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ELEMENTI DI MUSICOTERAPIA
MUSICOTERAPIA |
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Per lo sviluppo della sanità mentale ed il benessere, le attività creative sono
la chiave per il raggiungimento dell'equilibrio psichico. Attraverso esse si può
mirare all'evoluzione dell'essere umano nella sua totalità e far emergere tutte
le capacità potenziali.Attività come il cantare, suonare, danzare, sono direttamente
creative, essendo la musica sì una disciplina mentale che ha bisogno di ordine,
di attenzione e concentrazione, ma che permette la manifestazione della propria
espressività.
E' importante ricordare che la musica è un mezzo di comunicazione anche là dove
le parole divengono inaccessibili.
| Dopo una lesione cerebrale, il pensiero musicale può rimanere completamente integro
come lo era sempre stato.Nella sindrome autistica, caratterizzata da isolamento
da parte del paziente che sfocia nel silenzio della comunicazione intesa come
chiusura al rapporto umano, il soggetto vive in un mondo fatto di riti, di ossessioni,
di fobie, dietro i quali si rifugia trovandosi sempre nello stato di paura patologica
tipica del prigioniero. In questo caso il linguaggio sonoro può divenire strumento
privilegiato per superare questo isolamento; un mezzo di informazione e formazione
ed anche di esperienza creativa, poiché contiene elementi suggestivi e suadenti
che penetrano nel subconscio influenzando il corpo e la mente permettendo di entrare
in un mondo più vasto e ricco di emozioni ed espressioni. |
Molti studi hanno dimostrato il duplice effetto psicoterapico della musica sia
nell'ambito fisiologico che psichico. La musica evoca sensazioni, stati d'animo,
può far scattare meccanismi inconsci, aiuta a rafforzare l' e serve da ponte tra il conscio e l'inconscio . Può aiutare a sbloccare repressioni
e resistenze permettendo agli impulsi ed ai complessi che producono conflitti
e disturbi neuro-psichici di affiorare a livello di coscienza, anche attraverso
il processo catartico (tensione-liberazione). Invia segnali al cervello ed in
particolare al sistema limbico , la zona cerebrale detentrice dei più arcani sentimenti e istinti posseduti
dall'uomo riguardo ad una filogenesi evolutiva di tutto il sistema nervoso centrale.
La musica sembra essere l'unica funzione superiore dell'encefalo, che direttamente
coinvolge in ugual misura l'emisfero destro e l'emisfero sinistro.
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EMISFERI CEREBRALI |
In breve, mentre l'emisfero sinistro ha un peso determinante sull'esplicazione
dei processi linguistici e a tutti gli approcci di tipo analitico-logico-relazionale;
l'emisfero destro svolge una serie di funzioni definite analogiche, consistenti
nella possibilità di apprezzare ed elaborare criteri ritmici, musicali, spaziali,
ecc. ..., dove tutto viene colto in maniera immediata.
Il linguaggio della musica, dei suoni come protolinguaggio, come linguaggio degli
affetti, delle emozioni, attraverso il quale vengono richiamati stati d'animo,
memorie, immagini, appartiene certamente all'emisfero destro. Se invece consideriamo
il linguaggio musicale per le sue caratteristiche timbriche, ritmiche-armoniche
e compositive, ricco di tutti quegli aspetti che implicano l'applicazione di leggi
fisico-acustiche, ci accorgiamo che questo rientra in un'area logico-matematica
che interessa l'emisfero sinistro.
Merita di essere ricordato H.Gardner (1983) che definisce la musica come una competenza che non dipende da oggetti
fisici del mondo. L'intelligenza musicale ha una sua traiettoria di sviluppo come
pure una sua rappresentazione neurologica; le operazioni centrali della musica
non hanno connessioni intime con le operazioni centrali di altre aree; perciò
la musica merita di essere considerata un ambito intellettuale autonomo.
La musicoterapia è una disciplina che studia il rapporto:
SUONO - ESSERE UMANO
Essa permette di comunicare attraverso un codice alternativo rispetto a quello verbale . Attraverso la comunicazione analogica ci si esprime con un sistema di simboli più ricco
e in più le stimolazioni musicali possono suscitare miglioramenti nella sfera
affettiva, motivazionale e comunicativa.
Utilizza il suono, la musica, il movimento per provocare effetti regressivi ed
aprire canali di comunicazione, con possibilità di un'apertura comunicativo -
relazionale e una finestra nel mondo interno.
E' chiaro che si può usare la musica per catturare l'attenzione, stabilire un
dialogo e quindi ancora condurre la persona ad un obiettivo voluto. In questa
ottica le tecniche psicomusicali, offrono un mezzo di espressione e comunicazione
complementare. Fattore di sviluppo per l'uomo normale , esse sono una vera terapia per il disadattato . Attraverso la terapia musicale vengono messe in gioco le abitudini, i significati
palesi e inconsapevoli, le aspirazioni, i problemi vivi e angoscianti, la ricerca
di significati che vanno al di là dell'apparente infantilità di certi testi, rendendo
l'esperienza sonoro-musicale molto meno banale di quanto possa apparire a prima
vista e di notevole valore se affrontata correttamente.
| Bisogna però scartare l'idea semplicistica di alcuni per i quali qualsiasi disco
o cassetta di musica può andar bene (proponendo molto spesso alcuni generi musicali
pre-confezionati, spesso propinati e spacciati come terapeutici, non adatti allo
scopo da raggiungere). In questa ottica naturalmente i risultati non saranno soddisfacenti
e di conseguenza il metodo criticato, ridicolizzato e abbandonato |
L'esperienza musicale nell'iter della vita
L'esperienza musicale è e rimane sempre esperienza radicata nel corso della vita,
intesa sia come linguaggio pre-verbale all'origine della vita e della crescita
originaria del feto nel grembo materno, sia perché continua ad avere profondi
agganci nella vita quotidiana, nell'espressione della propria cultura di base,
delle proprie emozioni e sentimenti, nella rievocazione dei ricordi ecc.
Canzoni conosciute, imparate nell'infanzia e ripetute per tutta la vita restano
impresse permanentemente nella memoria. In virtù di ciò, quando si evoca una melodia
ben memorizzata con il paziente in stato di confusione temporale si può stabilire
immediatamente un contatto.
La musica come terapia
La musica dal punto di vista terapeutico, diviene attiva stimolazione multisensoriale,
cognitiva, relazionale, emozionale, impiegata come prevenzione, sostegno e recupero.
Essa può offrire nei casi in cui l'ascolto viene integrato dalla partecipazione
attiva del corpo (ritmare, sonorizzare, muoversi ritmicamente, cantare etc.),
un momento valido per riorganizzare le condotte relazionali ed il lavoro terapeutico
consiste nella attivazione-riattivazione delle abilità personali e delle capacità
espressive e relazionali mediante setting organizzati secondo il metodo socio-psico-educazionale
che consentono da un lato la possibilità di osservazione valutativa, d'altro canto
pongono gli agenti in condizione favorevole alla espressione immaginativa, alla
comunicazione, alla partecipazione emotiva dell'evento.
Musica come intervento riabilitativo
L'intervento riabilitativo è efficace sia nel bambino che nell'adulto. Se il
paziente è un bambino si comincia a costruire insieme a lui una comunicazione
sonora non ancora influenzata da successive esperienze ritmico-musicali; mentre
nell'adulto bisogna eseguire un'azione regressiva volta a recuperare una storia
corporeo - sensoriale passata. Ogni essere umano ha dentro di sé una identità
sonora (ISO), in quanto vi è l'esistenza di un suono o di un insieme di suoni
che lo caratterizzano e lo individualizzano. Questi sono rappresentati dagli archetipi
sonori ereditati geneticamente a cui si aggiungono l'esperienza sonoro - vibrazionale
e di movimento durante la vita intrauterina, e più tardi si arricchisce con le
esperienze vissute durante il parto, con di seguito il resto della vita.
L'espressione musicale, all'inizio linguaggio non verbale originato nelle profondità
della vita affettiva, diventerà fonte di motivazione per una espressione grafica,
un'espressione verbale, un'espressione scritta. Per beneficiare di queste tecniche
non è necessario imparare la musica ; basta sentire, comprendere e creare senza
coercizione, scegliendo uno strumento piuttosto che un altro , per un suo timbro,
utilizzando una cellula melodica in cui si sente bene, in un vissuto corporeo
completo.
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