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MAL DI SCHIENA

    MAL DI SCHIENA

A cura di Ugo Perugini

Sono molte le persone che soffrono di mal di schiena. In Italia si parla di oltre 15 milioni di individui. Secondo recenti rilevazioni statistiche, il mal di schiena risulta la prima causa di assenteismo e la seconda di invalidità permanente. Anche se pare che solo il 50% di chi lamenta questo disturbo si rivolge a un medico.

Mal di schiena come sintomo di malattie delle ossa

E’ meglio dire subito che è raro che il dolore alla schiena sia dovuto a lesioni o malattie gravi delle ossa. In ogni caso, segnaliamo alcune patologie:

  • Artrosi
    Con questo termine si intende una sofferenza articolare di tipo evolutivo (che tende a peggiorare) caratterizzato dall’usura delle cartilagini delle articolazioni che porta a una modifica delle strutture che la compongono (tessuto osseo, capsula, muscolo). Attraverso questo processo infiammatorio lo spazio tra un corpo osseo e l’altro si assottiglia, la capsula articolare diventa rigida e si altera l’equilibrio esistente tra le cellule che rimodellano e riparano l’osso, provocando la contrazione dei muscoli attorno all’apparato e la perdita di funzionalità. La sua frequenza aumenta con l’avanzare dell’età (in genere oltre i 65-70 anni). Le lesioni alla colonna vertebrale, secondo alcuni ricercatori, inizierebbero a partire dalla terza decade di vita anche se è difficile individuarle a causa del loro esordio insidioso. Il dolore artrosico solitamente è assente durante il riposo e ricompare la mattina quando ci si rimette in movimento, anche se può scomparire dopo che ci si è “scaldati”. Può accentuarsi in conseguenza di cambiamenti climatici, umidità, vento e passando da ambienti caldi a freddi.
  • Scoliosi
    Si tratta di una curva laterale della colonna vertebrale, associata il più delle volte a una rotazione e a una torsione delle vertebre. Può essere congenita o posturale, ma la forma più frequente è quella definita idiomatica, cioè di cui non si conosce la causa. In questo caso, i muscoli della schiena subiscono un sovraccarico di lavoro che a lungo andare causa disturbi dolorosi.
  • Spondilite anchilosante
    E' una forma di artrite reumatoide che colpisce la colonna vertebrale, soprattutto le articolazioni intervertebrali e costovertebrali. E’ più frequente negli uomini in giovane età e si manifesta con una notevole rigidità al mattino. Il dolore si può spostare da un lato all’altro della schiena o allo sterno, provocando difficoltà respiratorie, durante l’estensione del torace.
  • Fratture osteoporotiche
    Si tratta di un vero e proprio schiacciamento delle vertebre causato da un processo di decalcificazione dell’osso. E’ frequente nelle donne in menopausa.
  • Stenosi spinale
    E' un disturbo tipico della terza età – anche se si conosce una forma congenita – ed è dovuta alla degenerazione dell’osso. In altri termini, si assiste a un restringimento del canale centrale della colonna o dei forami laterali – strutture entro le quali, come abbiamo visto, passano i nervi. I dolori si avvertono soprattutto quando la persona è seduta.
  • Dismetrie degli arti inferiori
    Per ragioni non ancora ben chiarite un arto può svilupparsi in lunghezza meno dell’altro. La differenza sotto i tre millimetri è considerata fisiologica; se si supera tale soglia si possono creare problemi di compensazione a livello della schiena, sottoposta a sforzi supplementari, che a lungo andare provocano problemi cronici e dolori non risolvibili con semplici solette interne alle scarpe.
  • Tumori ossei, che sono metastasi provenienti da tumori sviluppatisi in altri organi, come la prostata, la mammella, ecc.

Mal di schiena come sintomo di altri disturbi o traumi

Anche altri disturbi, come le calcolosi e il reflusso gastroesofageo, partendo dagli organi coinvolti e irradiandosi alla schiena, possono dare l’illusione che si abbia a che fare con un problema alla colonna vertebrale. Da non sottovalutare le malocclusioni dentali. Quando si ha un dolore alle articolazioni della bocca, ci si accorge di masticare male – ad esempio, solo da una parte – o si avvertono “rumori” mandibolari, è opportuno ricorrere a una visita odontoiatrica perché tali problemi, ove non risolti, possono ripercuotersi sulla colonna vertebrale, determinando squilibri muscolari e, quindi, dolori. Nel caso di cadute o quando si subiscono i cosiddetti “colpi di frusta” a seguito di incidenti automobilistici, la muscolatura vertebrale si irrigidisce per meglio proteggere il tratto di colonna che ha subito l’insulto. Questa contrattura muscolare può durare a lungo o trasformarsi in dolore cronico se il trauma non è stato curato adeguatamente. Va considerato, inoltre, che il dolore può essere sia localizzato nella zona interessata dal trauma che in altre zone lontane da quella colpita.

Mal di schiena come disturbo a sé

Il mal di schiena, per il quale il medico non abbia riscontrato altre cause, può essere ricondotto a tre ambiti:

  1. Meccanico/funzionale.
    In questo caso, ci si riferisce soprattutto alla discopatia, che è un prolasso o un’ernia di un disco intervertebrale. I dischi, formati da un “cercine” esterno duro che racchiude un cuscinetto fibroso, di consistenza acquosa-gelatinosa, sono inseriti tra una vertebra e l’altra. Il loro nucleo centrale – per vari motivi, ad esempio, traumi – può schiacciarsi. Quando il disco è compresso tende a uscire dalla propria sede, riducendo il “gioco” tra una vertebra e l’altra e sollecitando in modo anormale altre strutture e, specialmente, i nervi. L’ernia viene definita “contenuta” se presenta solo un iniziale cedimento dei legamenti, “protrusa” quando, pur avendo danneggiato i legamenti, il disco non è uscito dalla sua sede. “Espulsa”, quando il disco non si trova più tra le due vertebre. L’ernia discale è più frequente a livello lombare e causa l’irritazione dei nervi che fuoriescono in quella zona come quello sciatico che colpisce le gambe. I soggetti più esposti sono persone di sesso maschile d’età compresa tra i 35 e i 50 anni.
  2. Posturale.
    Si tratta di comportamenti o di posizioni non corrette, spesso causate da sedie, poltrone, letti troppo morbidi, abitudini sbagliate, come restare troppo tempo nella stessa postura (seduti o in posizione eretta), o condizionate dalla propria attività di lavoro, o movimenti scorretti, ad esempio sollevare pesi in modo sbagliato, ecc.
  3. Psicologico.
    La schiena è una delle parti del corpo più interessate da disturbi algici (dolori), associati sia a fattori psicologici che a condizioni fisiche. Se il disturbo fisico è assente, la diagnosi del dolore deve essere associata ad agenti stressanti di tipo psico-sociale. A volte, tale diagnosi è convalidata dalla conferma in senso figurato dei sintomi (detti “di conversione”) da parte dei pazienti (“Mi sento come se mi avessero pugnalato alla schiena”, “Soffro come se portassi addosso un peso insopportabile”). Questi pazienti, però, in genere sono riluttanti ad associare il proprio problema a tali motivi e, spesso, rifiutano qualsiasi forma di psicoterapia. Si fanno visitare da molti medici e continuano a richiedere un trattamento fisico, manifestando bisogno di dipendenza e cure continuative, anche se il disturbo ha un’altra natura.

Durata e localizzazione del dolore

Mal di schiena acuto
È il tipo di disturbo che dura al massimo 4-6 settimane. Il 70 % dei pazienti entro due settimane supera il dolore. Un attacco di mal di schiena acuto non necessita di particolari indagini da parte del medico, a meno che non vi sia una o più delle seguenti variabili che possono far propendere il medico verso la richiesta di ulteriori accertamenti:

  • età superiore ai 50 anni
  • presenza di dolore anche a riposo
  • precedenti tumori
  • febbre alta, superiore ai 38° per oltre due giorni (sospetta infezione)
  • deficit neuromotori (impossibilità a camminare, compiere movimenti o insensibilità)
  • cadute o altri traumi
  • abuso d’alcool o droga
  • sospetta spondilite anchilosante

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Mal di schiena cronico
In questo caso, il disturbo può protrarsi oltre le 6 settimane. Il medico, allora, può ricorrere a indagini più sofisticate come la radiografia della colonna in ortostasi (in piedi) per verificare la curva della spina dorsale; la TAC (tomografia assiale computerizzata) che fotografa anche i più millimetrici spostamenti delle vertebre; la risonanza magnetica nucleare, ancor più precisa della TAC e meno dannosa, anche se decisamente più costosa; l’elettromiografia, che attraverso elettrodi ad ago inseriti nella pelle delle mani e dei piedi, consente di valutare la funzionalità e l’integrità dei nervi che escono dal midollo spinale. Potrebbero anche venire richiesti esami del sangue se si pensa di trovarsi di fronte a un processo infiammatorio grave come nel caso di spondilite anchilosante. Nel caso di disturbi posturali, evidentemente è necessario intervenire sullo stile di vita, sulle condizioni di lavoro, proponendo attività fisica mirata ed evitando abitudini eccessivamente sedentarie.

Localizzazione dei dolori

Dolore cervicale
La cervicalgia può essere improvvisa e violenta in una ristretta zona della nuca (torcicollo) tale da impedire la rotazione del capo verso destra e verso sinistra. Il malessere è accompagnato talora da nausea, vertigini, ronzii alle orecchie, agitazione o confusione mentale. La cervicalgia cronica, se non viene curata, può portare a forti mal di testa invalidanti. La cervicobrachialgia (o nevralgia cervico-brachiale) riguarda un dolore all’arto superiore che può arrivare fino alla mano e può essere localizzato a sinistra, a destra o avere valenza bilaterale. Uno dei sintomi dell’artrosi cervicale è quello di avvertire – muovendo la testa – “rumori” cervicali, come se all’interno vi fosse della sabbia che fa attrito.

Dolore dorsale
Riguarda una percentuale molto ridotta di mal di schiena. In genere, è in forma acuta e si irradia lungo le arcate costali, talora arrivando anche allo sterno. In questi casi può creare problemi alla respirazione.

Dolore lombare
La lombalgia è il mal di schiena più diffuso (quasi il 90% dei casi). Nella forma acuta si avverte quando si solleva un peso da terra. E’ il classico “colpo della strega”, che provoca la sensazione di strappo o bruciore tanto violento da impedire al soggetto di rimettersi diritto. In inglese, il dolore è definito in modo più appropriato “low back pain” (dolore alla parte bassa della colonna). Il dolore è “a sbarra”, cioè trasversale nella parte lombare con possibile irradiazione al nervo sciatico (lombosciatalgia). Nei casi cronici, la causa principale può essere la postura (ad esempio, stare troppo tempo in piedi nella stessa posizione, o seduti durante la guida in auto per lunghi percorsi).

Come curare il mal di schiena

Trovare l’esatta eziologia del disturbo non è facile in quanto l'individuazione delle cause può coinvolgere numerose discipline mediche e, quindi, diversi specialisti:

Fattore Specialista
Ossa Ortopedico
Nervi Neurologo
Muscoli Fisioterapista
Ernia del disco Chirurgo
Malocclusioni dentali Dentista
Stress Psichiatra o psicosomatista

  Può perciò risultare sconcertante per un paziente che si attende sempre provvedimenti specifici per ogni tipo di dolore identificato, scoprire che per il mal di schiena entrano in gioco numerosi fattori che spesso favoriscono diagnosi generiche o indicazioni di interventi poco incisive. D’altra parte, il mal di schiena è proprio il tipo di disturbo che deve spingere i medici ad abbandonare, ove possibile, scelte troppo specialistiche o settoriali, tentando – almeno in prima istanza e a seconda delle conclamate evidenze patologiche – di considerare il paziente come un individuo nella sua globalità, compiendo un necessario sforzo diagnostico di tipo “olistico”, senza fermarsi al male ma cercandone la sua vera eziologia, cioè l’origine.

Le terapie tradizionali

Farmacologia Contro il mal di schiena esistono numerosi farmaci, efficaci ma spesso tossici. Quindi, occorre che vengano prescritti sotto la supervisione del medico curante che ben conosce il paziente. Esistono anche farmaci antinfiammatori (paracetamolo, acido acetilsalicilico, indometacina, cortisonici) che possono avere però effetti collaterali a danno della mucosa dello stomaco. Si può, poi, ricorrere anche a farmaci “miorilassanti” che agiscono sulla muscolatura, ma possono indurre sonnolenza.
Mezzi tecnici Per combattere il mal di schiena si può far uso anche di apparecchi come il laser a raggi infrarossi, utile per i dolori vertebrali e le sciatalgie; la marconiterapia, efficace nelle forme artrosiche e nelle lombalgie; la radarterapia, che utilizza onde elettromagnetiche nei casi in cui il dolore sia causato dai muscoli; i TENS (transentaneous electrical nerve stimulation) apparecchi a corrente alternata da applicare localmente alle zone doloranti, le infiltrazioni con miscela di ossigeno e ozono per via intramuscolare o percutanea in sede intradorsale.
Attività riabilitative La fisioterapia e le tensioni vertebrali sono utili per l’ernia al disco e, naturalmente, controindicate in caso di fratture o di osteoporosi. Servono ad allungare i muscoli contratti diminuendo lo schiacciamento dei dischi sulle terminazioni nervose. Esistono anche numerose altre tecniche di movimento, allungamento e decontrazione muscolare (chinesiterapia, kabat, massaggio connettivale, ecc.)
Interventi chirurgici Per le ernie discali si ricorre sempre meno alla chirurgia. L’intervento, di solito, avviene quando ci si trova di fronte a un’ernia esclusa e si può procedere in diversi modi. Attraverso l’escissione (l’eliminazione diretta), la nucleolisi (lo scioglimento del disco) e la nucleoaspirazione, tecnica relativamente recente, meno invasiva ma che può applicarsi solo a determinati casi.

  Le terapie alternative

Agopuntura
Nella terapia contro il mal di schiena, l’agopuntura ha ottenuto notevoli successi che le sono stati riconosciuti anche dalla medicina ufficiale, la quale li ha attribuiti però all’effetto di particolari riflessi nervosi anziché alle teorie energetiche basate sui concetti yin e yang. L’agopuntura riserva una grande importanza alla conoscenza del corpo e dell’anima umani e ha come obiettivo principale la ricerca dell’armonia perduta. Tale medicina pone nella cura del mal di schiena particolare attenzione a situazioni climatiche, fattori psichici, errori nella dieta, ecc.
Chiropratica
E’ la scienza, o meglio, l’arte del massaggio, attraverso il quale, in base alle interazioni tra la struttura scheletrica e quella muscolare, è possibile stimolare la capacità di recupero del corpo. Tale disciplina cerca di individuare le sublussazioni, cioè certe piccolissime variazioni dei rapporti tra le vertebre e le risolve appunto attraverso adeguate manovre manipolative. L’intervento curativo non è finalizzato solo alla parte in cui il dolore è localizzato, ma cerca di individuare gli organi che non funzionano bene.
Medicina psicosomatica
Anche questo tipo di medicina considera l’essere umano come insieme indissolubile di mente e corpo e la malattia come “disagio esistenziale”. La schiena, secondo questa interpretazione è l’asse centrale che sorregge l’intero organismo e ad essa sono abbinati numerosi significati simbolici che, in caso di dolore, possono evidenziare una serie di conflitti emotivi somatizzati e non risolti. Il paziente perciò deve essere in grado di “mettere in discussione” le proprie scelte di vita ricorrendo all’aiuto di uno psicoterapeuta.
Medicina omeopatica
Secondo questa disciplina ogni essere umano è diverso dall’altro e la malattia non esiste come entità a sé stante ma è in rapporto diretto alla personalità, allo stile di vita, ai pensieri e alle emozioni della persona che ne soffre. I rimedi omeopatici devono servire a stimolare nel paziente i propri processi difensivi.

Qualche consiglio pratico

Nei casi non complicati – che in genere sono la maggioranza – quando si tratta di mal di schiena acuto, che non si irradia sotto il ginocchio, non sono necessarie indagini radiologiche né il ricorso a specialisti. Qui di seguito, forniamo alcuni consigli utili a chi soffre di questo disturbo.

  1. Evitare l’eccessivo riposo a letto
    Secondo la maggioranza dei chirurghi ortopedici stare troppo a riposo può essere controproducente. Si dice che per ogni settimana di riposo a letto ne occorrano almeno due di riabilitazione.
  2. Freddo, caldo o tutte e due le cose insieme
    Nel caso di mal di schiena in forma acuta si suggerisce indifferentemente il freddo o il caldo, o addirittura entrambe le soluzioni alternate. Il freddo, infatti, riduce il gonfiore e la tensione dei muscoli del dorso (una borsa del ghiaccio sul punto dolente). Il caldo, invece, aiuta a ridurre gli spasmi (un panno morbido inzuppato in acqua calda sulla parte dolente della schiena, con l’aiuto eventuale di un termoforo).
  3. Esercizi di stiramento
    Per interrompere lo spasmo si può ricorrere anche a movimenti di stiramento: per la zona lombare può essere consigliabile sollevare con molta lentezza le ginocchia dal letto, portandole verso il petto, premendo un po’ su di esse fino a che non si sente che i muscoli si tendono e ripetere una decina di volte l’esercizio.
  4. Dormire con il mal di schiena
    Quando si ha il mal di schiena anche dormire può essere un problema. Prima di tutto, è necessario che il letto non si infossi. Per evitare l’inconveniente va inserita un’asse sotto il materasso. Visto che non è possibile dormire a pancia in giù, la posizione migliore è quella definita “a esse pigra” con un cuscino sotto la testa e la nuca, con la schiena relativamente piatta sul letto e un altro cuscino sotto le ginocchia flesse. Tenendo le ginocchia diritte, infatti, i tendini si stirano e creano ulteriore tensione nella zona lombare. Altra posizione consigliabile è quella cosiddetta “fetale”, cioè dormire su un fianco mettendo tra le ginocchia un cuscino che impedisca alla gamba di sopra di scivolare in avanti e far ruotare l’anca, provocando tensione alla schiena.
  5. Rimedi antinfiammatori
    Per il mal di schiena con infiammazione intorno alla zona dolente può essere utile assumere l’aspirina o, se si preferisce un antinfiammatorio naturale come la corteccia di salice bianco, che è venduta in compresse nei negozi di erboristeria. Si tratta di un salicilato naturale che, preso dopo i pasti, raramente crea problemi allo stomaco e ha una sua indubbia efficacia. In ogni caso, i farmaci antidolorifici, se si decide di assumerne d’accordo col proprio medico generico, devono essere presi a intervalli regolari, non al bisogno.
  6. La panca per inversione gravitazionale
    Tra gli attrezzi utili a ridurre i dolori lombari non va dimenticata la panca per inversione gravitazionale: uno speciale strumento che, ribaltandosi all’indietro, permette di restare capovolti. L’inversione di gravità, effettuata per 5/10 minuti al giorno, può alleviare i dolori dorsali, distendere la colonna vertebrale e allentare la tensione dei muscoli responsabili del mal di schiena. E’ opportuno, però chiedere il preventivo parere del medico, soprattutto se le persone che intendono utilizzarla hanno problemi di ernia al disco o soffrono di glaucoma.
  7. Il Tai chi
    Per finire, citiamo l’antica disciplina del “Tai chi”, adatta a persone di ogni età, basata su movimenti lenti e fluidi che rappresenta un eccellente sistema di rilassamento e aiuta i muscoli della schiena, favorendo l’armonia interiore del corpo.

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