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INFLUENZA  "SOSIA"

(A cura della Dott.ssa Nadia Borrillo)

News ANSA 24 ore su: INFLUENZA

Influenze e Sindromi parainfluenzali (influenze sosia)

La sindrome Parainfluenzale è una malattia infettiva, come la comune influenza, che colpisce l’apparato respiratorio con sintomi simili ad essa, ma con eziologia diversa.

L’agente infettante può essere un virus, ma di genere diverso. I virus sono responsabili del 50 % circa delle infezioni respiratorie acute. Il virus influenzale appartiene alla famiglia degli Ortomixovirus, mentre i virus parainfluenzali appartengono ad una famiglia diversa, quella dei Paramixovirus. Esistono diversi tipi di virus parainfluenzali che si possono distinguere sierologicamente ed entrambi provocano infezioni del tratto respiratorio che assomigliano al comune raffreddore o all’influenza. Negli adulti danno sintomi più blandi e confinate al tratto respiratorio superiore, come nel caso del comune raffreddore. Sono invece più gravi nei bambini piccoli, perché colpiscono anche il tratto respiratorio inferiore (cioè l’infezione può diffondersi al polmone), la cui manifestazione più pericolosa è la laringo-tracheo-bronchite acuta con grave ostruzione delle vie respiratorie. Tra i virus parainfluenzali ricordiamo il Virus Respiratorio Sinciziale, che segnaliamo perché nei neonati è la causa più importante di gravi infezioni del tratto respiratorio inferiore. Non esistono attualmente vaccini contro i virus parainfluenzali.

L’apparato respiratorio viene però colpito anche da altre famiglie di virus (adenovirus, picornavirus, coronavirus, reovirus, herpesvirus), da batteri e altri microorganismi, come la Clamidia e il Micoplasma. Questi ultimi, sebbene siano in grado di provocare dei sintomi simil-influenzali, in genere si sovrappongono alle infezioni virali provocando polmoniti, soprattutto in pazienti immunodepressi (cioè in pazienti con una particolare suscettibilità a prendere infezioni, ad esempio a causa di patologie croniche). Tutti i virus si propagano per via aerea ed è facile quindi la trasmissione in ambienti chiusi.

L'Influenza

L’influenza viene provocata da tre virus influenzali: A, B, C (quest’ultimo raramente colpisce l’uomo) e dalle loro varianti. La caratteristica che contraddistingue i virus influenzale è la loro instabilità genetica con conseguenti variazioni. L’influenza ha normalmente un andamento benigno e la malattia tende a risolversi spontaneamente con il riposo. In alcuni casi, per anziani e persone affette da patologie croniche, può diventare pericolosa fino ad essere causa di morte, perciò per questi soggetti si consiglia la vaccinazione. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità monitorizza la circolazione dei virus per isolare e prevedere annualmente il tipo di ceppo virale e preparare in tal modo il vaccino, che a tuttora viene considerato il migliore strumento per fare prevenzione (efficacia pari al 70 %).

Quali sono le categorie a rischio?

Come già detto nelle sindromi parainfluenzali, tutte le persone affette da patologie croniche, in particolare dell’apparato respiratorio come gli asmatici e i bronchitici cronici, sono categorie a rischio per le importanti ripercussioni che l'infezione virale può avere sull'organismo (ad esempio la crisi d'asma che richiede un trattamento d'urgenza). Gli anziani sono considerati una categoria a rischio non tanto per la suscettibilità all'infezione virale, ma per le possibili complicazioni. Ricordo che per anziano si intende una persona di età superiore a 65 anni.

L’influenza, come tutte le infezioni respiratorie acute, provoca un grande numero di affezioni che comprendono il raffreddore, la faringite, la laringite, la tracheite, la bronchite e la polmonite. Però la sindrome influenzale compare durante il periodo invernale, ha una evoluzione tendenzialmente benigna e che nell’arco di una settimana si risolve, ad eccezione delle categorie sopra menzionate. La diagnosi di certezza, comunque, può essere fatta solo identificando il virus in laboratorio. Il virus può essere isolato mediante tamponi faringei o mediante l’esame dell’escreato o dell’espettorato. Ciò non viene comunemente eseguito per l’alto costo; d'altra parte questa ricerca risulterebbe, a livello pratico, inutile in quanto tutte le infezioni virali si curano con farmaci sintomatici, cioè farmaci che limitano i sintomi ma non agiscono direttamente sui virus. Esistono delle sostanze che agiscono contro il virus A (in Italia è presente solo l’Amantadina ), ma la loro efficacia è limitata per la presenza di ceppi virali resistenti.

La diagnosi

E' sempre clinica e si basa sulla presenza di alcuni disturbi:

  • febbre superiore a 38 gradi centigradi
  • malessere generalizzato, con dolori osteoarticolari, molta stanchezza, diminuzione dell’appetito
  • vari sintomi respiratori come il comune raffreddore, la tosse stizzosa, mal di gola

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E’ necessario un periodo di convalescenza di circa una settimana prima di ritornare in perfetta forma fisica. Come ho detto per le sindromi parainfluenzali, i neonati e i bambini possono essere colpiti in maniera diversa e più importante.

Dal mese di Ottobre si parla dell’arrivo dell’influenza di quest’anno. Il virus responsabile è stato finora isolato in Gran Bretagna, Belgio, e Francia. Il nuovo vaccino conterrà tre ceppi di virus: A/MOSCA/10/99 (H3N2), A/NUOVA CALEDONIA/20/99 (H1N1), B/BEIJING/184/93. Si consiglia di vaccinarsi entro il mese di Dicembre.

Terapie e misure preventive

Si ricordano ancora che la terapia contro tutte le infezioni virali, sia che si tratti di virus dell'influenza che virus parainfluenzali, consiste nel riposo, dando tempo all’organismo di rispondere naturalmente. Se queste infezioni vengono trascurate, come nel caso di un paziente che continua a lavorare, l’organismo rischia di indebolirsi con sovrapposizione di altre malattie infettive, sia di natura virale che batteriche.

Si ricordano come misure preventive quelle di areare l’ambiente, di mantenere delle temperature non superiori ai 25 gradi centigradi, perché ciò secca le vie respiratorie, di umidificare l’ambiente e di eliminare abitudini dannose per le vie respiratorie come il fumo. Può essere un valido aiuto assumere la vitamina C, preferibilmente attraverso gli alimenti come la spremuta di agrumi.

Farmaci Antivirali

Si è gia parlato dell'Amantadina, farmaco antivirale che agisce solo sull’influenza di tipo A, in uso negli Stati Uniti già dal 1966. Questo farmaco può avere effetti indesiderati a carico del sistema nervoso centrale e dell’apparato gastrointestinale. Se ne sconsiglia l’uso in pazienti che abbiano sofferto di attacchi epilettici per la possibilità di attacchi concomitanti. Richiede un aggiustamento della posologia in pazienti affetti da insufficienza renale. Infine si è segnalata resistenza virale, cioè si selezionano ceppi di virus più difficili da trattare.
Recentemente sono stati selezionati dei farmaci antivirali che agiscono sia contro l’influenza di tipo A che di tipo B. Queste molecole si chiamano Zanamivir e Oseltamivir fosfato. Lo Zanamivir è presente in commercio sotto forma di preparato inalatorio perché è attivo solo se somministrato in sede locale. L’Oseltamivir può essere somministrato per via orale, cioè per bocca, ma può dare disturbi gastrointestinali (nausea, vomito). Entrambi possono creare ceppi virali resistenti. La loro sicurezza non è stata ancora verificata nelle donne in gravidanza. Sono farmaci costosi.

Quando è indicata una terapia con questi farmaci?

Può essere di aiuto nei pazienti, anche se già vaccinati, che comunque abbiano contratto l’infezione virale. Il trattamento deve iniziare entro due giorni dall’infezione, in questo modo si riducono i sintomi e la durata della malattia. E’ dimostrato ridotta anche la frequenza delle sovrainfezioni batteriche. Gli antivirali risultano inutili se assunti nella fase tardiva dell’influenza.


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