IPOTROFIA MAMMARIA: una protesi per sentirsi più sexi
IPOTROFIA MAMMARIA |
Testo a a cura di Monica Alberti
Con la collaborazione del dott. Carlo Alberto Pallaoro |
Un seno scarso od inesistente può creare comprensibili disagi psicologici alla
giovane donna. Se dopo i diciott'anni la situazione rimane invariata, si può pensare
alla chirurgia estetica, ricostruendolo secondo le proporzioni desiderate e recuperando
la femminilità che mancava.
Non parliamo di chi ha poco seno e desidererebbe avere una o due taglie in più.
Parliamo di chi, donna a tutti gli effetti, di seno non ne ha per niente a causa
di uno scarso od assente sviluppo della ghiandola mammaria. Il torace appare quindi
piatto come quello di una bambina o meglio - se vogliamo rispettare le proporzioni
- come quello di un giovanetto. Questo tipo di situazione é causa di un disagio
estetico ma ancor più psicologico: la donna si sente menomata della sua parte
femminile più appariscente, si sente pertanto meno bella e sensuale e, nei casi
più complessi, rifugge l'intimità con il partner per paura di doversi scoprire.
SENO: INDICE DELLA NOSTRA FEMMINILITA' La comparsa del seno é il primo segnale che evidenzia nel corpo della ragazzina
il passaggio dall'infanzia alla pubertà. Sotto il profilo psicologico, lo sviluppo
della ghiandola mammaria sotto la spinta degli ormoni prepara la giovane ad affrontare
meglio il trauma del menarca, la prima mestruazione: si può dire quindi che il
seno é il primo segno della femminilità. Dopo la pubertà, ogni donna sviluppa
un seno diverso da ogni altra: il volume e la forma delle mammelle sono regolati
geneticamente, ma a determinarli possono essere vari fattori esterni come l'indice
di grasso corporeo, l'alimentazione, lo stile di vita, lo sport. Il seno in genere
comincia a formarsi tra i 9 e gli 11 anni e può crescere di volume fino addirittura
ai venti.
| Prima di parlare di ipoplasia é consigliabile comunque attendere quattro/cinque anni dal menarca mentre per
sottoporsi all'intervento di ingrandimento chirurgico del seno (mastoplastica)
é preferibile aver compiuto i 18 anni. |
SESSUALITA' & IMMAGINE
Armonioso, seducente, intrigante, sexy, materno, consolatorio, accogliente, caldo:
il seno costituisce un oggetto carico di fascino, sensualità, persino di mistero.
Una delicata parte che fa sentire ogni donna doppiamente esaltata, nel suo ruolo
primario di essere femminile, ma anche in quello più elettivo di donna-madre.
Ognuna di noi vive il rapporto con il proprio seno in maniera unica, esclusiva,
e con questo instaura un intimo dialogo fatto di cure, attenzioni ma anche di
preoccupazioni ed insoddisfazioni. Chi deve fare i conti con un seno inesistente
o scarsamente sviluppato é chiaro che viva con frustrazione la propria condizione,
soprattutto in una società in cui le forme generose di seno vengono esaltate al
massimo in tutti i fronti.
Sul fronte della sessualità le cose possono
andare ben peggio. La donna che presenta ipoplasia può sentirsi meno attraente
e meno desiderata (anche perché l'immaginario maschile adora le grandi curve):
le sue relazioni con l'altro sesso possono essere di conseguenza influenzate negativamente,
così come la valutazione della propria immagine ed il proprio modo di relazionarsi
al mondo.
A cosa è dovuta l'ipoplasia?
Ad un insufficiente sviluppo della componente ghiandolare ed adiposa del seno.
Tale condizione si può definire solo al completamento dello sviluppo della ghiandola
mammaria (dopo quindi i 18/20 anni).
Le cause
L'ipoplasia può avere una causa genetica ma dipendere anche da fattori quali
l'alimentazione od un eccessivo dimagrimento (il seno infatti é costituito anche
da tessuto adiposo, la cui concentrazione ne influenza il volume).
Quali sono le conseguenze?
Nessuna, dal punto di vista estetico dal punto di vista psicologico, l'ipoplasia
può comportare imbarazzo o disagio: se questo é il caso, si può pensare di ricorrere
alla mastoplastica additiva, per aumentare le dimensioni delle mammelle attraverso l'inserimento di una
protesi. I materiali dell'ultima generazione, assolutamente biocompatibili , sono in grado di offrire risultati dall'aspetto naturale, sia all'occhio che
al tatto.
SE SI DECIDE PER LA CHIRURGIA
Occorre riferire al chirurgo la forma e la taglia che si vorrebbe avere, cercando
però di non richiedere risultati spropositati. Lo specialista esaminerà lo stato
del seno, la qualità della sua pelle e la proporzione del capezzolo e dell'areola.
A seconda dei casi, suggerirà quindi il tipo di protesi e la tecnica di intervento
più indicate.
I risultati che si possono ottenere
Dopo la chirurgia, il seno risulterà non solo più voluminoso ma avrà anche proporzioni
adegutate alla struttura fisica del soggetto. Il rimodellamento chirurgico conferisce
bellezza e tonicità al seno: la presenza della protesi non sarà esteticamente
visibile e anche al tatto la consistenza delle mammelle risulterà naturale. Le
tracce dell'intervento non saranno visibili in quanto le cicatrici verranno fatte
corrispondere a livello della zona areolare o delle pieghe naturali della pelle.
L'intervento di mastoplastica additiva viene realizzato in day hospital, in anestesia locale accompagnata da sedazione.
Il rimodellamento del seno avviene praticando un'unica incisione nella piega sottomammaria,
intorno all'areola oppure sull'ascella. Eseguita l'incisione, il chirurgo creerà
una sacca dove andrà ad inserirsi la protesi. Quest'ultima potrà essere posizionata
direttamente dietro ai tessuti del seno oppure dietro al muscolo pettorale, ovvero
tra questo e la cassa toracica. La scelta della tecnica operatoria così come del
tipo di protesi sarà valutata dal chirurgo a seconda del caso specifico. Una volta
inserita la protesi, questa verrà ben tollerata dal tessuto del corpo che le isola
con un involucro (capsula) che si crea per reazione: qui non esiste circolazione
e pertanto nessun componente della protesi potrà entrare in contatto con l'organismo
ed interferire in alcun modo con la ghiandola. Eseguita la mastoplastica additiva
(l'intervento richiede 40 minuti) viene applicata una particolare tecnica di sutura
in modo che, a guarigione avvenuta, non riamangano cicatrici visibili. Il seno
viene poi avvolto con un bendaggio compressivo da tenersi per circa una settimana.
Le precauzioni da prendere dopo
Per 15/20 giorni dall'intervento occorrerà evitare movimenti bruschi che rischino
di traumatizzare le parti operate. Per proteggere il seno, si consiglia per il
primo mese di indossare un reggiseno contenitivo. Evitare di esporsi al sole per
almeno 40 giorni e sottoporsi ad un ciclo di linfodrenaggio manuale al fine di
accelerare il riassorbimento delle ecchimosi, ridotte comunque al minimo grazie
all'utilizzo del laser in fase operatoria.
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