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LA DIETA PER VINCERE LA STANCHEZZA

   DIETA STANCHEZZA

A cura di Barbara Asprea

“Aprile, dolce dormire”: una certa tendenza ad affaticarsi, sonnolenza e scarsa concentrazione sono alcuni dei sintomi più tipici di questo periodo, dovuto al lento adattamento dell’organismo dalla stagione fredda a quella calda. È il prezzo della ripresa dell’attività metabolica, che in inverno rallenta sia per il freddo che per la poca luce. Con le giornate molto più lunghe, si sente un’esigenza naturale a fare di più, ma se il fisico non è ancora pronto ci si stanca subito. Poi si può aggiungere la debolezza lasciata dall’ultimo virus della stagione oppure dalle allergie primaverili, peggiorando ulteriormente la situazione. Ma una dieta corretta può aiutare a recuperare le energie più rapidamente.

Piatti leggeri e tante vitamine

L’arrivo del caldo si riflette anche sulle nostre necessità dietetiche. In questo momento, il metabolismo ha bisogno di nutrienti che lo riforniscano di pronta energia per adeguarsi alla nuova condizione e non ha più bisogno di immagazzinare riserve energetiche, come in inverno.
La prima regola, perciò, sarà quella di evitare le pietanze ipercaloriche e di ridurre il consumo degli alimenti ricchi di grassi e zuccheri come salumi, formaggi e dolci. Che, oltre a far crescere di peso, appesantirebbero il sistema digestivo aumentando la sensazione di stanchezza. Ciò che occorre è invece altro: i micronutrienti utili per attivare tutte le funzioni metaboliche, ossia vitamine e minerali. Tra le vitamine svolge un’azione antifatica la B1 (o tiamina) che è fondamentale per la produzione di energia e per la salute delle cellule nervose. Tipici segni di una sua carenza sono infatti stanchezza, torpore agli arti e depressione. Cereali integrali, legumi e semi (arachidi, girasole) ne sono ricchi. Anche la vitamina C, come è noto, è importante per la sua attività antiossidante e per la funzionalità del sistema immunitario. In particolare la troviamo negli agrumi, broccoli, cavoli, fragole, kiwi, lamponi, mango, papaia, peperoni, pomodori, ribes nero e spinaci.
A queste, possiamo aggiungere altre sostanze, chiamate vitamino-simili, come l’inositolo o la carnitina, che svolgono un’azione disintossicante, energetica e immunostimolante. Il primo è contenuto in agrumi, cereali integrali, noci, semi oleosi e nella carne; la seconda prevalentemente nelle carni rosse e nei latticini.
Un tempo, per combattere la stanchezza primaverile, i medici prescrivevano le cosiddette cure ricostituenti, magari a base di olio di fegato di merluzzo o di fialette al ferro.

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Oggi, in erboristeria e in farmacia l’offerta di ricostituenti naturali è ampia: quelli tradizionali sono il lievito di birra, il germe di grano e la pappa reale. Tutti dall’elevato contenuto di vitamina B e minerali possono essere normalmente aggiunti a latte, minestre, insalate. Anche per la medicina cinese il fegato si riattiva in primavera: infusi di erbe quali tarassaco, boldo, cardo mariano, gli ridanno energia, al contrario di ciò che fanno i cibi grassi.

Una colazione veramente buona

Come impostare allora, un menu energetico ma non pesante? Certamente la prima regola è quella d’iniziare la giornata con i nutrienti più giusti. Meglio per un po’ dimenticare brioche e cappuccino del bar e prepararsi a casa delle prime colazioni che assecondino non solo la salute ma anche il gusto. L’importante è che siano presenti frutta fresca, cereali integrali sotto forma di fiocchi o di pane, un paio di frutti secchi come mandorle, noci o nocciole, miele come dolcificante e uno yogurt, invece del latte, per aiutare la flora intestinale. Tra i cereali un posto di primo piano spetta all’avena, ricchissima di fibre e molto nutriente, che ha un’azione tonificante e perciò viene consigliata negli stati di stanchezza o di convalescenza. L’effetto stimolante è dovuto all’avenina contenuta nel suo olio essenziale, una sostanza capace di stimolare la tiroide. Bisogna ricordare che alla temperatura di sessanta gradi l’avenina viene inattivata: scegliere perciò i fiocchi di avena integrali e crudi - e non quelli decorticati cotti o tostati - da aggiungere a latte, yogurt o minestre tiepide. Poi durante il giorno si faranno dei pasti abbastanza leggeri, nei quali le verdure crude e cotte devono essere sempre presenti. Ad esempio, a pranzo un primo piatto e un’insalata mista con pane integrale e a cena una minestra con un secondo proteico, accompagnato da un contorno e da pane integrale. Non va dimenticata la frutta, da consumare come spuntino e in tutte le forme che si preferiscono: al naturale, spremuta, in macedonia o in insalata.

Se i bimbi sono stanchi

Il cambiamento di clima richiede degli adattamenti nei meccanismi necessari sia per l’accrescimento delle strutture di corpo, ossa e muscoli, sia per il buon funzionamento dell’attività cerebrale. Inoltre i bimbi sono sottoposti a notevole stress durante l’inverno a causa dello studio e delle svariate attività extrascolastiche nelle quali sono impegnati. Alla fine si verifica come un corto circuito, un esaurimento delle capacità di adattamento dell’organismo, il quale deve soddisfare anche il fabbisogno dovuto alla crescita. I segnali con i quali i più piccoli manifestano la stanchezza sono irritabilità, insonnia, inappetenza, difficoltà di concentrazione, perdita di interesse per tutte le attività prima ritenute divertenti o almeno piacevoli.
Gli alimenti utili per combattere la stanchezza sia fisica che psichica dei giovanissimi sono i cibi ricchi di vitamine, minerali, grassi polinsaturi (presenti negli oli vegetali e nel pesce): tutte sostanze che combattono i radicali liberi e aiutano l’organismo a lavorare meglio. Quindi verdura e frutta: vanno benissimo gli agrumi ma anche alcuni frutti tropicali come ananas, mango, papaia. L’olio extravergine di oliva è il condimento ideale; se gradita è consigliabile qualche tisana di rosa canina che contiene vitamina C. Da evitare l’eccesso di carboidrati semplici, perché provocano un innalzamento dell’insulina nel sangue, responsabile di un repentino abbassamento del livello di glicemia e di una sensazione di profonda stanchezza e spossatezza. In pratica, le merendine, i biscotti farciti, la cioccolata, troppi cereali raffinati, possono peggiorare la condizione di stanchezza. Ovviamente è consigliabile evitare o ridurre al massimo i cibi pesanti e alimenti quali burro, salumi e carni grasse (wurstel). Infine, si ricorda che oltre all’alimentazione, è molto importante salvaguardare il sonno dei bambini: i pediatri raccomandano almeno dieci ore per notte.

DIETA STANCHEZZA


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