AURICOPLASTICA
AURICOPLATICA |
Testo a cura di Monica Alberti
Con la collaborazione del dott. Carlo Alberto Pallaoro
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Le orecchie a ventola sono un fattore ereditario
Non serve dare la colpa a strane posizioni assunte durante le notti infantili:
le orecchie a ventola (più comunemente dette "a sventola") sono un difetto che
si acquisisce dalla nascita e che è dovuto ad una malformazione della cartilagine,
che in questo caso non si piega formando una sorta di conca, ma rimane diritta
e piatta creando il classico effetto "Dumbo". Il risultato è che le orecchie (o
l'orecchio, dato che il difetto può essere anche monolaterale) restano notevolmente
distanziate dalla nuca e l'immagine complessiva del viso viene condizionata da
questo piccolo, anomalo dettaglio. C'è però da sottolineare che quello delle orecchie
a ventola resta un difetto confinato solamente al piano estetico: la funzionalità dell'organo uditivo non viene affatto compromessa dalla particolare
forma del padiglione auricolare. Che il fenomeno sia di natura prettamente ereditaria è oramai un dato certo,
confermato anche dai casi di incidenza che ricorrono nello stesso ambito famigliare.
L'aspetto psicologico
Sul faccino di un bimbo due orecchie a ventola possono conferirgli un'aria vispa
e simpatica. Con la crescita però questo inestetismo può diventare fonte di disagi
anche rilevanti sul fronte dell'accettazione di sé ed in ogni caso costituiscono
una "stonatura" che compromette la bellezza del viso.
Durante la prima
infanzia, al bambino può capitare di essere deriso dai propri coetanei per via
delle sue orecchie. Dall'impatto con questi atteggiamenti canzonatori può svilupparsi
lentamente un complesso che può condizionare le relazioni sociali future. Molti
psicologi sono concordi nel consigliare un intervento di auricoplastica già in
età prescolare così da evitare inutili imbarazzi e risolvere senza troppi traumi
un inestetismo che invita facilmente a scherzi. Dal punto di vista della traumaticità,
l'auricoplastica ne é totalmente esente: l'operazione avviene in day hospital
per cui il bambino potrà ritornare a casa poche ore dopo l'intervento senza dover
subire i disagi - soprattutto psicologici - di un ricovero. La semplicità di questo
tipo di intervento, realizzato in anestesia locale, lo ritiene idoneo e risolutivo
anche per un bambino di 5-6 anni: dopo quest'età l'orecchio non subisce infatti
modifiche rilevanti.
Tanti le nascondono con i capelli
Le più fortunate sono le donne o comunque chi può vantare una capigliatura che
copra almeno la nuca. Fortuna relativa, dato che le orecchie a ventola non sono
proprio così facilmente celabili alla vista altrui. Chi ha il complesso di avere
brutte orecchie è anche meno libero di acconciarsi i capelli a piacere: niente
coda di cavallo, trecce o chignon ma neppure cerchietti e fermagli. Se è un uomo
ad averle, le cose si complicano soprattutto se è alle prese con la calvizie che,
nei primi stadi, mette a nudo proprio la regione fronto-temporale, lasciando scoperte
quindi anche le orecchie.
Cosa fare prima di operarsi
- Sottoporsi alla visita preliminare, utile al chirurgo per valutare le modalità
di intervento. Oltre alla correzione della cartilagine, in almeno il 70% dei casi,
si provvede anche alla ricostruzione del margine ripiegato dell'orecchio (antelice):
nelle persone con le orecchie a ventola questa "tubulatura" é spesso inesistente.
- Effettuare alcune indagini cliniche richieste dal chirurgo per confermare il
buono stato di salute generale (in particolare viene richiesto l'esame del sangue,
delle urine e l'elettrocardiogramma).
- Avvisare il chirurgo e quindi l'anestesista se si sta seguendo una cura farmacologica
o se si è avuta l'influenza nelle tre settimane precedenti l'intervento.
- Evitare fumo e alcolici perché sono dei vasocostrittori.
Come si interviene
- L'auricoplastica è un intervento realizzabile in day hospital. Si pratica in
anestesia locale accompagnata da sedazione: questa pratica anestesiologica consente
una più rapida ripresa post-operatoria.
- La durata dell'intervento è di circa 40 minuti. Il tempo va dimezzato se la correzione
chirurgica interessa un solo orecchio.
- Il rimodellamento della conca auricolare avviene attraverso l'incisione del solco
dietro l'orecchio: si asporta una sezione di cartilagine e di cute. La cartilagine
viene modificata sia nella forma che nelle dimensioni.
- Se é necessaria la ricostruzione dell'antelice, si ripiega la cartilagine del
bordo esterno, fissandola con alcuni punti di sutura.
- La medicazione consiste nell'applicazione di alcuni piccoli cerotti e di un bendaggio
elastico in grado di comprimere i padiglioni auricolari.

Cosa fare dopo l'intervento
-
Per una settimana / dieci giorni le orecchie presenteranno un leggero gonfiore:
per accelerare il riassorbimento delle ecchimosi si consiglia di sottoporsi ad
un ciclo di linfodrenaggio manuale del viso.
-
Dopo tre giorni dall'intervento, la fasciatura elastica viene sostituita con
una più morbida mentre i punti vengono rimossi in ottava giornata.
-
Astenersi dall'esposizione solare per almeno 20 giorni in modo da non ostacolare
il processo di guarigione.
-
Non praticare sport durante la prima settimana o qualsiasi attività che possa
esporre le orecchie a traumi.
L'auricoplastica consente anche di ricostruire l'antelice, ovvero la "rifinitura" dell'orecchio. Le cicatrici lasciate dall'intervento
sono minime e nascoste nella piega retroauricolare.
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