La scoliosi è un’alterazione nell’assetto della spina dorsale, che consiste in
una curvatura laterale più o meno accentuata (oltre i 10 gradi). Generalmente
la curva più evidente viene localizzata all’altezza delle spalle (toracica) o
dei reni (lombare) o in una posizione intermedia (tra il torace e i lombi). La
sua origine è rimasta per molto tempo sconosciuta: per questo motivo, infatti,
in molti testi di medicina si trova la denominazione di “scoliosi idiomatica”
(deformazione di origine sconosciuta). Ecco perché molti studiosi hanno cercato
di risalire alle sue origini per poter sviluppare trattamenti ad hoc e cure mirate, ma attualmente i risultati delle ricerche hanno dato esiti poco
incoraggianti. Di fatto le cause scatenanti di questa alterazione non sono ancora
note. Sono noti invece i dati aggiornati di coloro i quali ne sono “afflitti”:
il 7% degli scolari in totale, di cui il 3% sono maschi e il 4% femmine. Le persone
che ne soffrono sono facilmente riconoscibili, poiché osservando una persona in
piedi frontalmente, la spina dorsale non forma una linea retta ma si presenta
incurvata lateralmente una o più volte (andamento a C o a S). Nella maggior parte
dei casi, la scoliosi insorge nell’infanzia mentre negli altri casi è dovuta a
processi degenerativi che interessano le vertebre. Esistono poi due forme diverse
di questa condizione: la prima consiste in una forma leggera quasi asintomatica
e, se trattata precocemente, guarisce del tutto; la seconda si presenta in una
forma grave che comporta lesioni delle articolazioni vertebrali, interessa spesso
anche la funzionalità degli organi contenuti nella gabbia toracica, difficilmente
i sintomi regrediscono, nonostante le terapie.
Si sente parlare spesso di scoliosi strutturali e funzionali. Qual è la differenza?
Le scoliosi strutturali si sviluppano in seguito alle deformazione ossee, cioè
quando una o più vertebre non crescono in modo normale. Una vertebra per esempio,
invece di presentare la “classica” forma a cilindro, può formarsi in modo cuneiforme
e così provocare una scoliosi. Ma anche le malformazioni delle articolazioni vertebrali
causate da rachitismo o malattie dell’apparato nervoso, possono rappresentare
una delle cause dell’insorgenza di questa deformazione. Tuttavia il fattore più
importante però è la predisposizione genetica e queste sono le scoliosi idiopatiche vere. In questi casi diventa difficile intervenire e correggere una colonna vertebrale
che si presenta “storta” e aggravata dalla postura dell’individuo, che ha bisogno
di adattarsi a questa condizione e spesso assume posizioni “viziate” che peggiorano
la situazione. Solamente le sbarre metalliche sono in grado di garantire un raddrizzamento
permanente con l’inevitabile conseguenza che viene persa ogni mobilità e si crea
una sofferenza muscolare, Le scoliosi funzionali, invece, non presentano significative alterazioni morfologiche della colonna,
ma si formano in seguito a condizioni e malfunzioni di portamento e di movimento
del corpo umano. Si tratta quindi di conseguenze e difetti neuromuscolari, che
si verificano nell'età in cui il bambino impara a camminare.
Quali sono le cause dell’insorgenza della malattia?
La scoliosi può avere origine da un vizio di “postura”, causato da atteggiamenti
cosiddetti di compensazione (la diversa lunghezza delle gambe può essere uno dei
motivi) e in questo caso, come detto sopra, non sono presenti particolari sintomi;
più spesso ha una base organica, le cui cause possono essere di diversa natura:
malformazioni presenti alla nascita (congenite), malattie muscolari, delle ossa
o delle articolazioni, malformazioni congenite e malattie ereditarie, ma anche
l’artrosi della colonna vertebrale e alcuni tumori.
Quali sono i sintomi da tenere sotto controllo?
Per quanto riguarda i sintomi, occorre prestare particolare attenzione, poiché
questi non sono facilmente individuabili; il primo sintomo riscontrabile in un
individuo è l’asimmetria delle spalle ma anche la sporgenza delle scapole, il
bacino inclinato da un lato e il peso del corpo adagiato da una parte. Nei casi
più gravi è presente anche un affaticamento della schiena in posizione eretta
o dopo alcune ore seduti. In presenza di questi sintomi sarà bene rivolgersi subito
ad uno specialista che dovrà essere in grado di fare una diagnosi tempestiva e
corretta per decidere il trattamento più adeguato al quale sottoporre il paziente.
Esiste un modo per curare la scoliosi?
Sicuramente la prima cosa che un medico suggerirà al paziente che soffre di scoliosi
è una costante attività motoria per poter riequilibrare la colonna vertebrale.
Se lo stato di deformazione della colonna è lieve, sarà sufficiente dedicarsi
alla ginnastica medica, più propriamente detta correttiva, che va in ogni caso
“modulata” su ogni singolo paziente. È un tipo di ginnastica che può essere eseguita
in gruppo (con particolari attrezzi) e anche in casa da soli, purché venga saltuariamente
controllata da uno specialista. In caso di scoliosi, se la curva presenta un ridotto
rischio di peggioramento è utile la cinesiterapia (denominata anche ginnastica
medica o, più comunemente, "correttiva") che deve essere individualizzata per
ogni singolo paziente. Questo tipo di attività, a medio lungo termine, permette
di "correggere" o ridurre gli eventuali “vizi di postura”. Ma, se nonostante la
ginnastica la scoliosi non migliora, occorrerà allora indossare un corsetto: quello
maggiormente utilizzato è il tipo “ascellare”; raramente si ricorre a quello alto,
con il collare. Tuttavia la migliore correzione oggi, viene riscontrata indossando
il corsetto “fisso”, quello che non si toglie mai, per un certo periodo da stabilire
con lo specialista. Se la scoliosi non viene curata adeguatamente, facilmente
evolve in senso negativo, fino a superare i 40 -60 gradi e a quel punto, l’unico
rimedio è l’intervento chirurgico.
Sport e scoliosi vanno d’accordo?
Coloro i quali sono affetti da scoliosi, dovrebbero in linea generale evitare
di praticare sport a livello agonistico e dedicarsi ad attività sportive che esaltano
la flessibilità, quali la ginnastica artistica e ritmica, la danza classica e
il nuoto. Questa disciplina sportiva merita un discorso a parte perché, per molti
anni i bambini sono stati iscritti ai corsi di nuoto dai loro genitori ai quali
questo sembrava essere l’unico rimedio per “raddrizzare” la schiena. Ma non è
così: si tratta di una falsa credenza perché “questa pratica”, esercitata per
lungo tempo, rende la colonna vertebrale addirittura più mobile e deformabile
ma non solo: nelle scoliosi che presentano deformazioni toraciche importanti,
il nuoto potrebbe risultare ancora più dannoso a causa delle respirazioni forzate
e dalla pressione che l'acqua esercita sulla cassa toracica.
Quali sono allora gli sport da prediligere e quali quelli da evitare?
Si a pallavolo, pallacanestro e calcio; no a nuoto (in caso di ipercifosi), danza
(scoliosi), ginnastica ritmica ( iperlordosi), ciclismo e calcio.
Gli zainetti che gli scolari portano sulle spalle, rappresentano una causa di
rischio di scoliosi?
Anche qui viene sfatato un altro vecchio mito: gli zainetti che i bambini e i
ragazzi utilizzano per la scuola o in altre occasioni, non possono essere considerati
un fattore di rischio: la scoliosi ha un’origine genetica e se deve arrivare,
arriva. Occorre piuttosto curare eventualmente la postura non corretta con un’attività
sportiva medica, mirata al problema. Per la scoliosi idiopatica, l’unica vera
prevenzione è la diagnosi precoce che deve essere fatta dai medici scolastici
o di base attraverso screening mirati: in caso di sospetti, i pazienti vanno indirizzati
dagli stessi, agli ortopedici e agli specialisti i quali valuteranno le modalità
di intervento più adeguate per combattere questa patologia.
Ha collaborato: il Prof. Dott. Pier Paolo Mura, Dottore in Medicina e Chirurgia,
Specializzato in Ortopedia e Traumatologia e Radiologia Diagnostica, Professore
a contratto di Malattie dell'Apparato Locomotore Università La Sapienza di Roma,
Direttore Dipartimento di Ortopedia e U.O.C. di Chirurgia Vertebrale e Centro
Scoliosi (Cagliari).
Per saperne di più, leggi anche La scoliosi
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