INTRODUZIONE ALLO YOGA
YOGA |
A cura di Lidia Katia C. Manzo | Come raggiungere il benessere fisico e l’equilibrio interiore
Un’antica disciplina indiana
Yoga è un vocabolo sanscrito che significa “giogo, unione”. Lo si ritrova nel
Rig-Veda, uno dei quattro libri di “Conoscenza Divina” indiani che, secondo alcune
fonti, risalgono al 2000 a.C. o al 4000 a. C. Le prime immagini di posizione yoga
dal punto di vista archeologico si trovano sui sigilli di steatite della civiltà
di Mohenjo-Daro - valle dell’Indo e ad Harappa, risalenti al 3000 a.C. Yoga va
quindi interpretato come “l'atto di aggiogare, di unire, di attaccare", il cui
significato può essere esteso e trasferito al controllo del corpo, della mente
(manas) e dei sensi (indryas): "cavalli" assai ribelli per i quali è necessario
il "giogo" della disciplina yogica. A questa prima interpretazione del termine
yoga, se ne affiancano altre, per esempio quella di "associazione, connessione,
unione" dello spirito individuale (Jivàtma) con quello universale (Paramàtma),
definizione che troviamo in un celebre e fervido poema mistico indiano, il BhagavadGìtà
(2000 a. C.).
Lo yoga è una scienza e insieme un’arte entrambe suggestive e profonde. Oggi
ci permettiamo di intendere più semplicemente con il termine "yoga" l’insieme
di tecniche fisiche, mentali e spirituali praticate costantemente in ogni parte
dell'India, da Ceylon all'Himalaya, e che vennero integralmente adottate dai Lama
del Tibet, da alcuni scrittori mistici della Mongolia e della Cina e che furono
realizzate fino nei conventi zen giapponesi. Tecniche millenarie che racchiudono
mirabili segreti per il fisico, la mente e lo spirito.
Le diverse tipologie di yoga
I diversi rami yoga usano molti metodi e tecniche per realizzare la stessa meta,
adatti ai vari temperamenti e alle diverse esigenze individuali; per esempio,
il Tàntra-Yoga, fra l'altro, utilizza la sessualità e la donna come mezzi illuminanti.
Le scritture indiane raccomandano di intraprendere lo yoga sotto la guida di un
Maestro sicuro (Guru), poiché il sentiero è sottile e pericoloso come il "filo
di un rasoio".
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cosa domina |
cosa controlla |
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| Hatha-Yoga |
respirazione |
corpo fisico, vitalità |
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| Laya-Yoga |
amore |
poteri di amore divino |
| Bhakti-Yoga |
volontà |
poteri dello spirito |
| Shakti-Yoga |
energia |
forze energetiche naturali |
| Mantrâ-Yoga |
suono |
poteri di vibrazione dei suoni |
| Yantrâ-Yoga |
forma |
poteri delle forme geometriche |
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| Dhyâna-Yoga |
metodo |
poteri del processo del pensiero |
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| Raya-Yoga |
pensiero |
poteri di discriminazione |
| Jnâna-Yoga |
conoscenza |
poteri di intelletto |
| Karmâ-Yoga |
attività |
poteri dell’azione |
| Kundalinî-Yoga |
kundalinî |
poteri delle forze dei nervi psichici |
| Samâdhi-Yoga |
il Sé |
poteri d’estasi |
(Tavola del dott. Walter Yeeling Evans-Wentz, famoso antropologo specializzato
in studi tibetani)
Elenco dei rami yoga più noti:
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Hatha-Yoga: è il primo gradino di una disciplina che permette di rendere il corpo più agile,
forte, sano. Letteralmente significa “ha” sole, calore, passione e “tha” luna, freddo e ricettività . Gli opposti in equilibrio. È lo Yoga ginnico dell'armonia psico-fisica, della
salute e della longevità.
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Karma-Yoga: lavoro e retta azione
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Bhakti-Yoga: amore cosmico
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Raya-Yoga: mentale
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Jnâna-Yoga: della filosofia, ragionamento, razionalità
Integrate indissolubilmente tra loro, si passa dalle tecniche mentali e spirituali
del Raja Yoga a quelle psico-fisiche dello Hatha-Yoga, che comprende esercizi
fisici, posizioni e respirazioni. “Lo yoga nel suo aspetto autentico è un ‘sistema’ di tecniche psicofisico-spirituali
indiane per realizzare la conoscenza-identificazione con l’Ultima Realtà-Verità
(Dio)” - Maestro Carlo Patrian.
I châkra
L’uomo vive assorbendo il Prâna - energia vitale diffuso nell’aria e negli elementi, che poi circola in settantadue condotti
superfisici detti nâdî, analoghi al sistema nervoso, arterioso e venoso. Interiormente
alla nâdî cerebrospinale vi sono i centri psichici detti châkra in sanscrito e
khorlos in tibetano, letteralmente "ruota", perché trattasi di sfere di energia
che si irradiano dai plessi e dai gangli nervosi alla colonna vertebrale. Essi rappresentano le porte di accesso per la corrente energetica e vitale nel
nostro corpo psichico. I châkra principali sono sette, disposti dalla base della colonna vertebrale
alla sommità del capo in senso verticale:
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7° Sahasrara (Mille petali) - SOMMITÀ DEL CAPO Contatto con la Conoscenza Divina.
6° Ajna (terzo occhio) - CENTRO DELLA FRONTE Facoltà visiva e immaginativa
5° Vishuddha (purificazione) - GOLA Espressione e creatività
4° Anahata (cielo interiore) - CUORE Amore e relazioni affettive
3° Manipura (gemma lucente) - PLESSO SOLARE Potere e controllo
2° Svadhishthana (dolcezza) - CENTRO DELL'ADDOME Sentimenti e creatività
1° Muladhara (radice) - PLESSO SACRALE Volontà di sopravvivenza |
Quando il châkra è aperto, l’energia fluisce liberamente penetrando tutti gli
strati dell'aura, quando invece è chiuso o bloccato, essa trova un ostacolo e
non penetra: in quel punto.
Avremo così uno squilibrio a livello fisico
o mentale-spirituale o anche ad entrambi. La funzione principale dei châkra è
quella di assorbire l'energia cosmica, metabolizzarla ed alimentare le nostre
auree. I châkra, alla base del Raja Yoga, costituiscono probabilmente l'argomento
più complesso di tutto lo yoga perché alla loro base ci sono tante altre conoscenze,
come la reincarnazione, le vite precedenti, il nostro karma…
Le posizioni dello yoga: “Asana”
Il segreto della loro efficacia dipende dalla durata con cui si tengono: si passa
dai quindici secondi del principiante ai cinque minuti degli esperti fino alle
ore intere dei maestri. La prolungata distensione dei muscoli permette di svuotarli
dalle tossine, oltre ad apportare sangue e ossigeno alle zone sollecitate. Questo
meccanismo, secondo i dettami della medicina orientale, consente all’energia di
riprendere a circolare sciogliendo i blocchi muscolari o le infiammazioni. Il
risvolto dello yoga è riuscire a “sentire” il proprio corpo, a percepire soprattutto
parti di cui non abbiamo piena consapevolezza e che involontariamente contraiamo.
Le pause sono indispensabili tra un esercizio e l’altro ma attenzione a non perdere
ritmo e concentrazione.
Ecco alcune semplici posizioni, illustrate con l’aiuto di disegni:
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ALBERO – Vrikâsana - Migliora il senso di stabilità ed equilibrio fisico - Apporta benefici psicologici
in quanto la stabilità e l’immobilità conducono ad un equilibrio neuromuscolare
di notevole valore |
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BARCA – Navâsana - Mantenere l’equilibrio sui glutei - Tonifica la muscolatura addominale e lombare |
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FULMINE – Vajrâsana - Mantenere i glutei stretti per tutta la durata dell’esecuzione - Rafforza
i muscoli della schiena e delle gambe - Corregge cifosi dorsale e iperlordosi
lombare |
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PILASTRO – Uttâna Stambâsana - Tendere le braccia con le mani intrecciate sotto la schiena. - Sollevare le
gambe espirando e mantenere la posizione con respiri calmi e regolari - Migliora
la circolazione sanguigna delle gambe, tonifica gli organi del bacino e dell’addome |
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PINZA – Paschimottanâsana - La colonna vertebrale viene distesa completamente e tutti i legamenti nervosi
vengono tonificati. - Regolarizza la circolazione linfatica |
RILASSAMENTO o Savasâna |
Le posizioni che inizialmente possono apparire contorte o addirittura impossibili
saranno raggiungibili con una buona dose di costanza e allenamento. Ogni Asana attiva circuiti energetici e apre strade che prima non c’erano. È fondamentale entrare nella posizione e ascoltare le sensazioni che suscita. Respirare nel modo giusto aiuta moltissimo: occorre solo diventare consapevoli
del ritmo e della profondità del proprio respiro.
Chi può praticare lo yoga?
Chiunque a ogni età, l’importante è farsi seguire, almeno da principianti, da
un bravo maestro. “Fra migliaia di uomini a stento ve n'è uno che lotti per raggiungere la perfezione;
e tra le migliaia di fedeli che lottano, a stento uno solo conosce la Mia Essenza ”. (BhagavadGìtà VII, 3). Il valore universale dello yoga deriva propriamente
dal fatto che, per quanto tragga origine dall’antichità indiana, esso comprende
in maniera decisamente pratica una profonda intuizione e attenzione ai problemi
della longevità, assolutamente applicabili alla società moderna. Molte delle forme
sportive abitualmente praticate sia in Oriente che in Occidente ai giorni nostri
sono altamente competitive e implicano la forza e la prontezza di riflessi. Coloro
che non possono competere con allenamenti estenuanti concepiti per esaltare, appunto,
la forza e la resistenza fisica tendono a essere esclusi dalla possibilità di
godere dei benefici fisici che questi esercizi possono procurare. Ciò che lo yoga
offre in alternativa è un più ampio concetto di salute e longevità, secondo il
quale un organismo fiorisce soltanto se è propriamente nutrito e curato attraverso
tutto il ciclo della sua vita. Gli esercizi e le altre pratiche possono così essere
applicati da chiunque. Non solo serviranno ad accrescere notevolmente la forza muscolare ma aiuteranno
anche a prevenire il deterioramento fisico e guideranno verso una condizione di
buona salute e di felice anzianità. È molto importante comunque sottolineare che il conseguimento di questo benessere
non potrà dipendere dall’applicazione meccanica delle tecniche ma occorrerà approfondirne
gli antichi e profondi aspetti spirituali.
Bibliografia:
- Carlo Patrian, “Yoga“ (Sperling & Kupfer)
- “Sempre in forma con lo yoga” (Piemme)
- “Tao della salute e della longevità” (SIAD)
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