I PROBIOTICI
PROBIOTICI
Il termine "probiotico" deriva dal greco: "pro-bios" e significa a favore della
vita; se per assonanza è terminologicamente simile ad "antibiotico", si contrappone
totalmente per la sua funzione che appare diametralmente opposta.
Sovente, proprio in concomitanza di un trattamento antibiotico, vengono somministrati
fermenti lattici e probiotici per reintegrare e rinforzare la flora intestinale.
Basandosi sulla definizione del ricercatore inglese Fuller (1989): "il probiotico è un microrganismo vivente
che esercita un effetto positivo sulla salute dell'ospite con il risultato di
rafforzare l'ecosistema intestinale".
Gli antenati dei probiotici furono oggetto di interesse e di studio da parte
di E. Metchinkoff (1845-1916) figura di rilievo in ambito scientifico che nel 1882 lasciò il suo
paese natale l'Ucraina, per raggiungere Parigi, lavorando presso l'Istituto Pasteur,
dove condusse i suoi studi sui latti fermentati, evidenziando l'azione positiva
di questi prodotti sulla flora intestinale.
Metchinkoff studiò la vita e le abitudini alimentari dei pastori caucasici, scoprendo
quanto fosse largamente consumato il latte fermentato nella loro abituale alimentazione,
il suo interesse era quello di scoprire i benefici di questi prodotti sulla salute
umana. In Francia nel 1906 la società "Le Fermente" iniziò a commerciare un latte fermentato
"Lactobacilline" prodotto con ceppi batterici selezionati dallo stesso Metchikoff,
qualche anno dopo, nel 1925 il termine "youghourt" entrò nel dizionario "Petit
Larousse".
Dunque, grazie ai contributi di Metchinikoff e ai suoi studi si estese, anche
in occidente, la cultura dei fermenti lattici andando ad anticipare l'era dei
probiotici, prebiotici e alimenti funzionali.
I fermenti lattici sono quei preparati contenenti batteri vivi con la funzione
di riequilibrare la flora intestinale. Dal punto di vista scientifico, da questi
prodotti si è passati al concetto di probiosi cioè un'insieme di azioni favorevoli
volte verso l'intestino attraverso attività di determinate colture batteriche
vive e vitali.
Per quanto concerne i batteri lattici i gruppi principalmente utilizzati sono
rappresentati dalle seguenti specie:
- Lactobacillus acidophilus
- Lactobacillus casei
- Lactobacillus lactis
- Lactobacillus bulgaricus
- Streptococcus thermophilus
- Bifido bacterium bifidum
I primi tre sono principalmente impiegati per latti fermentati acido-alcolici,
gli ultimi due per i latti fermentati probiotici. Consideriamo che all'interno
del "classico" yougurt esistono batteri vivi, ma non vitali, cioè incapaci di
riprodursi nell'intestino, nello specifico lo yougurt anche detto latte acido
è ottenuto innestando streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus si
differenzia dallo yougurt prodotto con microrganismi "probiotici" e cioè Bifido
bacterium bifidum e Lactobacillus acidophilus, quest'ultimo è particolarmente
efficace contro i patogeni intestinali.
Non bisogna dunque confondere i comuni yougurt con i probiotici , poiché alla base della produzione si impiegano batteri diversi.
Passiamo a verificare sinteticamente le peculiarità dei principali ceppi:
| Streptococcus |
favorisce la produzione di vit B6 e B12. |
| Lactobacillus Bulgaricus |
stimola la produzione |
| Lactobacillus acidophilus |
ha ottime qualità come specie probiotica essendo particolarmente forte nel superare
le barriere acide dello stomaco, i sali biliari nel piccolo intestino, questo
batterio è un amico del nostro intestino, tra gli effetti più significativi ricordiamo:
assimiliazione e produzione delle vitamine del gruppo B, fornisce al corpo l'enzima
Lattasi. Su questo batterio sono in corso diversi studi che ne sperimenterebbero
l'effetto curativo su casi di candida, herpes, ipercolesterolemia, infezioni cutanee. |
| I Bifido batteri |
sono batteri particolarmente utili per l'intestino, i benefici sono paragonabili
a quelli apportati dall'acidophilus. | |
Esistono comunque delle condizioni che purtroppo possono distruggere considerevolmente
il quantitativo numerico di questi batteri:
- Uso di antibiotici
- Cattiva digestione
- Scorrette abitudini alimentari
- Pillola anticoncezionale
- Acqua trattata con cloro e fluoro
Per avere una chiara idea della collocazione commerciale e merceologica
di questi prodotti, è possibile sostenere che la loro appartenenza è da collocarsi
all'interno del gruppo definito "functional food", e cioè alimenti funzionali, di cui fanno parte anche i prebiotici.
I prebiotici
I prebiotici secondo la definizione di Gibson e Roberfroid (1995);" sono sostanze
non digeribili di alcuni alimenti che stimolano l'azione benefica sull'ospite
promuovendo la crescita di una o più specie batteriche considerate utili per l'uomo".
Si tratta quindi di fibre idrosolubili, non gelificanti tra le quali le più studiate
sono: i polisaccaridi non amidacei o beta-glucani, fructani, oligofruttosaccaridi
(FOS), tra i quali citiamo l'inulina.
I functional food hanno la peculiarità di produrre vari effetti fisiologici benefici
come ad esempio quello di mantenere un buon stato di salute.
I prebiotici sono carboidrati non digeribili (frutto e galatto-oligosaccaridi),
la cui proprietà è quella di favorire nel colon lo sviluppo della microflora probiotica.
La parola simbiotica definisce una "mistura" tra probiotico e prebiotico la cui
azione è sinergica sulla salute umana.
Requisiti richiesti ai probiotici
Consideriamo ora i requisiti che debbono avere questi microrganismi:
- essere sicuri per l'impiego umano
- resistenza a pH bassi
- resistenza al succo gastrico, pancreatico e sali biliari
- essere vivi e vitali
Attualmente l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la FAO stanno elaborando
delle linee guida internazionali volte a regolare la ricerca e la tipologia di
mercato dei probiotici.
Dagli anni '90 l'Unione Europea finanzia circa 60 laboratori che si occupano
di testare sia l'efficacia dei probiotici che la scoperta dei ceppi batterici,
le linee guida si baseranno su questi risultati con lo scopo di tutelare la salute
del consumatore.
Gli alimenti che conterranno probiotici dovranno essere sottoposti ad una legislazione
internazionale che permetterà di leggere sulla confezione: famiglia e nome del
ceppo, data di scadenza, concentrazione minima, modalità di conservazione e funzione
nell'ospite.
Statisticamente, da un'ultima ricerca condotta da AC Nielsen emergerebbe che
nel 2002, circa 18 milioni di famiglie italiane hanno consumato yougurt e prodotti
simili, fra queste circa 4 milioni e mezzo hanno scelto alimenti contenenti probiotici.
Da queste ricerche e studi si evidenzia, quindi, un discreto interesse rivolto
a questi prodotti, confermando l'antica tendenza che Metchikoff aveva anticipato
in modo lungimirante, l'applicazione di questi prodotti a favore della salute
dell'uomo.
BIBLIOGRAFIA
- Gibson R.G. and Roberfroid M.B: Dietary modulation of the human colonic microbiota: introducing concept of prebiotics. J .Nutr (125) pp.1404-1412, 1995
- Zoli G. e Franchini R.: I probiotici e le malattie gastrointestinali. Cenèsthesis 1, VI, 2-5 Gennaio Febbraio 2000
- Gatti PM "Functional Food: i prebiotici ed i probiotici " Cenèsthesis 1, VI, 2-5 Gennaio Febbraio 2000
- Bottazzi V. (1998) "I latti fermentati ". Ediz. Istituto Danone, Milano
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