I PUNTI VITALI – KYUSHO
I PUNTI VITALI – KYUSHO |
A cura di Lidia Katia C. Manzo | Dai centri energetici allo studio dell’impatto nei colpi delle arti marziali
I centri soprasensibili, in cui l’energia sale a livello superficiale, costituiscono
i punti vitali (Kyusho) distribuiti su tutto il corpo. Secondo la medicina tradizionale
cinese, essi seguono i 14 meridiani che corrispondono ai canali nei quali scorre il Ki (energia o soffio vitale) in 365 punti del nostro corpo. Possono essere trattati con agopuntura, shiatsu o moxa, ma rappresentano anche
i punti vulnerabili che un praticante di arti marziali deve conoscere per realizzare
la massima efficacia nel combattimento.
Lo stato di benessere, lo «scorrere armonioso dell’energia lungo il sistema dei meridiani», dipende dalla capacità dell’individuo di regolare i suoi ritmi di vita, la
sua dieta, il suo stato psichico: è il medesimo principio a suggerire una serie
di esercizi fisici, per esempio anche a imitazione dei movimenti degli animali,
che ha lo scopo di facilitare lo scorrere del Ki nel sistema dei meridiani. D’altro canto si può facilmente immaginare come la
consuetudine al combattimento fisico, soprattutto senza armi, abbia permesso di
fare importanti scoperte sulla circolazione energetica e quindi di aumentare le
conoscenze sui punti efficaci nell’equilibrarla e nello squilibrarla: tant’è vero
che ogni scuola di arti marziali ha custodito gelosamente per secoli e secoli le
sue scoperte su quei punti che, colpiti con precisione e con la giusta pressione, possono provocare non
solo dolore e paralisi temporanea, ma anche lesioni permanenti o addirittura morte.
Le tecniche mirano a colpire il corpo sui punti vitali illustrati in queste figure.
Colpire la testa è sempre molto pericoloso: si possono provocare una commozione cerebrale o danni
al cervello. Colpire un avversario alla tempia, o al mento, è un modo per renderlo
immediatamente incosciente. Un altro noto punto vitale è il plesso solare , un centro da cui i nervi s’irradiano nella zona epigastrica. Il centro di
gravità del corpo è posto circa sette centimetri sotto l’ombelico. Questo è il
punto intorno al quale occorre equilibrare tutti i movimenti. Se ci si muove in
avanti, per bilanciarsi bisogna spingere una gamba indietro; se ci si piega verso
terra, il peso dev’essere equamente distribuito dietro e davanti a questo punto.
I cinesi chiamano questo punto dan-dian, i giapponesi hara, in ogni caso gli orientali
ritengono che sia il centro della forza vitale del corpo. Per disarmare un avversario e immobilizzarlo, risulta particolarmente
efficace premere le giunture o i nervi delle mani e delle braccia . Le ossa del polso sono fatte in modo da impedirne il piegamento laterale (in
alto). Quando un avversario torce il polso (in basso), tutto il corpo deve piegarsi
per assorbire la pressione. Nel corpo vi sono giunture che non possono muoversi
in tutte le direzioni. Il gomito non si può forzare oltre i 180 gradi in alto. Premendo nella direzione in cui
la giuntura non può più piegarsi, si obbliga tutto il corpo a rispondere. Colpendo
i muscoli della coscia con il ginocchio, la gamba dell’avversario resta temporaneamente paralizzata.
Esistono punti simili anche sulla mano e sull’avambraccio. Colpendo il tendine
del ginocchio o il tallone d’Achille , cioè i tendini dietro il ginocchio oppure dietro il calcagno, verranno messi
fuori uso la gamba o il piede dell’avversario.
Non tutti i centri energetici sono da considerare vitali, infatti si possono
suddividere in:
- punti vitali (che provocano disfunzioni immediate o ritardate);
- punti terapeutici (che provocano benessere se massaggiati);
- punti di agopuntura (utilizzati per curare, guarire, rigenerare il corpo o la mente).

C’è una relazione totale tra questi punti ma è indispensabile la padronanza del
Ki per poterli colpire efficacemente.
Quando un combattente aggiunge all’abilità della percussione dei punti vitali
anche tecniche di proiezione, strangolamento e slogamento può diventare molto
temibile per l’ampia gamma di strategie a disposizione.
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PUNTI MORTALI
(o che provocano perdita di coscienza) |
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Alla testa |
| Occhi, arcata sopraciliare e zigomi (Seidon) |
| Tra gli occhi (Uto, Chuto) |
| Tempie (Kasumi) |
| Fontanelle (Tendo) |
| Sotto il naso (Gekon, Jinchu) |
| Punta del mento (Kachikake) |
| Punta del mento laterale (Mikazuki) |
| Apofisi mastoide (Dokko) |
| Carotidi (Murasame e Matsukaze) |
| Laringe (Hichu) |
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Nella schiena |
| Base delle scapole (Haya-uchi) |
| Tra le scapole (Kassatsu) |
| Reni (Ushiro Denko) |
| Coccige (Bitei) |
| Sotto i glutei (Ushiro Inazuma) |
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Al corpo |
| Sterno (Tanchu) |
| Apofisi xifoide dello sterno (Kyosen) |
| Plesso solare (Suigetsu) |
| Tra la 4a e la 5a costola (Kyoe) |
| Tra la 5a e la 6a costola (Ganka) |
| Coste fluttuanti (Denko, Inazuma) |
| Testicoli (Kinteki) |
| Ombelico (Myojo) |
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PUNTI DOLOROSI
(non mortali) |
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Al braccio |
| Parte interna (Wanju) |
| Parte superiore del polso (Shuko) |
| Parte superiore della mano (Soto-shakutaku) |
| Articolazione interna del gomito (Chukisu) |
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Alla Gamba |
| Parte superiore della coscia (Fukuto) |
| Parte superiore interna della coscia (Yako) |
| Base del polpaccio (Kusanagi) |
| Rotula del ginocchio (Shitsu-kansetsu) |
| Tibia (Keiko) |
| Caviglia (Naike) |
| Dorso del piede (Kori, So-in) |
BIBLIOGRAFIA
- I segreti dei Samurai - Le antiche arti marziali (Edizioni Mediterranee)
- Tao della salute e della longevità (SIAD Edizioni)
- Le arti marziali dalla A alla Z (Sperling & Kupfer Editori)
- A scuola dallo stregone (Rizzoli Editore)
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