|
Gli animali, fin dall'antichità venerati come esseri dotati di poteri soprannaturali
e divini in grado di curare l'uomo, sono stati riconosciuti come veri e propri
terapeuti nella Pet Therapy che utilizza il rapporto uomo-animale, ricco di numerosi
potenziali terapeutici naturali che vengono incrementati in tali contesti attraverso
l’utilizzo di metodologie e tecniche specifiche. In questo tipo di terapia, a
curare possono essere animali domestici o addomesticabili di vario tipo tra i
quali cani, gatti e cavalli sono i più comuni. Tuttavia, questo crescente tipo
di impiego degli animali per il miglioramento della salute umana studia e applica
con grande successo, in base alle necessità, anche conigli, criceti, uccelli,
pesci, delfini e persino quegli animali considerati nella tradizionale e antica
visione contadina solo come animali d'alimentazione o da lavoro, quali mucche,
asini e capre.
Cenni storici sulla Terapia con gli animali
Il termine “Pet Therapy ” è stato coniato nel 1953 in America da uno psichiatra infantile di nome Boris
Levinson e designa oggi una serie complessa di interventi volti a migliorare la salute psicofisica dell'uomo
e basati sull'utilizzo del rapporto uomo-animale. In realtà, l'uso degli animali da compagnia (pets) come supporto ad altre forme
di terapia affonda le sue radici in tempi molto lontani: una forma storica di
terapia con gli animali è quella che veniva utilizzata già da Ippocrate il quale
consigliava, per combattere problemi d'insonnia, di mancanza di energia e sintomi
legati allo stress, una forma molto spontanea e destrutturata di quella che oggi
è l'ippoterapia. Quest'ultima è stata sperimentata nel diciannovesimo secolo anche
in Francia per supportare efficacemente la riabilitazione di portatori di handicap
neurologici, ma ancora prima altre forme di utilizzo degli animali per migliorare
le condizioni di salute dei pazienti sono state rintracciate in altri paesi in
cui, soprattutto cani e gatti, riuscivano spontaneamente a produrre il miglioramento
dell'umore di persone con problemi psichici.
Metodi di terapia con gli animali
Spesso la Pet Therapy è considerata una terapia semplicemente basata sul contatto
con gli animali. Come mostrano alcune esperienze, la vicinanza e il rapporto con
un “pet” possono effettivamente essere di per se stessi naturalmente in grado
di migliorare la salute fisica o psicologica. Tuttavia, si può parlare veramente
di terapia in senso stretto solo in alcune forme più strutturate di cura con l'uso
di animali che devono avere le seguenti caratteristiche:
- essere guidate da tecniche e metodi più o meno strutturati ;
- basarsi su obiettivi prestabiliti ;
- prevedere valutazione e monitoraggio globale o nelle diverse fasi di applicazione.
Più precisamente, nell'ambito degli interventi definiti Pet Therapy, si distinguono
principalmente due tipi di attività con l’aiuto degli animali a supporto della
salute:
- Le Attività Assistite con Animali (AAA) , note anche come Animal-Assisted Activities, consistono in attività educative e/o ricreative svolte con la presenza attiva di animali e finalizzate a migliorare la qualità
della vita dei destinatari. Questo tipo di interventi non necessitano di obiettivi
specifici per ogni visita o incontro, ma prevedono comunque sempre degli obiettivi
globali di miglioramento, lasciando più spazio alla spontaneità e all'improvvisazione
rispetto alla durata delle attività programmate.
- Le Terapie Assistite con Animali (TAA) , note anche come Animal-Assisted Therapy, sono invece attività terapeutiche vere e proprie volte a migliorare le condizioni di salute dei destinatari cui si rivolgono,
attraverso lo sviluppo di programmi con specifici obiettivi che vanno raggiunti
gradualmente, di seduta in seduta. I cambiamenti che è possibile ottenere attraverso
le terapie effettuate con l'ausilio di animali possono riguardare aree cognitive,
emotive, comportamentali, psicosociali o aspetti psicopatologici e possono essere
condotti con approcci terapeutici diversi anche se molto spesso si utilizzano
tecniche di psicoterapia cognitivo-comportamentale.
Per comprendere meglio le potenzialità della Pet Therapy si possono elencare
i principali benefici che è possibile ottenere avvalendosi della “terapia con
gli animali”.
Dal punto di vista cognitivo è possibile:
- migliorare alcune abilità mentali e in particolare la capacità di memorizzazione
e alcune tipologie di pensiero riflessivo o induttivo;
- acquisire capacità di leggere e di utilizzare linguaggi convenzionali e simbolici
come gesti e “comandi simbolici”.
Dal punto di vista emotivo sono numerosi i risultati ottenuti:
- è possibile favorire l'aumento di alcuni vissuti emotivi positivi che servono
a combattere emozioni e sentimenti negativi, sviluppando alcune doti dell'intelligenza
emotiva quali ad esempio l'empatia e il controllo emotivo;
- è possibile sostenere e promuovere la crescita affettiva dei bambini e degli
adolescenti rinforzando comportamenti emotivamente adeguati;
- si può favorire il superamento delle tendenze egocentriche tipiche dell’infanzia,
favorendo lo sviluppo di comportamenti responsabili e di comprensione dell’animale-terapeuta;
- si può stimolare lo sviluppo di buoni livelli di autostima attraverso la costruzione
di un’immagine di sé positiva.
Dal punto di vista comportamentale è possibile principalmente:
- favorire il rilassamento corporeo;
- diminuire l'iperattività e l’aggressività;
- consentire l'acquisizione di regole e comportamenti adattivi in modo piacevole
e attraverso l’utilizzo di un sistema di premi molto efficace.
Dal punto di vista psicosociale si possono migliorare le capacità di comunicazione e le relazioni.
Dal punto di vista psicopatologico , quindi soprattutto in relazione ad interventi di TAA, è possibile:
- trattare alcuni tipi di fobie, quali ad esempio quelle legate ad alcune situazioni
che vengono evitate per paura o insicurezza in seguito ad eventi traumatici e
che possono essere affrontate gradualmente con supporto emotivo e grazie al senso
di sicurezza che può favorire la presenza di un animale terapeutico;
- ridurre lo stress e l’ansia, soprattutto quello legato alla sperimentazione di
shock, di condizioni di istituzionalizzazione (es. in carcere, in istituti per
l’infanzia o per la terza età) o alla necessità di sottoporsi a lungo a cure mediche.
Infine, sotto l’aspetto psicomotorio, è possibile utilizzare vere e proprie forme
di riabilitazione a schemi e abitudini posturali e motorie che possono agire stimolando
il tono muscolare in situazioni di atrofia e favorendo la motricità fine anche
in persone con handicap.
Applicazioni e controindicazioni
Le possibilità di applicazione della terapia con gli animali sono innumerevoli e sono legate sia alle caratteristiche
degli animali scelti, che alle tecniche ed ai metodi utilizzati.
Una delle principali aree di applicazione riguarda i disturbi dell'umore . Infatti, l'isolamento, la solitudine, la malinconia e persino forme affettive
negative più stabili come la depressione risentono positivamente del rapporto
con animali a cui fare le coccole, condividendo attività di gioco. La piacevole
attività di accarezzare un animale, anche grazie alla capacità di stimolare la
produzione di endorfine (neuromediatori del piacere), si è dimostrata anche un
valido aiuto per prevenire e combattere lo stress : tende a calmare ed a diminuire comportamenti violenti e conflittualità, dimostrandosi
capace nel tempo di abbassare i parametri fisiologici della pressione sanguigna
e i livelli di colesterolo cattivo.
Un'altra importante area di applicazione delle attività svolte con gli animali
a supporto della salute riguarda le malattie neurologiche e cardiocircolatorie , quali demenze senili, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, sclerosi multipla,
convalescenza dal coma, ictus o infarti, in presenza delle quali è possibile svolgere
delle attività mirate alla riabilitazione e alla stimolazione motoria, soprattutto
attraverso esercizi in cui si può stimolare la deambulazione con la conduzione
dell'animale in modo meno noioso e più motivante, favorendo al contempo il miglioramento
dell'umore che generalmente risente della diagnosi di queste malattie. Nei casi
in cui siano presenti limitate capacità di movimento degli arti superiori è possibile
favorire la mobilitazione di essi e l'esercizio della manualità attraverso l'interazione
fisica con l'animale, carezzandolo, spazzolandolo o attraverso attività di gioco
correttamente guidate e graduali che prevedono il lancio di un oggetto o di una
pallina morbida.
Altrettanto importanti sono le applicazioni della Pet Therapy nel campo
dei disturbi psichiatrici e psicopatologici . Lo stesso fondatore del termine Pet Therapy ha utilizzato questo tipo di terapia
inizialmente in patologie psicotiche come l'autismo, assecondando la spontanea
tendenza di alcuni bambini autistici a sentirsi rassicurati dal rapporto con alcuni
animali, come il cane, il cavallo o il delfino, che diventano velocemente in grado
di stimolare delle aperture nel loro mondo apparentemente inviolabile. La capacità
di alcuni animali di infondere sicurezza consente già da tempo di utilizzarli
come un valido aiuto nel trattamento di disturbi post-traumatici, di fobie relative a cose o situazioni e in alcuni paesi è già un'abitudine l'intervento di riabilitazione psicologica
in casi in cui, in seguito al sequestro o allo stalking (persecuzione), sia presente
una paura paralizzante che costringe a restare chiusi in casa. Questo tipo di
intervento è molto simile a quello adottato in presenza di problemi sensoriali
o motori che, generando insicurezza, tendono a produrre un isolamento che può
essere superato gradualmente attraverso la terapia con un animale.
Esistono inoltre altre applicazioni della Pet Therapy che servono a stimolare la salute fisica o psicologica oppure l'apprendimento e l'educazione , sia attraverso programmi di attività semi strutturate, come quelle degli interventi
di AAA, che attraverso percorsi strutturati di TAA. È possibile infatti, con la
collaborazione degli animali addestrati, migliorare alcuni disturbi dell'apprendimento attraverso percorsi educativi per tappe sviluppati ad hoc.
Ugualmente utile è la possibilità di utilizzare alcuni animali come lubrificanti
sociali, grazie alla loro capacità di facilitare gli scambi sociali e la conversazione nonché alla capacità che possiedono di aiutare a sviluppare
abilità relazionali come l'empatia e la comunicazione attraverso i canali non
verbali e paraverbali, cioè mediante l’utilizzo in modo più consapevole ed efficace
del corpo, dello sguardo, dei gesti e dell'intonazione della voce. A questo proposito,
l'utilizzo dell’interazione di animali con i bambini si è dimostrata un valido
strumento per migliorare lo sviluppo intellettivo e relazionale sulla base di
scambi in cui ogni bambino può essere motivato al superamento del narcisismo e
della propria prospettiva, al fine di capire i pensieri, i desideri e le possibilità
del proprio compagno di giochi.
Anche eventi negativi e inaspettati, come la perdita di un animale da affezione
possono rappresentare un momento di crescita psicologica in quanto, se ben gestiti,
possono aiutare a comprendere l'esperienza della morte, “caratteristica naturale della vita”.
Malgrado l’ampio numero di indicazioni terapeutiche, esistono anche diverse condizioni psicologiche e fisiche in cui non è possibile o è sconsigliato adottare
la Pet Therapy.
Una delle psicopatologie in cui si sconsiglia questa tipologia di cura è l’ipocondria,
soprattutto in quelle situazioni in cui il paziente ritiene l’animale un veicolo
di malattie, così come può accadere anche in presenza di disturbi ossessivo-compulsivi in cui la mania dell’igiene è opposta alla ricerca di contatto con animali,
ritenuti “sporchi”.
In presenza di psicopatie e disturbi aggressivi gravi è necessario preservare
la sicurezza e l’incolumità degli animali.
In situazioni di allergie specifiche, ferite aperte o problemi immunitari è meglio evitare questo tipo di terapia nonostante siano rispettate norme igienico-sanitarie
molto rigide.
In casi di zoofobia , in cui è presente quindi una paura specifica degli animali, è talvolta possibile
operare una psicoterapia di desensibilizzazione in vivo, proprio grazie ad avvicinamenti
e contatti graduali programmati da uno psicoterapeuta. Altre volte, tuttavia,
se il problema è esageratamente generalizzato, la Pet Therapy non è praticabile.
Terapeuti e co-terapeuti
La Pet Therapy nelle sue diverse forme non è mai un'esperienza improvvisata ed
è per questo che è condotta da un gruppo multidisciplinare costituito da diverse
figure professionali e da operatori tecnici specializzati in questo settore.
L'esatta composizione del team di Pet Therapy varia in funzione degli utenti a cui l'intervento si rivolge e degli obiettivi
di quest'ultimo.
Più precisamente:
- l'animale che interagisce con il paziente, secondo programmi più o meno dettagliati
di attività, guidato a stimolare il raggiungimento degli obiettivi terapeutici,
è detto co-terapeuta ;
- se ci si propone il miglioramento della condizione di salute fisica verrà coinvolto
un medico le cui competenze dovranno essere specifiche: se si lavora con disabili un fisiatra,
oppure un neurologo, uno psichiatra oppure un cardiologo in altre tipologie di
riabilitazione;
- l'équipe solitamente comprende anche uno psicologo esperto in Pet Therapy e quindi con competenze sia sul comportamento umano che su cenni di psicologia
animale, presente sia per interventi con obiettivi psicologici che per favorire
e monitorare le interazioni e le reazioni comportamentali degli utenti con gli
animali;
- estremamente importante nella fase di scelta degli animali da utilizzare per
l'intervento, è la presenza di un etologo o di un altro esperto sulle caratteristiche comportamentali degli animali che, insieme allo psicologo, deve scegliere accuratamente i co-terapeuti attraverso
veri e propri test psicoattitudinali che mirano a mettere gli animali alla prova
valutando a priori le loro reazioni di fronte a comportamenti inusuali, in modo
da scegliere gli elementi più idonei;
- il veterinario deve essere costantemente presente e deve essere un esperto nel settore in quanto ha l'importantissima funzione di monitorare la salute degli animali
co-terapeuti, in modo da garantire sia la loro incolumità che l'igiene degli interventi;
- altrettanto importanti sono gli addestratori ed istruttori il cui lavoro con gli animali precede l'inizio della terapia e la segue in itinere
e in modo da favorire costantemente il rapporto tra co-terapeuta e paziente.
I luoghi della terapia con gli animali
Gli interventi di Pet Therapy possono essere svolti in appositi Pet Village,
come avviene in genere nella delfinoterapia e nella ippoterapia, oppure i co-terapeuti
possono essere inseriti in contesti terapeutici e riabilitativi in cui sono presenti
gli utenti che seguono altre terapie o attività, come accade in ospedali, case
di riposo, scuole o persino carceri. Sia nella AAA che nella TAA in genere l’interazione
tra coterapeuta-animale e paziente inizia in un contesto protetto e guidato da
terapeuti o educatori, all’interno della struttura preposta. In alcuni casi gradualmente
si può prevedere l’adozione di un animale da parte dei destinatari degli interventi
che consente di stabilizzare i risultati ottenuti con la terapia.
Approfondimenti bibliografici consigliati
- Bochiccio F., Falasconi A., Pesti M., Nardone P., 2006, Un’esperienza di Terapia
Assistita dagli Animali. In Babele, 32, 61-63.
- Fossati R., 2003, Guida alla Pet Therapy, Firenze, Ed. Olimpia.
- Giaccon M., 1992, Pet Therapy, Edizioni Mediterranee.
- Levinson B., 1962, The dog as co-therapist. In Mental Hygiene, 46, 59-65.
- Poli M., 1981, Psicologia animale e etologia, Il Mulino.
- Proietti G., La Gatta W., 2005, La Pet Therapy, Xenia.
PET THERAPY |