorni).
Prevenzione e precauzioni
Oltre alla classica terapia antibiotica esistono delle semplici accortezze comportamentali
che possono ridurre sia l'insorgenza di tali infezioni che l'attenuazione dei
caratteristici segni clinici. Ciò che spesso viene sottovalutato, ma di provata
efficacia, è la normale igiene-sanitaria. Tali norme da sole sono responsabili
della scomparsa delle infezioni e sono anche in grado di ridurre il numero degli
episodi infettivi. Come per esempio:
- Un'accurata e quotidiana igiene perineale, utilizzando dei detergenti neutri,
con movimenti che vanno dalla vagina l'ano e mai il contrario poiché si rischierebbe
di trasportare materiale fecale all'interno e quindi l'innesco di un infezione
urinaria.
- L'utilizzo ripetuto di biancheria intima costituita da materiale sintetico o
pantaloni troppo aderenti evitano la normale traspirazione dei tessuti e quindi
facilitano la proliferazione dei stafilococchi cutanei che da "commensali" (cioè
organismi normalmente presenti nel corpo umano) diventano patogeni.
- L'utilizzo di contraccettivi meccanici (diaframmi, creme spermicide, spirali,
ecc.) possono essere dei facili veicoli d'infezioni, per esempio il posizionamento
con le mani non perfettamente pulite. Anche l'utilizzo dei contraccettivi orali
ad alti dosaggi può aiutare l'insorgenza e la proliferazione di un'infezione.
Un altro dispositivo veicolo d'infezione, ampiamente diffuso, è l'assorbente interno
che deve essere cambiato frequentemente e sempre rimosso durante la notte.
- L'impiego diffuso di lavande vaginali deve essere ridotto a non più di una a
settimana. Si è dimostrato che un utilizzo eccessivo di lavande interne determina
un abbassamento dell'acidità naturale della vagina rendendo la via più facile
ad eventuali batteri patogeni.
- In quei soggetti sessualmente attivi è opportuno urinare prima e soprattutto
dopo il rapporto sessuale, poiché il flusso urinario facilita il trasporto verso
l'esterno di eventuali batteri depositati durante il rapporto.
- Nelle donne, durante il ciclo mestruale è opportuno intensificare l'igiene personale
in modo da evitare la proliferazione batterica ed una eventuale risalita facilitata
in questo periodo.
Dieta e infezioni urinarie
La correlazione fra l'alimentazione e le infezioni urinarie è sicuramente correlabile
a due fattori che sono l'idratazione e l'acidificazione.
L'idratazione
- Ridurre l'azione irritativa causata da eventuali urine troppo concentrate
- Assicurare una continua eliminazione di batteri presenti nelle vie escretrici.
L'idratazione, inoltre, garantisce anche un corretto funzionamento dell'organo
imputato al riassorbimento cioè il colon. Infatti, un intestino regolare difficilmente
favorisce la proliferazione dei batteri fecali. Quindi è indicato in questi casi
l'introduzione di adeguati apporti di cibi ricchi di fibre e nei casi più resistenti
l'associazione di eventuali integratori di fibre, che si comportano come i comuni
lassativi ma a differenza di questi non impediscono l'assorbimento delle vitamine
liposolubili.
L'acidificazione
Si è potuto notare che ciò che influenza la non-proliferazione dei batteri urinari
è l'impiego di diete ad elevato residuo acido. Infatti queste abbassano il Ph urinario e di conseguenza il non attecchimento
alle pareti dei batteri. Il nostro organismo da solo provvede ad attuare tale
difesa, infatti leggeri stati catabolici, quale il digiuno notturno, acidificano
le urine, ma talvolta può non essere sufficiente. Uno dei prodotti acidificanti,
suggeriti dalle credenze popolari, è il succo di mirtillo. Questo se assunto sicuramente fornisce un buon apporto di liquidi e vitamine,
la sua efficacia è stata dimostrata di recente. Uno studio condotto in Inghilterra
da Avorn et al, ha dimostrato che l'assunzione giornaliera di 300 ml di succo
di mirtillo riduce di circa il 50% l'insorgenza di recidive. Sono tuttora in corso
studi per dimostrare nello specifico quale componente del succo di mirtillo sia
il responsabile di ciò, ma il più attendibile sembra essere il quantitativo di
vitamina C. Il razionale sull'impiego di diete ad elevato quantitativo acido trova
anche il suo riscontro nelle infezioni determinate da calcolosi. Nell'ottica di
un adeguato apporto di alimenti a residuo acido è opportuno tenere in mente anche
gli alimenti che hanno l'effetto contrario, cioè alcalinizzante. Infatti, quest'ultimi,
fanno da "tampone", cioè compensano l'acidità, annullando gli effetti finora descritti.
Quindi è opportuno aumentare gli alimenti a residuo acido e diminuire quelli a
residuo alcalino.
| Cibi a residuo acido: |
- Carne: carni rosse, pesce, carni bianche, uova, arachidi, molluschi e tutti i tipi
di formaggi
- G pancetta e le noci
- Amidi: tutti i tipi di pane, soprattutto integrale, cereali in genere, crackers, pasta
e riso
- Legumi: lenticchie
- Frutta: mirtilli e prugne
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Cibi a residuo basico o alcalino: |
- Latte: latte e suoi derivati
- Grassi: mandorle, castagne e cocco
- Verdure: tutti i tipi soprattutto il cavolo, il dente di leone e gli spinaci
- Frutta: tutti i tipi tranne quella descritti prima
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Bisogna, infine, sottolineare che queste raccomandazioni coadiuvano la terapia
medica consigliata e non la sostituiscono, l'impiego però può aiutarci a prevenire.
Bibliografia
- Infecciones urinarias - Dalet F. Del Rio G. - Fundaciòn Puigvert – 1997
- La cystite aigue et les autres maladies bénignes de la vessie féminine - Boiteux
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- Uncomplicated adult urianry tract infection - Mulholland S - AUA- 1987
- Host interaction with E. Coli in the urinary tract infection - Hagburg L. Svanborg-Eden
C. - New York 1982
- Banca dati interattiva - Composizione degli alimenti - INRAN - E. Carnovale L.
Marletta aggiornamento 2000
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