LA SINDROME DI TAKO-TSUBO, UNA NUOVA ENTITÀ CLINICA CHE SIMULA L’INFARTO
SINDROME TAKO-TSUBO |
A cura del Dott. Vincenzo Trani | Definizione
La Sindrome di (dello) Tako-Tsubo è nota anche con il nome di “Broken Heart” Syndrome (letteralmente “cuore rotto”).
È stata identificata agli inizi degli anni ’90 come una nuova entità clinica,
una cardiomiopatia con quadro di esordio tipico di quello di un Infarto Miocardico (IMA) o di una sindrome coronaria acuta, in considerazione delle tipiche alterazioni
elettrocardiografiche e della sintomatologia d’esordio oltre che delle alterazioni
biochimiche rilevate.
Tale patologia sembra correlata a stress psichici intensi (forti emozioni, paura, panico, spaventi, lutti), con una prevalenza
nel sesso femminile (post menopausa).
Elementi diagnostici
L’elettrocardiogramma può mostrare un’onda di lesione (Sopraslivellamento del tratto ST) tipica dell’Infarto Miocardico acuto o presenza di T negative (espressione
di sofferenza ischemica miocardica).

Dal punto di vista biochimico vi è un incremento degli indici di citomionecrosi (di danno miocardico), anche essi tipici in un IMA, con un innalzamento delle
note “troponina”, “mioglobina” e “CK massa”, per l’appunto markers, espressione
di danno miocardico acuto.
Gli esami strumentali (Ecocolordoppler Cardiaco ) evidenziano una estesa acinesia (assenza di movimento, di contrattilità) a
livello delle porzioni medio/apicali del cuore (ventricolo sinistro).
La diagnostica invasiva (Coronarografia ) non mostra lesioni coronariche significative acute o croniche (anche esse
patognomoniche, al contrario, di un Infarto Miocardico, l’occlusione di uno o
più vasi ).
Il nome deriva dal fatto che la forma che il ventricolo sinistro assume all’esame
Ecocardiografico e Coronarografico - l’estremità arrotondata e il collo sottile
al termine dalla fase sistolica (contrazione) - ricorda quella della trappola per polpi , lo “tako-tsubo ” usata in Giappone, dove la sindrome è stata inizialmente descritta agli inizi
degli anni ’90.
La diagnosi della Sindrome di Tako-Tsubo può essere effettuata solo dopo aver
escluso:
- IMA con coronaropatia sottostante
- Sindrome Coronarica Acuta
- Miocardite, pericardite, dissezione aortica.
L’aspetto, la forma che il ventricolo assumono (tako-tsubo shape ) è dovuta ad un “completo esaurimento dell’attività muscolare cardiaca (myocardial stunning ) una sorta di “stordimento” o paralisi, delle porzioni medie ed apicali del
cuore.
Naturalmente l’aspetto più interessante è rappresentato dal fatto che si manifesti
in individui che non presentano significative stenosi a livello dell’albero coronarico.
Uno studio francese del gennaio 2006, ha evidenziato come i casi studiati dal
2001 riguardano quasi esclusivamente donne sessantenni, in post-menopausa, con
problemi di depressione o ansia (il 50% delle pazienti del campione francese fa
uso di ansiolitici).
Il rischio di questa malattia è rappresentato anche dalle eventuali ricadute,
soprattutto nei casi associati a depressione o ansia.
Fattori predisponenti
I “trigger” postulati come i responsabili dell’“apical ballooning” (aspetto a
palla) includono pertanto stress emozionali ed esacerbazione di disordini sistemici
preesistenti (accidenti cerebrovascolari, addome acuto, di stress respiratori)
e le donne, come accennato, sono colpite da 6 a 12 volte più degli uomini. La
mortalità ospedaliera è meno dell’1%, e solitamente il ventricolo recupera la
sua piena funzionalità entro 2-4 settimane. La recidiva a 2 anni è inferiore al
3%.
The "tako-tsubo " syndrome rappresenta l’1% degli ingressi per sospetto IMA in Giappone nel corso dell’ultima decade.
Il “marchio di garanzia” di tale patologia è la sua estrema e rapida risoluzione
dopo che all’esordio si manifesta con una importante disfunzione ventricolare
sinistra.
Le alterazioni ECG mostrano dunque un sopraslivellamento del tratto ST o anche
T negative in sede antero/laterale.
Eziopatogenesi
Per quanto detto sopra, nella genesi di tale entità clinica, sembra che il vasospasmo
coronarico possa giocare un ruolo importante, almeno in alcuni casi. Cosi come
è possibile che si instauri uno spasmo, interessante più di una coronaria.
O ancora un eccessivo incremento dell’attività “simpatica” (produzione di adrenalina e noradrenalina ) che potrebbe ingenerare dolore toracico, stordimento miocardico, con insufficienza
cardiaca fino a quadri di edema polmonare o addirittura shock cardiogeno.
D’altro canto elementi anatomici e fisiologici potrebbero a loro volta favorire
l’instaurarsi di tale patologia ed in tal caso una terapia a base di farmaci beta
bloccanti (antiadrenergici ) e antagonisti neurormonali potrebbe essere necessaria per prevenire le recidive.
Conclusioni
Da quanto finora detto, l’elemento più importante per il medico è la corretta
diagnosi, al fine di evitare l’uso di terapie improprie (in caso di erronea diagnosi
di Infarto) che potrebbero risultare molto dannose (uso di trombolitici).
Anche perchè se da una parte la Sindrome di Tako-Tsubo, come già detto, nel giro
di poche settimane tende a regredire completamente, dall’altra al suo manifestarsi
va trattata con le dovute cautele, dal momento che pur non trattandosi di un evento
che mette solitamente il paziente in pericolo di vita (come al contrario fa un
IMA non trattato a dovere), genera comunque una disfunzione ventricolare sinistra
più o meno importante e transitoria che andrà comunque affrontata con terapie
opportune, al fine di evitare complicanze e soprattutto per accelerare e condurre
ad una completa guarigione.
Altro elemento importante è quello di identificare i pazienti più a rischio (donne,
in post menopausa, con fenotipo ansioso): sarà dunque compito del medico, dello
specialista, quello di considerare anche questo fattore, ricordando comunque che
tale patologia rappresenta “solo” l’ 1% di tutti i casi di sospetta IMA.
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