nel sito nel web con
Abbonati
Ultimo aggiornamento
  benessere.com (home) / Salute / Argomenti vari / Vari / Salute e lavoro

SALUTE E LAVORO

SALUTE E LAVORO

a cura di Valeria Cudini

L’ambiente di lavoro è sempre più al centro della cronaca socio-politica italiana (e non solo) purtroppo a causa degli infortuni sempre più frequenti, provocati, nella maggior parte dei casi, dalla mancanza di alcune fondamentali norme di sicurezza o dalla corretta applicazione delle normative stesse.
Anche un semplice ufficio dove si svolge un lavoro impiegatizio può essere un potenziale pericolo per la salute fisica e mentale di chi ci lavora se non rispetta delle precise caratteristiche oltre che di sicurezza anche di salubrità.
Per cui negli ultimi anni si parla sempre di più di medicina del lavoro, quella branca medica che studia le interazioni tra il lavoro e la salute dell’uomo e che deve fare i conti con la prevenzione e al tempo stesso l’individuazione e dunque la diagnosi di nuove malattie prodotte dalla cosiddetta “modernità”.
Oggi, infatti, le malattie da ufficio sono diverse rispetto al passato perché, nella maggior parte dei casi, derivano da un’errata postura alla scrivania e dall’uso scorretto del computer.
Ne conseguono disturbi visivi e/o muscolo-scheletrici.

Pubblicità
LE MALATTIE DA UFFICIO
Oggi rispetto ai secoli scorsi l’organizzazione e i ritmi del lavoro sono molto diversi, nel senso che la maggior parte della nostra giornata (circa il 90 per cento) si svolge in ufficio ed è perciò determinante che l’ambiente in cui si vive di più sia anche il più confortevole e sicuro possibile. Purtroppo non sempre è così.
Gli ultimi dati disponibili, infatti, descrivono una situazione allarmante: nel mondo gli ambiti professionali sono quelli in cui si contraggono il 40 per cento delle epatiti B e C, l’11 per cento delle malattie asmatiche e il 37 per cento dei disturbi muscolo-scheletrici.

I disturbi muscolo-scheletrici (DMS)
Per chi lavora per tante ore consecutive seduto alla scrivania il mal di schiena sembra essere diventato la norma. E a questo fastidioso dolore spesso si associano tutta una serie di altri disturbi che coinvolgono la parte superiore della colonna vertebrale andando a interessare principalmente collo e spalle.
Il classico mal di schiena ha una sintomatologia aspecifica il che significa che non si manifesterà sempre nello stesso modo e con la stessa frequenza. I dolori possono essere continui o intermittenti e interessare aree diverse della colonna, anche se esistono delle vere e proprie malattie, ovvero con sintomi specifici e di varia intensità e gravità.
Più specificamente si può dire che i DMS colpiscono articolazioni, tendini, nervi e circolazione sanguigna locale.

Si è stimato che circa una persona su quattro che lavora con video-terminali soffra di DMS. Tali disturbi sono dovuti a fattori comportamentali come lo stare seduti troppo a lungo adottando posture scorrette oppure sono causati dall’erroneo posizionamento degli strumenti da lavoro (schermo, tastiere e mouse) e dalla mancanza di accessori come poggiapiedi, poggiapolsi eccetera.
A influire su queste patologie a carico dell’apparato muscolo-scheletrico influiscono anche fattori d’altro tipo. Lo stress è uno di questi in quanto induce ad assumere posture scorrette nonché porta a irrigidimenti e tensioni. Le più colpite da questi disturbi sono le donne.

Sindrome del tunnel carpale (STC)
Si tratta di una patologia che si inquadra perfettamente nella contemporaneità in quanto derivante, in molti casi, da un uso sempre più frequente del computer e di nuovi macchinari.
Anche in questo caso il paragone con il passato va a nostro svantaggio dato che, prima dell’avvento dei pc, questa malattia si manifestava piuttosto raramente e comunque mai prima dei 40 anni d’età. Oggi non è così e la Sindrome del tunnel carpale colpisce, oltre ai già citati impiegati d’ufficio, categorie ben precise di lavoratori come gli addetti al settore manifatturiero, elettronico, tessile, alimentare, calzaturiero, pellettiero, gli addetti al confezionamento di pacchi, i cuochi, gli addetti ai pubblici esercizi eccetera.

La malattia è dovuta alla compressione del nervo mediano al polso nel suo passaggio attraverso il tunnel carpale, che è un canale che si trova appunto nel polso formato dalle ossa carpali su cui è teso il legamento traverso del carpo. Il carpo non è altro che un nastro fibroso che riveste il tunnel stesso in cui passano strutture nervose (nervo mediano), vascolari e tendinee (tendini e muscoli flessori delle dita).
È stato dimostrato che la sindrome del tunnel carpale dipende per lo più da movimenti di flesso-estensione del polso prolungati e/o ripetitivi. Questi movimenti provocano un aumento della pressione all’interno del tunnel carpale e, il ripetuto allungamento dei nervi e dei tendini che scorrono dentro tale tunnel, possono dar luogo a un fenomeno infiammatorio che riduce le dimensioni del tunnel dando origine alla compressione del nervo mediano.

La STC si manifesta inizialmente con formicolii, sensazione di gonfiore o intorpidimento alla mano soprattutto alle prime tre dita e in parte al quarto dito.
I sintomi si avvertono principalmente al mattino e/o durante la notte. Con il passare del tempo i dolori si irradiano andando a interessare anche l’avambraccio (sintomi irritativi) e, se la patologia si aggrava, il soggetto colpito manifesterà la perdita di sensibilità alle dita e di forza della mano oltre all’atrofia dell’eminenza thenar (prominenza del pollice formata, prevalentemente, dai muscoli abduttore breve e opponente del pollice). Tali sintomi si definiscono deficitari.

Quando la sindrome diventa cronica la scelta terapeutica si orienta quasi sempre verso l’intervento chirurgico in anestesia locale che consiste in un release (rilascio) del nervo al carpo attraverso una piccola incisione (1-2 cm) in sede carpale. Una volta eseguito l’intervento il dolore si risolve velocemente anche se le parestesie possono perdurare per alcune settimane dato che il nervo, se molto compresso, ha un lento recupero. Se la compressione è durata per troppo tempo può accadere che, nonostante l’intervento, il nervo non recuperi.

La Office Eye Sydrome
Si tratta di una sindrome da affaticamento visivo che provoca sintomi come difficoltà di lettura, disagio nell’osservazione, lacrimazione e bruciore degli occhi, cefalea, annebbiamento della vista (spesso può dipendere dall’aria troppo secca causata dall’uso intensivo degli impianti di condizionamento).
Per ridurre al minimo la possibilità di incorrere in questi fastidi si possono prendere numerosi accorgimenti. Primo fra tutti risolvere l’eventuale problema dell’illuminazione, fondamentale per lavorare senza spiacevoli conseguenze per gli occhi.
Innanzitutto il piano di lavoro deve essere sempre uniformemente illuminato e la luce deve essere ben direzionata, ovvero non deve colpire direttamente il viso. Un altro accorgimento riguarda il posizionamento del monitor in modo tale che si evitino i fastidiosi raggi riflessi così come quelli provenienti dalle superfici d’arredo. Esistono comunque delle lenti filtranti per occhiali, appositamente progettate per attenuare e ridurre l’impatto della luce artificiale.

Altri malesseri
Tra gli altri disturbi che possono manifestarsi sul posto di lavoro si può citare una sindrome ancora poco conosciuta, la cosiddetta sindrome da elettro-sensibilità che colpisce soggetti particolarmente sensibili a vari dispositivi elettronici che, nella maggior parte dei casi (90 per cento), sono i computer. Le più colpite sono le donne in un rapporto donne-uomini 3-4 a 1.
I primi sintomi sono di tipo cutaneo e si manifestano con arrossamento o sensazione di calore al viso, eritemi, parestesie facciali e secchezza delle mucose. Se ci si allontana dalla sorgente elettromagnetica i sintomi sono reversibili, altrimenti, in caso contrario, possono peggiorare d’intensità e aggiungersene altri: difficoltà di concentrazione, nausea, cefalea, vertigini, palpitazioni, disturbi muscolo-scheletrici, mal di denti. Le ipotesi sulle origini di tali sintomi sono varie, la più accreditata è che si tratti di un’eziologia psicosomatica spesso accresciuta da paure e ansie legate all’uso degli strumenti tecnologici.
Vari studi hanno evidenziato che i livelli di radiazioni elettromagnetiche presenti vicino a un videoterminale sono paragonabili con quelli di un televisore e che l’intensità di radiazioni infrarosse e ultraviolette è molto bassa.

SUGGERIMENTI PER PREVENIRE PROBLEMI ALLA SCHIENA E AGLI OCCHI

Per la schiena

  • Cambiate posizione frequentemente, cercando di svolgere alcune delle vostre mansioni abituali anche in piedi e in movimento: approfittate di una telefonata, una riunione informale con gli altri componenti dello staff, archiviate documenti, andate a fare delle fotocopie, recatevi in altri uffici evitando di usare l’ascensore;
  • evitate di trascorrere la vostra pausa navigando su Internet, rispondendo alle e-mail, leggendo o correggendo un testo scritto. Non continuate a sforzare gli occhi e preoccupatevi di sgranchire le gambe;
  • fate una vera pausa: una pausa lunga (15-20 minuti ogni due ore) è più utile di piccole ma continue interruzioni.

La ginnastica per gli occhi
Per chi lavora prevalentemente al computer è opportuno mettere in atto dei semplicissimi accorgimenti per prevenire l’affaticamento oculare.
Per esempio un buon esercizio può essere quello di chiudere completamente gli occhi di tanto in tanto per almeno un minuto e di distogliere lo sguardo dallo schermo ogni 20 minuti circa fissando un punto lontano almeno due o tre metri dalla scrivania anche solo per 10 secondi.
Esistono poi molti altri esercizi per aiutare gli occhi dopo una giornata di lavoro intenso. Per esempio quando si legge un testo da vicino è bene focalizzare ogni tanto una scritta lontana in modo da alternare le due diverse messe a fuoco (l’esercizio è da ripetersi più volte per almeno un minuto). Meglio ancora se si sposta pian piano la distanza dell’oggetto vicino da 50 fino a 20 centimetri.
Per migliorare la messa a fuoco si può invece fare un esercizio molto semplice: seduti con la schiena eretta si tappa un occhio e contemporaneamente si distende il braccio omonimo dell’occhio aperto in avanti e si segue il pollice mentre lo si sposta in alto, di lato e in basso (ripetere per almeno sei volte per ogni occhio).
Va detto che anche se la ginnastica per gli occhi è sicuramente un aiuto importante, quando si devono risolvere situazioni più complesse rivolgersi a uno specialista, in questo caso un oculista, resta la scelta migliore. Se si ha bruciore, secchezza oculare e uno stato generale di affaticamento visivo, l’oculista potrà indicarvi un collirio o una lacrima artificiale lubrificante.
Controllare periodicamente la vista è fondamentale per individuare eventuali difetti visivi non corretti o quelli mal corretti che rappresentano un fattore di rischio perché l’apparato visivo è maggiormente sollecitato.
La visita oculistica dovrebbe sempre comprendere anche la valutazione della messa a fuoco e della capacità dei due occhi di lavorare insieme (visita ortottica).
Gli occhiali (sempre con lenti antiriflesso) o le lenti a contatto devono sempre essere utilizzati se prescritti dal medico soprattutto per i presbiti che lavorano al computer. In questo caso sono indicate lenti ampie (non le classiche lunette) perché altrimenti queste persone dovrebbero alzare il mento in una posizione alla lunga stancante.

LA POSTAZIONE DI LAVORO IDEALE
Se la postazione di lavoro è male organizzata essa può predisporre a infortuni e incidenti che, seguendo delle semplici misure preventive, potrebbero essere evitati.
Ogni persona è diversa dall’altra per età, sesso, corporatura, lunghezza degli arti, peso, tipo di postura prevalente (seduti, seduti e in piedi, in piedi). Questi sono fattori determinanti per definire le esigenze di ognuno e quindi stabilire le caratteristiche dimensionali minime che la postazione di lavoro dovrà avere.
Se per esempio si lavora addossati alla parete è facile assumere posture scorrette e c’è una certa difficoltà a svolgere anche i movimenti più semplici. L’immediata conseguenza sono i disturbi muscolo-scheletrici oppure dei problemi alla circolazione sanguigna.
Anche le stampanti collegate al computer sulla scrivania o la fotocopiatrice devono essere collocati in modo che siano accessibili senza dover compiere spostamenti ripetuti e faticosi.

Le giuste misure
Affinché si assuma e si riesca a mantenere una corretta postura il piano di lavoro deve essere a un’altezza tale da permettere alla persona di appoggiare i gomiti e gli avambracci mantenendo i muscoli delle spalle rilassati (l’altezza giusta è tra 70 e 80 centimetri).
La superficie del piano deve essere opaca e quindi va evitato il bianco.
Le dimensioni ideali di un tavolo da ufficio sono: circa 150-160 centimetri di lunghezza, almeno 80 centimetri di profondità e comunque le distanze devono essere tali da garantire la giusta distanza del lavoratore dal monitor del computer e la corretta collocazione di mouse e tastiera.
Anche la sedia deve essere regolabile in altezza (tra 40 e 55 centimetri), dotata di ruote e schienale e basamento del sedile imbottiti.
Per avere il giusto comfort, infatti, è necessario che si regoli l’altezza del sedile in modo da poggiare completamente i piedi per terra. Se la persona è piccola di statura si possono utilizzare i poggiapiedi, se invece la persona è alta si valuterà se è il caso di mettere degli spessori di legno sotto al tavolo.
Questi accorgimenti, insieme all’impiego di mobili al passo con i progressi dell’ergonomia non sono sufficienti se da parte nostra non si mette in atto un’attenzione costante alla postura che si assume di volta in volta.
Se si arriva invece a una diagnosi di problemi a carico della colonna vertebrale il medico dovrebbe sempre iniziare con un colloquio “esplorativo” che accerti i livelli di stress professionale a cui è sottoposto il lavoratore.
Per evitare quindi di affaticare la colonna vertebrale e prevenire il mal di schiena è importante avere un supporto continuo e dinamico dello schienale ai lombi e nella giusta angolazione tra gambe e busto:

  • usate una sedia dinamica, cioè che consente una diversa inclinazione dello schienale in base ai movimenti che fa il corpo;
  • lasciate uno spazio, di circa due dita, tra l’incavo del ginocchio e il bordo della seduta per evitare di comprimere i vasi sanguigni e ostacolare la circolazione del sangue nella gamba;
  • non state rigidi e cambiate spesso posizione;
  • occupate tutta la seduta e appoggiatevi allo schienale, cercando di mantenere le cosce allineate e ginocchia e caviglie con una inclinazione di 90 gradi.

L’esposizione ai rumori
Uno dei problemi più gravi per i lavoratori europei, e molto spesso non valutato con sufficiente considerazione, è l’esposizione sul luogo di lavoro a livelli molto elevati di rumore con conseguente necessità di alzare la voce per parlare per la maggior parte del tempo trascorso in ufficio.
Sembra paradossale che questo fenomeno si riscontri anche in luoghi apparentemente “tranquilli” come gli uffici perché normalmente il problema della necessità di difendersi dal rumore sembra piuttosto una caratteristica di contesti agricoli, industriali ed edili per l’uso di macchinari (trattori, martelli pneumatici eccetera).
Eppure, stando ai risultati di un recente studio danese, sembra che più del 50 per cento degli insegnanti di scuola sia costretto ad alzare il tono della voce per farsi sentire da colleghi e alunni. Questa situazione di esposizione protratta a rumori troppo forti produce fastidi e disturbi extrauditivi.
A produrre una situazione di forte stress per le orecchie non è necessariamente un dolore acuto o intenso ma vanno prese in considerazione le caratteristiche proprie del lavoro che si sta svolgendo, il proprio grado di sensibilità e, soprattutto, il livello di stanchezza accumulato.
Una situazione lavorativa tipica in cui possono manifestarsi situazioni di forte stress per l’esposizione prolungata al rumore sono i cosiddetti open-space dove è stato dimostrato che il livello di produttività è molto più basso rispetto a contesti più isolati e tranquilli. È sufficiente osservare gli altri colleghi, sentire i rumori dei vari computer, delle stampanti, dei telefoni che squillano per entrare in uno stato di forte stress.

Inoltre, la nostra salute risente in modo particolarmente marcato dei rumori dei rumori improvvisi e acuti che attivano il nostro istinto animale detto “combatti o scappa” provocando adrenalina e cortisolo, ormoni responsabili dell’aumento del battito cardiaco e della pressione sanguigna.
Una categoria di lavoratori particolarmente esposta ai rumori sono gli operatori dei call-center. Tra loro si registrano numerosissimi casi di shock acustico che deriva da un aumento improvviso dei rumori ad alta frequenza trasmessi attraverso le cuffie. Tali rumori oltre a procurare un forte stress possono provocare dolore e danneggiare l’orecchio.

Strategie d’intervento
Adottare particolari accorgimenti per limitare i rumori e non creare danni ai lavoratori vanno presi soprattutto nei casi di donne in gravidanza. Se già normalmente l’esposizione al rumore è estremamente dannosa per l’organismo, a maggior ragione lo è per il feto che può esserne seriamente danneggiato.
La direttiva dell’Unione europea 10/2003 ha fissato un valore limite per otto ore al giorno di 87dB(A), decibel percepibili dall’orecchio umano.
In generale i programmi delle istituzioni europee e internazionali prevedono di eliminare la fonte di rumore dove possibile indicando al datore di lavoro l’acquisto di macchine poco rumorose e la sorveglianza dei macchinari più rumorosi ammortizzando il rumore con molle metalliche o ad aria inserendo anche dei silenziatori nei condotti di scarico.

Benessere termico
Ogni ambiente di lavoro dovrebbe assicurare il cosiddetto benessere termoigrometrico ottimale, ovvero una condizione mentale in cui la maggior parte di persone sia soddisfatta dell’ambiente termico circostante.
Tralasciando i fattori soggettivi legati all’abbigliamento, il metabolismo eccetera esistono i cosiddetti fattori oggettivi, ovvero quelli che influiscono sull’equilibrio termico del corpo umano: tipo di lavoro svolto, il calore che si irradia dalle superfici che delimitano l’ambiente, temperatura dell’aria, umidità relativa e velocità dell’aria.
Una buona temperatura dell’aria dovrebbe essere sia d’estate sia d’inverno tra i 20 e i 22 gradi.
Attenzione quindi all’uso dei condizionatori in estate: guai alle temperature glaciali che favoriscono raffreddori, tracheiti, cervicali e solori reumatici. Tra l’interno e l’esterno non dovrebbero esserci più di 6-7 gradi di escursione.

LA SICUREZZA SUL LAVORO
La legge 123 entrata in vigore il 3 agosto 2007 dall’allora ministro del Lavoro Cesare Damiano e dal titolare della Sanità Livia Turco, inasprisce, dal punto di vista sanzionatorio, le pene per i datori di lavoro negligenti e dichiara guerra al lavoro irregolare e sommerso quasi sempre causa principe di infortuni mortali. Si parla infatti di 1.340 decessi nel 2006 con un incremento rispetto all’anno precedente del 2,2 per cento.

Come per l’ambiente domestico anche nell’ufficio in cui si lavora devono essere rispettate delle norme generali di salubrità, ovvero sono da tenere presenti degli aspetti legati alla distribuzione degli spazi, alla loro grandezza (la superficie non deve essere inferiore a 2 m2 per lavoratore), l’altezza non deve essere inferiore a 3 metri e la cubatura non inferiore a 10 m3 per persona.
Si parla poi anche della qualità dell’aria indoor che va tenuta sotto controllo e migliorata limitando le sorgenti inquinanti anche grazie a un’adeguata ventilaziolazione degli ambienti.
Esistono poi delle regole precise di sicurezza: la disposizione di vie di fuga e la formazione dei lavoratori in merito al primo soccorso e l’uso di tutta una serie di misure da attuare in caso di incendi (pompe idriche, estintori eccetera).

SALUTE E LAVORO


PROMOZIONE LONG STAY
7 pernottamenti al prezzo di 6. Colazione a buffet, dinner a la carte, piscina termale e bagni di vapore in grotta inclusi.Offerta con disponibilità limitata.
Grotta Giusti Natural Spa Resort  
Monsummano Terme (PT)
Toscana - Italy

Vedi
 

chi siamo | scrivici



Copyright © 1999-2009 A.E.C. srl
[L'editore] [Pubblicità] [Shopping on-line] [Corsi]