SEMPRE PIU’ UOMINI DAL SESSUOLOGO
DISFUNZIONE ERETTILEVedere anche: Disturbo maschile dell'erezione
Anche in Italia negli ultimi anni è aumentato il numero dei maschi che si rivolgono
a un sessuologo per problemi di erezione. È quanto emerge dalla ricerca condotta
dal Censis su uomini di età compresa tra i 30 e i 70 anni, sia sani che in cura
per questo tipo di disturbi.
La ricerca del Censis
Sulla base dei dati rilevati dalla ricerca si stima che in Italia soffrano di
disturbi legati alla disfunzione erettile tre milioni circa di persone, pari al
12% della popolazione sopra i 18 anni, ma di questi l'82% non è diagnosticato
e solo l'11% è trattato.
L’indagine del Censis ha rilevato come nei soggetti più giovani, sani e con un
titolo di studio superiore, vi sia un atteggiamento più sciolto a parlare di questo
tipo di problemi, introducendo nei codici della sessualità una visione più articolata,
dove la prestazione sessuale perde di centralità.
Tuttavia ancora oggi, quando si presenta un problema di disfunzione erettile,
passa molto tempo prima che l'uomo si rivolga al medico per chiedere aiuto. «In
media trascorrono tre anni - afferma Chiara Simonelli, presidente della Società
italiana di sessuologia scientifica» . Fortunatamente negli ultimi dieci anni
il numero di maschi che si rivolgono ad un medico è cresciuto molto.
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Cos'è il Censis
Il Censis, Centro Studi Investimenti Sociali, è un istituto di ricerca socioeconomica
fondato nel 1964. A partire dal 1973 è divenuto Fondazione riconosciuta con D.P.R.
n. 712 dell'11 ottobre 1973, anche grazie alla partecipazione di grandi organismi
pubblici e privati. Da più di trent'anni svolge una costante attività di studio,
consulenza, valutazione e proposta nei settori vitali della realtà sociale, ossia
la formazione, il lavoro, il welfare, le reti territoriali, l’ambiente, l’economia,
lo sviluppo locale e urbano, il governo pubblico, la comunicazione e la cultura.
Il lavoro di ricerca viene svolto prevalentemente attraverso incarichi da parte
di Ministeri, Amministrazioni regionali, provinciali, comunali, Camere di Commercio,
Associazioni imprenditoriali e professionali, Istituti di credito, Aziende private,
Gestori di reti, Organismi internazionali nonché nell'ambito dei programmi dell'Unione
Europea. |
L’identikit
Diplomato o laureato, tra i 30 e i 45 anni e molto stressato: è questo l'identikit
dei pazienti che si rivolgono ad un sessuologo. Sempre più spesso si rivolgono
spontaneamente, senza la spinta della moglie o della compagna. Anzi, in molti
casi chiedono di usare i farmaci di nascosto dalla partner, magari dopo avere
avuto qualche defaillance durante scappatelle extraconiugali. Spesso, infatti,
è l'atteggiamento della donna a mettere in difficoltà l'uomo. «Ci sono due tipi
di donne – afferma Bruno Giammusso, responsabile del servizio di andrologia chirurgica
presso l'università di Catania - la moglie, che quasi come una madre lo accetta
e passa sopra il suo problema, e la malafemmina, più aggressiva ed esigente, che
proprio per questo però accende il desiderio».
Quello che è importante per il paziente, aggiunge Giammusso, «è trovare un medico
amico, che non faccia sentire in colpa il soggetto per il suo problema. Per questo
il primo contatto si ha quasi sempre con il medico di famiglia. Solo successivamente
ci si rivolte all'urologo o all'andrologo, e poi al sessuologo». Il dato comune,
secondo la ricerca, è il fatto che la maggior parte dei pazienti è molto più sollevata
se la sua patologia ha cause organiche, mentre è più preoccupato se le motivazioni
sono psicologiche. «In ogni caso - conclude Giammusso - da quando ci sono farmaci
specifici i pazienti si sentono molto più rassicurati, anche se continuano ad
avere qualche perplessità sui loro effetti».
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