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PREVENZIONE  Dal passato al presente

Un po' di storia...

Il concetto generale di medicina preventiva ha radici lontane. Vi sono antichi riferimenti a sport, giochi e pratiche connesse alla salute nelle civiltà d'Egitto, Mesopotamia, Arabia, India e Cina. Sicuramente la maggior influenza sul mondo occidentale fu esercitata dalla civiltà greca. Erodico, medico e atleta del V secolo a. C. era un fervente sostenitore dell'importanza della dieta. Un'altra figura famosa è quella di Galeno (131-201 d.C.) che approfondì il concetto di salute considerando l'importanza dell'alimentazione, del sonno, dell'attività fisica e dell'equilibrio fisico-psichico. Sul concetto di salute sicuramente le opinioni sono cambiate nel corso dei secoli. Solo 100 anni fa la vita era fisicamente molto pesante, faticosa, soprattutto in certe fasce sociali e per tutti esisteva un non disprezzabile dispendio energetico legato al fatto che mancavano aiuti meccanici alla vita di tutti i giorni (utensileria varia, ascensore, automobile, lavatrice, frullatore, ecc); a quel tempo il concetto di salute era principalmente legato alla capacità di svolgere un lavoro pesante, così pesante da comportare un precoce invecchiamento, inoltre spesso le povere condizioni socio-economiche favorivano la diffusione di malattie di rilevanza addirittura epocale (tubercolosi)e la vita media era ben più breve.

Al giorno d'oggi, il concetto di salute è orientato in modo diverso: è quasi scomparsa la fatica perché molti strumenti limitano lo sforzo fisico, molte malattie sono debellate, la vita media si è allungata, e si è diffusa la sedentarietà, una condizione sconosciuta nelle civiltà rurali e fisicamente attive.

La sedentarietà è alla base della malattia cardiovascolare, un vero flagello che colpisce le società del benessere. La vita sedentaria è anche causa di malattie muscoloscheletriche e di obesità.

Qualche dato relativo agli Stati Uniti è utile in quanto rappresentativo di una società che è espressione fondamentalmente del benessere. Negli Stati Uniti si spendono circa 22.2 miliardi di dollari all'anno per curare malattie cardiovascolari e 17 miliardi di dollari per curare malattie muscolo-scheletriche. Sempre negli Stati Uniti, il 22% dei maschi e il 37% delle donne spendono circa 55 miliardi all'anno per perdere peso. Malgrado questi tentativi, negli ultimi 15 anni, il peso medio degli americani è aumentato di 4 kg. Proprio gli Stati Uniti, che sin dagli anni 80 avevano lanciato l'allarme obesità, hanno messo in atto un piano di medicina preventiva che prevedeva per l'anno 2000 l'obiettivo di contenere l'incidenza dell'obesità intorno al 20%. Attualmente siamo al 35% per le donne e al 30% per gli uomini.
Negli Stati Uniti l'obesità colpisce un bambino su cinque.

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Con tutto questo la vita media si è allungata rispetto a 100 anni fa e verrebbe dunque facile associare il concetto di salute al concetto di benessere e di allungamento della vita. Come vanno le cose qui da noi? Godiamo del vantaggio della cosiddetta dieta mediterranea, le condizioni di vita spesso non sono così "comode" e questo garantisce una certa attività fisica. Le complicazioni da vita sedentaria sono certo presenti ma il livello di allarme fortunatamente non è così grave come negli Stati Uniti, tuttavia è in crescita. Quindi conviene muoversi in tempo.

In ogni caso, sia negli Stati Uniti che in tutte le civiltà ove vi è wellfare,  il problema è il seguente: la vita media si è allungata di molto ma a questo non necessariamente corrisponde una soddisfacente qualità di vita. Pertanto, l'equazione giusta per il nuovo millennio non è:

salute = benessere sociale

ma

salute  =  qualità di vita

Se è vero che la sanità si è sempre occupata del malato, forse è giunto il momento che si occupi di prevenire le malattie. Grandi campagne di prevenzione sono state fatte nei confronti di malattie epocali: tubercolosi, sifilide, vaiolo, malaria ecc., grandi battaglie vinte con decisione, con un possente impegno della scienza medica ma anche con grande collaborazione della gente. Più difficile è sconfiggere la sedentarietà e le patologie connesse come la malattia cardiovascolare perché si annida nel benessere, nella comodità, nella vita che esclude sistematicamente la fatica fisica: in questo caso la scienza medica può dare consigli, può aiutare a sviluppare una cultura ma il punto fondamentale, e cioè la collaborazione, è un fatto occasionale.

La ricetta certa suggerita dagli esperti del settore è:

fare attività fisica

... ma quanto? ... Verifica con questo modulo!

  ATTIVITA' FISICA CONSIGLIATA 

Peso  in kg
Calorie / giorno   kcal

... e a cosa corrisponde?  Valuta questi esempi:

Tempo necessario per consumare le calorie consigliate

Calorie / giorno Kcal
Camminare a piedi (4 km/ora)
Corsa lenta ( 8 km/ora)
Bicicletta (15 km/ora)
Tennis (non agonistico)
Nuoto a stile libero (lento)

Tempo  

  (in minuti)

Praticabile o non praticabile? Questo è il problema!
Per non scoraggiarsi troppo si possono sommare i carichi giornalieri in una soluzione unica (domenica) o in due o tre soluzioni. Comunque, per consolarsi, si può dire che molte indicazioni suggeriscono che mezz'ora al giorno di attività fisica è già una buona soluzione.

Purtroppo, il sistema sanitario non prevede la forma più efficace di prevenzione e cioè un intervento medico che possiamo definire di "valutazione funzionale": si tratta di una visita fondamentalmente su base fisiologico-applicata che prevede una prova da sforzo e mette a fuoco vari aspetti della funzionalità cardiovascolare e muscolare. La prova da sforzo non serve solo per evidenziare una patologia, serve soprattutto per fornire indici di funzionalità. Su questa base è possibile programmare l'attività fisica , caso per caso, in base alle condizioni organiche individuali.
I miglioramenti conseguiti nel corso di un programma di allenamento (espressi in percentuale rispetto al punto di partenza) vedono su un piano sostanzialmente paritario atleti e non atleti, giovani e anziani, maschi e femmine e, soprattutto (questo è vero nella stragrande maggioranza dei casi) sani e malati. Proprio quest'ultimo paragone, sani e malati, propone un importante aspetto della medicina preventiva e cioè il controllo o il contenimento di quadri patologici; si parla infatti di sport-terapia che risulta utile nei confronti di alcune patologie come diabete e ipertensione, obesità, e nelle rieducazioni funzionali per patologie di vario genere. Il grande interesse nei confronti della salute, sostenuto dai media, anche se per ora non corrisponde ad altrettanto impegno a livello individuale, è da vedere in termini positivi. L'importante è non contrabbandare l'efficienza fisica delle funzioni "profonde" (cardiovascolare, respiratoria, muscolare, ossea) con un criterio puramente estetico che ha invece una valenza puramente "superficiale".


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