DOMANDE E RISPOSTE |
A cura di Fausto Manara |
Eiaculazione precoce
E’ utile pensare ad altro quando si fa l’amore, per allungare la durata del rapporto?
Si tratta di un espediente che quasi tutti coloro che soffrono di eiaculazione
precoce hanno cercato di utilizzare per fronteggiare il sintomo. E’ uno stratagemma
non solo inutile, ma sempre dannoso. La distrazione attraverso pensieri o fantasie
neutre, o addirittura negative, toglie qualunque possibilità di rimanere a contatto
con le sensazioni erotiche che vengono innescate dal rapporto sessuale. In tal
modo, non vi è la possibilità di cogliere le sensazioni che anticipano l’eiaculazione,
tanto che la sua inevitabilità, ad un certo punto, sarà la regola. In più, in
questa condizione, il maschio finirà per perdere la possibilità di percepire il
piacere del proprio orgasmo, con conseguente insoddisfazione di entrambi i partner.
E’ vero che meno si fa l’amore, più è probabile che si soffra di eiaculazione
precoce?
Si tratta di una concausa piuttosto frequente. Accade spesso, infatti, che, a
causa della brevità del rapporto, la partner non desideri avere rapporti sessuali
o che il maschio eviti nuove relazioni sessuali per il timore di quello che può
considerare come un fallimento. Quando si disporrà a vivere un’esperienza sessuale
sarà molto probabile che il sintomo sia ancora presente, quando non ancor più
accentuato. Ciò accade anche in coppie stabili, nelle quali l’insoddisfazione
generata dal disturbo fa sì che i rapporti sessuali siano più diradati.
Può succedere che il disturbo si manifesti all’improvviso con una nuova partner?
E’ un’eventualità che è persino contemplata nella definizione di eiaculazione
precoce. Non è tuttavia considerata nel novero della patologia. Una nuova esperienza
di coppia può sollecitare una carica erotica più intensa, ma può anche far nascere
ansietà. In questi casi, solitamente questo sintomo è una delle espressioni dell’ansia
da prestazione.
Ci sono farmaci per risolvere il disturbo?
La terapia più adeguata per risolvere un’eiaculazione precoce a origine psicologica
è quella sessuale di coppia, mediante la quale il soggetto viene aiutato, anche
con l’aiuto della partner, a trovare la possibilità di controllare il sintomo.
Tuttavia, in alcuni casi, anche una terapia farmacologica può essere utile. Vengono
solitamente usati farmaci antidepressivi (triciclici e serotoninergici) a bassi
dosaggi, utilizzando di questi il loro possibile effetto collaterale di ritardare
l’eiaculazione. Naturalmente per mettere in atto questo provvedimento terapeutico
occorre la valutazione e la prescrizione di uno specialista.

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