AUTOIMMUNITA'
AUTOIMMUNITA' |
A cura della Dott.sa Anna Favre | L'autoimmunità è un errore che l'organismo fa nel riconoscere come estranee delle
cellule che invece sono sue. La conseguenza è la produzione di auto-anticorpi
con danni ai tessuti e agli organi. Ogni cellula del nostro corpo può essere aggredita
da auto-anticorpi; i diversi nomi delle malattie autoimmunitarie dipendono da
quale organo o tessuto sia stato colpito. Per esempio l'artrite reumatoide, il
Lupus, la sclerosi multipla, il diabete, sono tutte malattie autoimmuni.
Cenni di immunologia
Il sistema immunitario non è localizzato in una sede anatomica ben definita,
ma è distribuito in tutto il corpo. Esso è costituito da cellule immunocompetenti
sparse, circolanti ed organizzate in organi linfoidi primari e secondari.
Le cellule immunitarie sono prodotte, assieme ai globuli rossi, dal midollo osseo
rosso delle epifisi delle ossa lunghe e di alcune ossa piatte e brevi. (Fig.1) |
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Fig. 1 - Midollo osseo rosso emopoietico nello scheletro adulto.
Le zone in rosso indicano dove si producono i globuli rossi e i globuli bianchi. | |
Gli elementi cellulari del sistema immunitario sono i linfociti , distinti in varie sottopopolazioni linfocitarie: i più importanti sono i linfociti T e B ed i linfociti Natural Killer (NK), i macrofagi (che derivano dai monociti ematici circolanti che generano la grande famiglia
di cellule che "presentano l'antigene" ovvero le Antigen Presenting Cell "APC").
Altre cellule immunocompetenti circolanti nel sangue sono i granulociti neutrofili , granulociti eosinofili e granulociti basofili . (Fig.2)
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| Fig. 2 - Striscio di sangue. Colorazione May-Grundwald Giemsa. Ingrandimento 400X.
Si vedono in mezzo ai globuli rossi tre globuli bianchi: a sinistra in alto un
granulocita neutrofilo, in basso un monocita, a destra un linfocita. |
Organi immunitari primari e secondari
Il midollo osseo, quindi, è la sede dove nascono tutte le cellule immunocompetenti;
esso è organo linfoide primario e contiene le cellule staminali, cioè progenitrici.
L'altro organo linfoide primario è il timo (Fig.3) che si trova nel torace, tra
i due polmoni, dietro lo sterno e davanti al cuore. Quest'organo è fondamentale
per lo sviluppo di tutto il sistema immunitario ed è alla base del meccanismo
della tolleranza immunologica, in altre parole il meccanismo che si guasta nell'autoimmunità.
Esso è molto sviluppato nel bambino ma va in involuzione alla pubertà e nell'adulto
rimane solo in piccoli ammassi dispersi nel grasso. I linfociti che sono maturati
in questa sede prenderanno il nome di linfociti "T" dal termine timo. Gli altri
linfociti, i "B", devono questo nome al termine inglese "bone" ovvero osso.
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| Fig. 3 - Configurazione esterna e rapporti del timo. Demolita la parete anteriore del
torace e sollevati i polmoni, si mettono allo scoperto i lobi timici, che si pongono
posteriormente in rapporto con i grossi vasi della base del cuore. |
Gli organi linfoidi secondari sono: la milza, le tonsille palatine, la tonsilla
linguale e faringea, l'appendice ciecale, le placche del Peyer (aggregati linfoidi
nello spessore della parete dell'intestino tenue) e i linfonodi di tutto il corpo.
Questi organi sono come spugne, ed ospitano i linfociti che incessantemente circolano
da una parte all'altra del corpo per via ematica e linfatica alla ricerca di sostanze
estranee. (Fig.4)
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Fig. 4 - Organi linfoidi primari e secondari |
Gli anticorpi
Le molecole anticorpali, suddivise i 5 tipi per la loro forma, sono dette anche
immunoglobuline Ig G, Ig M, Ig A, Ig E, Ig D e sono prodotti dai linfociti B.
(Fig.5) Legandosi all'ospite indesiderato (l'antigene) ne determinano l'identificazione
e la distruzione con l'aiuto di altri elementi immunitari.
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Fig. 5 - |
L'antigene
Il nostro corpo, grazie al sistema immunitario, riconosce come estranea qualsiasi
molecola, con una dimensione superiore ad un esasaccaride, non prodotta dall'organismo
stesso e che abbia superato le barriere biologiche e sia "entrata" all'interno
dei tessuti o della circolazione.
Si definisce antigene qualsiasi sostanza o elemento biologico (battero, virus, muffa, protozoo ecc.)
che entri nell'organismo e sia riconosciuto come "Not Self" (vale a dire non uguale
a se) e che determini l'attivazione di una risposta immunitarie per distruggerlo
ed eliminarlo.
Il meccanismo della risposta immunitaria utilizza sia l'azione di cellule direttamente
sull'antigene, sia la produzione di antocorpi specifici che si legano ai vari
siti antigenici dell'intruso.
Il sistema immunitario riconosce come "Not Self", anche i tumori, che nel soggetto
sano sono distrutti prima che possano svilupparsi.
Cosa succede quando avviene una reazione autoimmune?
Nel diabete (di tipo 1, o giovanile) improvvisamente i linfociti B si mettono
a produrre anticorpi anti cellule beta delle isole di Langherans del pancreas,
che sono le cellule che producono l'insulina, uccidendole e rendendo il soggetto
intollerante allo zucchero. Nella sclerosi multipla si sviluppano auto-anticorpi
contro la mielina, una molecola grassa e bianca che riveste le fibre nervose,
interrompendo la trasmissione elettrica degli impulsi motori. Nelle tiroiditi
autoimmuni il soggetto produce anticorpi contro molecole della tiroide distruggendola
o peggio, anticorpi che si "mascherano" da ormoni e la fanno lavorare tanto fino
a farla impazzire.
L'artite reumatoide e le malattie degenerative delle cartilagini articolari come
l'artrosi sono anch'esse dovute essenzialmente ad auto-anticorpi anti cartilagine
sintetizzati per errore.
Di tutte le malattie autoimmuni la più complessa è sicuramente il Lupus Eritematoso
Sistemico (LES). Il termine sistemico indica che colpisce appunto tutti i sistemi
o apparati. In questa malattia si ha una produzione di una grande varietà di auto-anticorpi
specifici per componenti cellulari come la membrana citoplasmatica, il nucleo,
il nucleolo e i mitocondri. Questi organuli sono presenti in tutte le cellule
e quindi in questa patologia si verifica una totale autoaggressione di tutti i
tessuti dell'organismo, spesso in forma lieve, ma a volte, nelle forme più gravi,
se non trattata farmacologicamente, letale.
Praticamente ogni organo ed ogni cellula del nostro corpo possono essere aggrediti
da autoanticorpi.
Ma come fa il nostro sistema immunitario a distinguere tra molecole nostre (Self)
e molecole estranee (Not Self)?
Tutto si organizza durante le vita embrionale e fetale, in una fase in cui i
nuovi linfociti perlustrano il corpo ed imparano a conoscerlo. Il midollo osseo
produce moltissimi linfociti, tutti diversi (ogni linfocita produce un solo tipo
di anticorpo) e questi passando attraverso il timo, maturano e si attivano. Quelli
che hanno reagito con parti del feto e produrrebbero anticorpi autoreattivi sono
riconosciuti ed uccisi immediatamente nel timo. Quest'organo, però, è soggetto
ad involuzione dopo la pubertà, e con l'andare del tempo possono nascere linfociti
autoreattivi che non sono più bloccati e pericolosi per il soggetto. Questo è
uno dei motivi per il quale, con l'avanzare degli anni, le malattie autoimmuni
aumentano ad esempio l'artrosi e l'artrite reumatoide.
Ci sono parti del corpo che i linfociti non possono perlustrare durante la vita
fetale come l'interno del globo oculare. I linfociti quindi non conoscono l'occhio
nel suo interno. Nella vita adulta, in caso di lesione del bulbo, se il sangue
viene a contatto con il contenuto dell'occhio, l'organismo riconoscendolo come
Not Self, produrrà anticorpi anti "occhio" che tra l'altro andranno a danneggiare
anche l'occhio sano.
Nei soggetti normali sono stati ritrovati comunque autoanticorpi prodotti da
linfociti autoreattivi, ma questi vengono tenuti sotto controllo da lifociti T
suppressor o comunque non si sviluppano in modo eccessivo e non dando origine
a malattie autoimmuni. Tuttavia, recentemente, si è ipotizzato che patologie come
l'infarto, l'ictus, certe forme di demenza e arteriosclerosi, la depressione e
molte altre avrebbero come causa o concausa un'aggressione anticorpale dei tessuti.
Anche il fenomeno dell'invecchiamento, nel suo insieme, potrebbe dipendere da
un invecchiamento del sistema immunitario e dei meccanismi di tolleranza immunologici.
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