SCHERMA(Con la collaborazione della Dott.ssa Diana Bianchedi)
La scherma è, per definizione, l'arte di offendere e di difendersi mediante l'uso
di armi bianche. Sono tre i tipi di armi che si possono usare: il fioretto, la spada e la sciabola. Queste si differenziano, oltre che per la forma, anche per il bersaglio da colpire
e per il modo di farlo. Nel fioretto il bersaglio valido è il tronco e il colpo
deve essere portato con la punta dell'arma, così da fare accendere una luce di
segnalazione. Essendo però un'arma convenzionale occorre seguire alcune regole
affinché l'arbitro assegni la stoccata. Anche la sciabola è un'arma convenzionale,
cioè soggetta al giudizio dell'arbitro, ma con essa si può colpire sia di punta
che di taglio e controtaglio, e il bersaglio valido è il tronco, comprese braccia
e testa. Nella spada invece vige la regola che chi tocca per primo vince, come
negli antichi duelli, e tutta la superficie corporea e' valida, compresi i piedi,
le mani, la testa.
Un po' di storia ...
I movimenti istintivi che l'uomo, impugnando un'arma, cominciò a rivolgere contro
l'avversario per colpire e per non esserne colpito, eseguiti istintivamente, poco
o niente avevano in comune con la scherma, intesa e definita quale arte e scienza
di aggredire e di difendersi. Certo agli antichi Greci, nella loro devozione al
connubio dello sviluppo di corpo e intelligenza, non sfuggì la necessità dell'addestrarsi
alle armi, come indispensabile preparazione ad un conflitto armato sul campo di
battaglia vero. Per questo esistevano palestre dedicate alla pratica e all'allenamento
nel maneggiare le armi. Tracce dell'arte della scherma come disciplina autonoma,
anche se ancora rudimentale, si trovano in Italia a partire dal XII secolo.
Spetta all'Italia e non alla Spagna (le discussioni in proposito sono esaurite)
il vanto di aver fatto assurgere la scherma a sistema, per opera del maestro friulano
Fiore dei Liberi da Premariacco, il quale scrisse un "Codice di schermo" nel 1410:
cominciava a delinearsi un cambiamento nella natura del combattimento rispetto
a quello rude e brutale del basso medioevo, allorquando il braccio più forte e
la spada meglio temprata avevano il sopravvento. La civiltà del Rinascimento
portò gentilezza nelle esercitazioni delle armi, introducendovi decoro e grazia,
dando risalto alla finezza della gestualità e all'eleganza dei movimenti. E così,
ad alta rinomanza, salirono nel cinquecento i maestri armigeri italiani, chiamati
ad insegnare la loro nobile arte agli aristocratici delle varie corti di tutta
Europa. Il '600 e' da considerarsi il secolo d'oro per quest'arte, che vide la
nascita di fiorenti scuole anche in Inghilterra, in Francia ed in Germania. Nel
'700 si ebbe il declino dell'arte schermistica, per il perfezionamento delle armi
da fuoco che portarono in secondo piano l'uso delle armi bianche. Nei secoli
a seguire le varie scuole si perfezionarono, ci furono persino duelli fra maestri
di scherma, italiani e francesi (Moro e Robbiati, Pessina e Merignac), provocati
da aspre discussioni sulla priorità di sistemi. Ora, dall'avvento delle Olimpiadi
moderne, nelle quali la scherma è sempre stata presente, lo schermitore è più
atleta che artista, ma nel suo animo l'orgoglio di appartenere ad uno sport tanto
antico gli permette di eseguire, talvolta, azioni a regola d'arte ...
Fisiologia
Questo sport ha subito molte evoluzioni con il passare degli anni, e, se prima
aveva un'importanza fondamentale la componente aerobica, ora, con la formula di
gara ad eliminazione diretta, la componente anaerobica è divenuta preponderante.
La scherma è certamente uno sport asimmetrico, per questo è necessario compensare
il lavoro svolto dall'arto dominante con una ginnastica specifica per l'arto controlaterale.
I muscoli più sollecitati durante l'assalto sono il quadricipite della gamba che,
nella posizione di guardia, e' posta davanti, ma tutti i muscoli degli arti inferiori
sono largamente coinvolti nei rapidissimi cambiamenti di direzione che lo schermitore
effettua muovendosi lungo la pedana. La muscolatura addominale e quella dorsale
sono utilizzate per ritrovare continuamente l'equilibrio sia nei tentativi di
evitare la stoccata che in quelli per portarla a segno. Il braccio, ma soprattutto
l'avambraccio uniscono la forza alla destrezza per poter effettuare i fini movimenti
di finte, controfinte, attacchi e parate che lo schermitore utilizza per colpire
l'avversario. Le doti fisiche che si acquisiscono con questo sport, quali forza,
resistenza alla velocità e coordinazione, si uniscono alla capacità di discriminare
le varie situazioni in tempi brevissimi, per poter prendere rapidamente una decisione
valutando rischi e benefici di un determinato movimento. Lo schermitore deve essere,
ai giorni nostri, un vero atleta, ma in ogni assalto deve competere contro un
avversario che, come lui, cercherà di sorprenderlo, di effettuare mosse contrarie
alle sue, in una partita a scacchi giocata ad altissima velocità.
Allenamento
L'allenamento dello schermitore consta di due fasi:
- l'allenamento tecnico
- l'allenamento atletico
Per la preparazione tecnica ci si avvale delle lezioni
con il maestro (è uno dei pochissimi sport dove anche pluricampioni olimpici
prendono ogni giorno lezione col maestro); con il maestro vengono eseguite le
azioni e le loro contrarie, cercando sempre nuove soluzioni, e ripetendole a tal
punto che diventino automatiche a fronte dello stimolo, rappresentato dall'azione
dell'avversario. Successivamente, ci si confronta con altri schermitori per assalti
quotidiani in modo da mettere in pratica gli esercizi svolti col maestro, simulando
un vero e proprio incontro.
L'allenamento atletico deve dividersi in:
- sviluppo della forza , ottenuto mediante l'uso di macchine ergometriche (come legpress e leg extension)
finalizzato all'aumento delle masse muscolari degli arti inferiori. Sono molto
importanti esercizi di pliometria (che comportano la condizione di contrazione-allungamento)
per sviluppare, da parte del muscolo, la capacità di usufruire dell'energia elastica.
- sviluppo della velocità, su brevi distanze.
- sviluppo della resistenza alla velocità.
Alimentazione
Anche schermitori di alto livello presentano una percentuale di grasso corporeo
che non è di molto inferiore a quello di soggetti sedentari di pari età. Il consumo
calorico è piuttosto elevato:
|
Consumo calorico della scherma
|
ma, non essendo uno sport di resistenza, la percentuale di grasso non viene particolarmente
intaccata. L'alimentazione prima della gara deve essere ricca di carboidrati,
mentre nelle fasi di intensa preparazione occorre arricchirla di proteine sia
animali che vegetali. Poiché le gare si effettuano nell'arco di due giorni e gli
schermitori indossano divise abbastanza pesanti, occorre reidratare con integratori
idrosalini le perdite di acqua legate alla sudorazione. Durante le pause dei combattimenti,
è meglio assumere zuccheri a lento assorbimento intestinale, questo stabilizza
la glicemia e in particolare evita il rischio che un rapido assorbimento di zuccheri
in condizioni di stress causi una brusca ipoglicemia reattiva. Durante la fase
di recupero, la dieta deve essere varia e completa di oligoelementi. |