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Prevenzione:
MAMMOGRAFIA E PAP TEST: QUANDO FARLI E PERCHE'
A cura del Dott.sa Rossana Berardi |
MAMMOGRAFIA E PAP TEST
Nei Paesi industrializzati il carcinoma mammario è, per incidenza e mortalità, al primo posto tra i tumori maligni della popolazione
femminile. In Italia ogni anno il tumore del seno colpisce 31.000 donne e causa
circa 11.000 decessi, rappresentando, così, la prima causa di morte per tumore
nel sesso femminile. In generale è stato calcolato che una donna su 10 svilupperà
il cancro della mammella nel corso della sua vita.
Soprattutto in passato, il segno abituale di presentazione era costituito da
un nodulo o un ispessimento mammario palpabile e non dolente scoperto in genere
dalla paziente stessa. Tra gli altri segni si annoveravano l'irritazione della
pelle, l'alterazione, la retrazione, il dolore e la fragilità del capezzolo, la
presenza di secrezione.
Attualmente, col diffondersi dell'uso della mammografia, è sempre più frequente
il riscontro di anormalità mammografiche non palpabili.
Mammografia
La mammografia è un esame radiologico diretto della mammella che si esegue comprimendo
una mammella alla volta su un apposito sostegno ed eseguendo radiografie con riprese
dall'alto verso in basso ed obliquamente. Tale esame fornisce informazioni sulle
strutture delle ghiandole e sulle eventuali alterazioni della mammella consentendone
l'esplorazione in tutta la sua completezza. Il programma di screening prevede
che a tutte le donne di età compresa fra i 50 e i 70 anni debba essere offerta
una mammografia di screening ogni due anni perché è l'unica metodica che permette
al medico di diagnosticare neoplasie della mammella anche in fase molto precoce,
quando sono di dimensioni a volte di pochi millimetri, ancora non palpabili né
documentabili con altri esami medici. Inoltre l'esame ripetuto della mammografia
non è rischioso.
Il carcinoma della cervice uterina è uno dei tumori più comuni nel mondo e risulta particolarmente frequente nei
paesi in via di sviluppo, dove rappresenta la maggiore causa di morte nella donna
tra i 35 e i 45 anni. Una stima recente prevede nel mondo 440.000 nuovi casi ogni
anno, di cui l'80% nei paesi in via di sviluppo. Il tumore del collo dell'utero
è la quarta neoplasia per frequenza nella donna e rappresenta il 6% di tutte le
neoplasie femminili con circa 3700 nuovi casi in Italia per anno. La mortalità
per questa neoplasia in Italia è di 4 casi su 100.000 e si è ridotta di circa
un terzo rispetto agli anni '50, a seguito di una più precoce diagnosi dovuta
soprattutto ad una sempre maggiore sensibilizzazione delle donne mediante importanti
campagne di screening con il PAP test che consente una diagnosi precoce.
PAP test
Il PAP test consiste in un prelievo, mediante una spatolina, di cellule del collo
dell'utero mediante il quale è possibile di identificare eventuali anomalie di
tali cellule. L'indagine è utile sia per evidenziare la presenza di fenomeni infiammatori
o infettivi, sia la presenza di lesioni precancerose che possono precedere, talvolta
anche di alcuni anni, la formazione di una neoplasia del collo dell'utero, sia,
infine, le lesioni cancerose.
Le raccomandazioni della CEE, recentemente approvate dalla Commissione Oncologica
nazionale, identificano la popolazione bersaglio in quella di età compresa tra
i 25 e i 64 anni con un intervallo di screening di tre anni. Ogni donna, che ha
iniziato ad avere rapporti sessuali, anche in assenza di qualsiasi disturbo, dovrebbe
comunque fare il PAP test.Di fondamentale importanza è che tutte le donne aderiscano
ai programmi di screening perché questi consentono in molti casi una diagnosi
pre-clinica ed ampie possibilità di guarigione con terapie conservative e poco
aggressive.
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