I canoni della bellezza sono notevolmente cambiati dai tempi di Rubens ai nostri
giorni. Le "Tre Grazie" rubensiane sono un ottimo esempio di celluliti miste,
dove su una adiposità localizzata si impianta un processo cellulitico.
Si possono apprezzare infatti, nel quadro del famoso pittore, la cosiddetta "cute
a materasso” (madras skin) e la cute ondulata "a coltrone" (quilt skin) in corrispondenza della regione glutea, del fianco e della radice delle cosce,
nonché delle ginocchia.
Tracce di alterazioni corporee di tipo cellulitico si trovano lungo tutto il
decorso della storia umana. Segni di interesse medico per questa inestetica affezione
a carico del tessuto adiposo, si ritrovano però solo agli inizi del ventesimo
secolo.
Nasce in Francia, proprio in questo lasso di tempo, il termine "cellulite", che viene dapprima usato per indicare un generico inestetismo delle gambe
e dei fianchi, poi lo si considera una aberrante espressione di un carattere sessuale
secondario, tipico del sesso femminile.
È negli anni 70 che inizia, in Francia ed in Italia soprattutto, una nutrita
serie studi per mettere a fuoco le caratteristiche salienti della cellulite.
Negli anni 80 si conosce quasi tutto su questa patologia che altera la silhouette
femminile e si comincia anche a trattarla medicalmente come malattia.
Le cure più in auge inizialmente sono i bagni in paraffina, i massaggi vigorosi
effettuati per "rompere la cellulite", le saune e le creme utilizzate per ionoforesi.
Sono ancora pochi i medici che si occupano di questa malattia e quei pochi si
servono di diete dimagranti spinte all'estremo, di estratti di tiroide, di diuretici.
Poi si sviluppano con vigore le terapie mediche (mesoterapia) e chirurgiche (liposcultura) della cellulite, nel frattempo le tecniche diagnostiche si sono affinate con
la possibilità di effettuare la termografia e la ecografia.
Negli anni successivi si forma la “coscienza cellulitica”, per il diffondersi
anche tra i pazienti e le persone comuni di pubblicazioni; si comincia a pensare
a cure mediche globali, intese non solo a combattere il sintomo cellulite ma soprattutto
ad agire sul terreno, per la pulizia dell’organismo dalle tossine.
La cellulite è una affezione distinta dalla obesità. I termini più correttamente
e comunemente utilizzati sono: lipodistrofia o panniculopatia edemato-fibro-sclerotica
(PEFS).
È una malattia non infiammatoria del connettivo, che riconosce più cause, inizia
con disturbi del tessuto vascolare e porta ad una cattiva regolazione del flusso
di sangue nei tessuti; risultato finale è il ristagno ematico.
A questo segue una fuoriuscita di liquido dai vasi che comprime le cellule, anche
quelle adipose che sofferenti, riversano una parte del loro contenuto all’esterno
determinando, nel tempo, una iperproduzione di fibre collagene. Così si formano
dapprima i micronoduli, poi i macronoduli, caratteristici della cellulite in fase
avanzata.
Prevalentemente le donne di razza bianca soffrono di questa affezione, anche
se magre e tutte le età possono essere colpite.
Una serie di fattori possono influenzare lo svilupparsi della cellulite: questi
possono agire da soli, o intrecciarsi tra di loro rendendo più profonda ed ampia
l’affezione:
-
I disordini della nutrizione, in particolare l’eccesso nella dieta di zuccheri, di grassi e ormoni, rappresentano
un ottimo terreno su cui può svilupparsi la cellulite.
-
Le alterazioni della digestione, sopratutto quelle dovute ad insufficienze enzimatiche e quelle associate a
disbiosi intestinale; inoltre le intolleranze alimentari.
-
I fattori circolatori se di origine arteriosa determinano sofferenza cellulare con alterazione del
connettivo. Se invece è interessato il tratto venoso, sia per alterazioni strutturali
che funzionali, si avranno stasi del sistema linfatico e gonfiori.
-
Variazioni della normale statica della colonna vertebrale e della postura, sono spesso associate ad una alterazione del normale flusso
venoso con edema (gonfiore), che da il via al processo cellulitico.
-
Le compressioni con indumenti stretti (guaine elastiche, pantaloni stretti, calze a gambaletto), stipsi ostinata,
infezioni ginecologiche, tumori della pelvi creano tutte un importante rallentamento
circolatorio.
-
Il fumo di sigaretta provocando vasocostrizione, rallenta la velocità del sangue con riduzione della
ossigenazione dei tessuti e conseguenti danni agli organi ed anche al connettivo.
A questo si deve aggiungere l'effetto diretto sugli apparati respiratorio e circolatorio
con l'iper-produzione di radicali liberi.
Tanto nella donna adolescente, quanto nella donna adulta, si troveranno i depositi
cellulitici preferenzialmente in alcune zone: glutei, cosce, gambe, lombi, regioni
laterali dell’addome.
Alcuni dei principali sintomi, che si possono riscontrare nelle donne che presentano
questo inestetismo sono: la presenza di "micro" o "macronoduli", riduzione della
temperatura cutanea, possibile presenza di smagliature e teleangectasie, dolorabilità
talora anche allo sfioramento. A queste manifestazioni si possono aggiungere disturbi
della sfera psichica: nervosismo, distonie neurovegetative, tendenza alla depressione,
possibili turbe dell'umore.
Come si può combattere il processo cellulitico?
Una delle possibili risposte è l’uso combinato e ragionato della mesoterapia con farmaci omotossicologici.
È una metodica che permette di iniettare, a livello dermico, piccole quantità
di farmaci, in maniera tale da essere più vicini possibili alla parte malata.
Può essere usata con successo in reumatologia, in angiologia, nelle malattie
venose, oltre che nella cellulite e nelle adiposità localizzate.
Si iniettano con una siringa, al cui apice è applicato un ago molto piccolo,
dei farmaci “specifici”, che agiscono sulle varie cause della cellulite.
“Pungendo” con l’ago nei distretti ove è presente l’inestetismo, si rilascia
una piccola quantità di farmaco che svolgerà localmente la sua azione.
In genere, dalle sei alle dieci sedute a cadenza settimanale sono sufficienti
per ottenere un buon risultato.
Ci sono una serie di vantaggi per il medico ed il paziente utilizzando i farmaci
omotossicologici; la reazione allergica è un inconveniente che non si verifica.
In allopatia è opportuno usare farmaci per uso endovenoso, per evitare incidenti
conseguenti ad eventuale introduzione accidentale in vena, tale precauzione non
è necessaria in omotossicologia. La mesoterapia omotossicologica non prevede l’aggiunta
al cocktail di anestetici.
Per effettuare in maniera corretta una terapia omotossicologica mediante infiltrazioni
dermiche è necessario:
-
Disintossicare l'organismo attraverso un regime alimentare idoneo, che rispetti
la biochimica della nutrizione per evitare un ulteriore sovraccarico tossinico
di origine alimentare;
-
Contemporaneamente praticare una terapia di drenaggio;
-
Infine un trattamento bio-mesoterapico della cellulite.
In considerazione del fatto che la cellulite è determinata da diversi fattori,
l’azione della mesoterapia dovrà essere a 360° gradi supportando da un lato la
circolazione, dall’altro il drenaggio. Si dovrà effettuare una incisiva azione
lipolitica, un eventuale riequilibrio ormonale ed infine si sosterrà anche la
tonicità del tessuto.
Alcuni dei farmaci che si possono utilizzare per sostenere la circolazione sono:
l’Aesculus per la sua azione flebotonica, l’Hamamelis che permette di ridurre i gonfiori e la pesantezza delle gambe, il Solanum che stimola la circolazione arteriosa.
Un aiuto per il riequilibrio del sistema ormonale arriva da Hormeel e Lilium. L’azione drenante, nel caso in cui si voglio agire sul fegato, è svolta con
notevole efficacia da Hepeel.
Farmaci principi nella stimolazione della lipolisi sono, oltre ai ben conosciuti
Fucus e Graphites, anche l’Acidum Fumaricum Injeel ed il Natrium Sulfuricum Injeel.
Un tessuto che è stato trattato per ridurre la cellulite, presenterà una cute
sicuramente con un basso grado di tonicità, è indispensabile introdurre nel cocktail
mesoterapico uno o più farmaci rassodanti. La Thuja Compositum è farmaco di forte stimolazione dei metabolismi cutanei, migliorando il trofismo
dei tegumenti. Il preparato è particolarmente indicato nelle forme di cellulite
molle.
Il Funiculus Umbilicalis Suis Injeel è rimedio rivitalizzante per eccellenza. Stimola la produzione dei proteoglicani
del connettivo migliorandone la compattezza.
L’azione di rivitalizzazione cellulare dell’Embryo Totalis Suis è da ascriversi al miglioramento della vascolarizzazione del tessuto trattato
con il farmaco.
La caratteristica peculiare, specifica ed indubbiamente interessante della mesoterapia
omotossicologica è la “personalizzazione” della terapia con farmaci “Costituzionali”.
Si potranno anche utilizzare, in dosi adeguate, in base alle problematiche del
paziente, sia in mesoterapia che come terapia domiciliare, il Rhus Tox-Homaccord fl. nella paziente che presenta contemporaneamente cellulite dolorosa e dolori nevralgici
e artritici.
Cantharis Compositum S fl. trova indicazione nei pazienti che, con determinate compromissioni renali recidivanti,
presentano una cellulite infiammata. Spesso si dovrà ricorrere al Cortison Injeel fl. nelle donne sottoposte a terapie cortisoniche per lungo tempo.
Il processo cellulitico ha un andamento cronico nel tempo, risulta fondamentale
quindi un continuo drenaggio dell’accumulo tossinico, che deve essere obbligatoriamente
accompagnato da un adeguato modus vivendi.
Lo stile di vita deve quindi rappresentare il giusto equilibrio tra le attività
vitali quali: nutrizione, drenaggio, lavoro, attività fisica, sesso, sonno.
Bibliografia
- Guyton, Elementi di fisiologia umana, Ed. Piccin.
- Fasani U., Mesoterapia, metodologia e pratica, Ed. OEMF.
- Dalloz A. – Bourguignon, Mesoterapia come e perché, primo approccio pratico, Ed. Salus.
- Curri S. B., Compendio di semeiotica clinica e strumentale delle panniculopatie, Ed. Edra.
- Italia E. - De Bellis M., Manuale di omeo-mesoterapia, 2° edizione, Ed. Guna.
Per saperne di più, leggi anche Mesoterapia
MESOTERAPIA E CELLULITE |