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BLEFAROPLASTICA
Ringiovanire lo sguardo a mezzo laser

    BLEFAROPLASTICA


Testo a cura di Monica Alberti
Con la collaborazione del
dott.
Carlo Alberto Pallaoro

Palpebre gonfie, con evidenti ernie di cute e grasso, sono comuni conseguenze dell'invecchiamento cutaneo. L'inestetismo può tuttavia riguardare anche i soggetti più giovani e presentarsi per una causa "fisiologica" o per altri fattori come ad esempio cattive posizioni assunte durante la giornata e addirittura durante il sonno. I rigonfiamenti delle palpebre non costituiscono però un problema legato solo all'estetica: spesso portano con sé piccoli ma fastidiosi disturbi come arrossamenti, lacrimazione o restringimento del campo visivo.

Per recuperare l'immagine estetica e la funzionalità della zona occhi ci si può sottoporre alla blefaroplastica , oggi diventata una tecnica meno invasiva e dai risultati più apprezzabili di un tempo, grazie all'apporto di un innovativo quanto insostituibile strumento chirurgico: il laser CO2 pulsato.

L'intervento che corregge le borse e le palpebre pesanti è tra i più richiesti dopo i quarant'anni, ma guai a definirlo esclusivo della seconda e terza età: a richiederlo sono anche molti pazienti giovani, desiderosi di prevenire con largo anticipo gli inestetismi della zona palpebrale legati all'invecchiamento o a cause congenite.

Perché le palpebre si appesantiscono?

La motivazione non è da ricercarsi in un unico fattore. La comparsa di ernie di grasso e di cute in eccesso sulla palpebra superiore e/o inferiore può essere congenita, anche se nella maggior parte dei casi è legata al processo di invecchiamento, così come lo è la ptosi che, in questa zona, porta al rimpicciolimento dell'occhio. Il problema delle palpebre pesanti non ha perciò età anche se generalmente lo si può rilevare su soggetti al di sopra dei 35 anni. È da questa età, infatti, che si può iniziare a parlare di prevenzione. Una blefaroplastica eseguita quando il problema è al suo insorgere è senza dubbio raccomandata perché ripristina immediatamente l'immagine estetica ed impedisce il verificarsi dei fastidiosi disturbi all'occhio: arrossamenti, lacrimazione, riduzione del campo visivo.  

I nostri occhi sono precocemente esposti a riportare i segni tipici dell'invecchiamento perché l'epidermide di questa zona é particolarmente sottile e trasparente e quindi maggiormente esposta all'aggressione degli agenti interni ed esterni.

Le palpebre appesantite e le borse sottoculari possono rendere lo sguardo più vecchio ed in qualche modo più cupo. Ricorrendo alla blefaroplastica si potrà ritrovare in questo caso in pochi attimi uno sguardo più fresco, aperto, riposato e, in poche parole, più giovane. L'intervento - realizzato generalmente in day hospital e in anestesia locale accompagnata da sedazione - può durare dai 20 ai 40 minuti, a seconda se la correzione chirurgica riguarda la palpebra superiore o quella inferiore, oppure entrambe.

Quando ricorrere all'intervento

In caso di palpebre appesantite da un eccesso di cute e grasso, ma anche in presenza di "borse" sottoculari, spesso causa di avvallamenti dell'osso dell'occhio. La blefaroplastica può essere praticata anche per correggere la ptosi palpebrale (ma solo in caso di rilassamento cutaneo) o un abbassamento della parte inferiore dell'occhio che ne evidenzia la zona bianca. L'intervento non é invece indicato per rimediare alle cosiddette "zampe di gallina" o al rilassamento dello strato muscolare: in questi ultimi casi si dovrà invece ricorrere al lifting temporale per un ringiovanimento più globale della zona occhi.  

Alcuni esempi


L'eccesso di cute o di grasso rendono "cadente" la palpebra superiore e l'occhio ne risulta rimpicciolito. Un piccolo ritocco e lo sguardo riacquista più freschezza e vivacità.


Le borse sottoculari oltre ad essere inestetiche fanno sembrare l'occhio perennemente stanco ed in più possono essere fonte di piccoli fastidi come arrossamenti e lacrimazione. Il problema si risolve rimuovendo le ernie di grasso attraverso una piccola incisione della linea ciliare.


Nei soggetti anziani la ptosi palpebrale può determinare la riduzione del campo visivo. in questo caso la blefaroplastica viene consigliata non solo ai fini estetici ma per il recupero funzionale dell'occhio.

Il laser lo fa meglio

Il laser CO2 (anidride carbonica) pulsato consente di praticare la blefaroplastica con la massima precisione intervenendo lungo la linea naturale delle palpebre e non rendendo perciò visibili le conseguenti cicatrici. Il raggio laser presenta inoltre un'azione fotocaougulante che favorisce la riduzione al minimo del sanguinamento, già ridotto dalle particolari sostanze vasocostrittrici somministrate in fase anestesiologica. Rispetto alla blefaroplastica tradizionale, la blefaroplastica a mezzo laser non comporta eccessivi gonfiori ed ematomi portando perciò ad un più rapido ritorno al sociale. Dal punto di vista del risultato estetico, l'applicazione del laser dà risultati molto apprezzabili: la losanga di cute in eccesso viene asportata con precisione dal raggio di luce pulsata, determinando la nuova forma che assumerà l'occhio.  

I vantaggi della tecnica laser
  • Day hospital
  • Anestesia locale (accompagnata da sedazione)
  • Riduzione al minimo del sanguinamento grazie all'effetto fotocoaugulante del laser
  • Massima precisione delle incisioni
  • Assenza di contatto fisico tra strumentazione chirurgica e tessuti
  • Riduzione dell'edema e delle ecchimosi post-chirurgiche
  • Non visibilità delle cicatrici (le incisioni seguono perfettamente la linea palpebrale)
  • Convalescenza minima e rapido ritorno al sociale

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Gli esami e le precauzioni prima dell'intervento

Come tutti gli interventi chirurgici, anche quello di blefaroplastica necessita di un'attenta anamnesi e di alcuni esami ematochimici per accertare il buono stato di salute generale.  Da non sottovalutare inoltre lo stato dell'occhio: l'intervento va rinviato in caso di infezioni o allergie locali. Chi é abituato a portare le lenti a contatto, dovrà evitare di indossarle 7/10 giorni prima della chirurgia.

Blefaroplastica superiore

Molto spesso sulle palpebre superiori si ha, oltre alla concentrazione di ernie di grasso, un eccesso di cute che appesantisce l'occhio e lo rende "cascante". La correzione chirurgica delle palpebre superiori procura risultati di apprezzabile effetto estetico, risolvendo eventuali problematiche di carattere "funzionale". 

LA TECNICA CHIRURGICA 
  • Si pratica un'incisione lungo la piega della palpebra superiore (in modo da non far risaltare la cicatrice), arrivando fino al margine esterno delle sopracciglia.
  • Si asporta la cute in eccesso che appesantisce e rimpicciolisce l'occhio.
  • Si asporta l'eventuale grasso superfluo, corresponsabile dell'abbassamento palpebrale e della riduzione del campo visivo.
  • Si sutura con punti intradermici e si applicano piccoli cerotti contenitivi per coprire i punti.

Befaroplastica inferiore

La blefaroplastica della palpebra inferiore viene praticata per via transcongiuntivale, un accorgimento che evita il formarsi di cicatrici esterne e che procura una migliore ridistensione della parte inferiore dell'occhio. Questa tecnica è molto meno traumatica e rende notevolmente più veloci i tempi di guarigione.

LA TECNICA CHIRURGICA 
  • Si pratica un'incisione lungo la linea sottociliare.
  • Si asporta il grasso che circonda il globo oculare (che determina le cosiddette "borse" e che dà all'occhio un aspetto gonfio e perennemente stanco).
  • Si sutura con punti intradermici e si applicano piccoli cerotti contenitivi per coprire i punti.

La blefaroplastica può essere realizzata contemporaneamente su palpebra superiore ed inferiore. L'intervento non ha solo finalità estetiche, ma anche funzionali: la ptosi palpebrale così come un eccesso di cute e grasso possono determinare disturbi dell'occhio e riduzione del campo visivo.

Consigli per il post-operatorio

  • Applicare del ghiaccio o un impacco freddo di acqua borica o camomilla, in modo da lenire il lieve gonfiore degli occhi. Se si avverte una leggera sensazione di irritazione o di secchezza, si può ricorrere ad un collirio a blanda azione antibiotica ed antinfiammatoria.
  • Dormire per i primi giorni con due cuscini, in modo da favorire la circolazione nelle zone operate.
  • Durante la prima settimana é possibile nascondere le ecchimosi indossando un paio di occhiali da sole.
  • Sottoporsi ad un ciclo di linfodrenaggio manuale e a terapia laser per accelerare il processo di guarigione.
  • Evitare l'esposizione del viso al sole per almeno 40 giorni ed in ogni caso non prima della completa guarigione.

BLEFAROPLASTICA


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