SEDUZIONE
Il momento della seduzione è sempre magico.
Accade all'improvviso, a volte persino inatteso, e sembra dare una luce nuova
alla vita. Si tratta, come dice il sociologo francese Jean Baudrillard , di "un oggetto non identificato, un oggetto non analizzabile, teorico ed amoroso".
La sua caratteristica principale è il mistero, il segreto. Nessun segnale del
tutto esplicito è infatti seducente. Al più, può piacere, ma è cosa diversa.
La seduzione viene da segnali illeggibili, arbitrari, fortuiti. Il suo spazio
è lo spazio del segreto, di quello che viene mostrato, ma non nella sua interezza.
Quando lo sguardo tra due persone accende il gioco della seduzione, si crea una
corrente emotiva nella quale non c'è niente di certo, se non che è successo qualcosa
che non risponde a regole codificabili. Dietro quello sguardo non si sa che cosa
si nasconda. Né interessa. In quell'istante, non solo la conoscenza compiuta dell'altro
o dell'altra è un accessorio, ma rovinerebbe l'enfasi dell'incontro stabilito.
Non solo. Nella seduzione amorosa, quello che fa scattare la scintilla è che nell'altro
o nell'altra si è deciso di collocare il proprio segreto, di farlo o farla, inconsciamente,
il deposito di quello che non si conosce di se stessi. Come ancora dice Baudrillard:
"La seduzione non è per il luogo del desiderio. E' quello della vertigine, dell'eclissi,
dell'apparizione e della sparizione" .
Essa gioca così con il desiderio e se ne prende gioco.
Non può seguire quindi percorsi preordinati. Si può facilmente sedurre quando
meno ce lo si aspetta, si può condurre a sé l'altro o l'altra per comportamenti
apparentemente accidentali.
E' per questo che si può più facilmente sedurre quanto più ci si sente liberi
di giocare se stessi, in piena autenticità e spontaneità.E' per questo che in
questo filone entrano solo millantando credito le sue due varianti spurie: quella
caricaturale e quella istrionica .
Seduzione caricaturale
Porta ad uniformarsi agli indici di gradimento che si suppone siano richiesti
in un certo momento o in una certa situazione.
Possono così essere sfoderate le armi più raffinate e costruite. Dagli status
symbol, per chi può, a strategie più alla portata: abiti allusivi, sguardi alla
Rodolfo Valentino, un bigliettino con una frase ad effetto con la complicità del
cameriere, un finto interesse per un discorso del tutto banale, un'iniziativa
ad effetto e via di questo passo. Forse sono buone per una sera a Rimini o per
un'avventura estemporanea o per carpire un po' di sesso a buon mercato, ma con
la seduzione hanno en poco a che fare. Al più le si può definire sfrontatezza,
abilità, buon uso di se stessi, qualche volta persino circonvenzione di incapace.
Eppure sull'uso di strategie seduttive sono fiorite numerose scuole, corsi, seminari:
quelli che in tre mosse garantiscono che chiunque cadrà ai tuoi piedi.
Seduzione istrionica
Figlia dell'epoca delle grandi messe in scena, in amore, come in politica, come
nell'editoria ha visto molti cavalcarla blandendo cuori e occhi, incassando conquiste,
denari o voti, aggredendo con le immagini, ma rassicurando con le parole.
Per mandare a segno questa pseudo-seduzione occorre toccare le corde giuste del
cuore o del cervello dell'altro o dell'altra.
E' un esercizio evidentemente artefatto, lontano anni luce dalla seduzione sana,
quella che vive sul segreto. Qui è tutto in chiaro, almeno apparentemente.
In realtà, questa variante gioca su quella parte del nostro cervello che il neurofisiologo
Mc Lean ha chiamato rettiliano. Il cervello più antico che, simile a quello dei rettili,
ci spingerebbe, di per sé, ad imitare, a seguire mode, ad esporci alle persuasioni
politiche, all'isteria di massa e all'imitazione di modelli preconfezionati. I
grandi seduttori della nostra epoca puntano molto su questo cervello e sulla sua
prevalenza su quello emozionale e su quello razionale.
Ma questa è ben altro che la seduzione che uomini e donne continuano a creare
ed a vivere e non è detto che i benefici di quest'ultima siano di qualità inferiore
dei frutti raccolti dall'istrionismo vigente. |