AIDS: Non abbassiamo la guardia!
AIDS
I recenti (luglio 2005) annunci dati alla stampa sulla presunta efficacia del
vaccino anti-TAT attualmente in sperimentazione in Italia, coordinato dalla ricercatrice
Barbara Ensoli dell'Istituto superiore di sanità hanno, a giudizio di molti, tra
cui il Dott. Aiuti, creato premature aspettative, contribuendo a deresponsabilizzare
le persone con infezione da HIV e le persone a rischio ed in genere la popolazione,
facendo credere loro che un vaccino è ormai quasi disponibile.
In effetti si ritiene che una certa enfasi di stampa sulle ricerche italiane
sia stata motivata dalla necessità di reperire fondi per le fasi successive di
sperimentazione del vaccino italiano.
“Per svilupparlo in tutte le sue fasi servono, se tutto va bene, circa 400 milioni
di euro''. E' la previsione della ricercatrice Barbara Ensoli. “Per la prima fase
- ha spiegato la ricercatrice - sono stati stanziati circa 10 milioni di euro
considerando anche tutte le fasi di sviluppo preclinico, la fase due costerà circa
50 milioni di euro perché dovrà essere svolta in Italia e in Africa. I soldi per
la seconda fase non ci sono ancora, ne stiamo discutendo sia per quanto riguarda
la parte pubblica, sia per il privato.
''La fase tre - ha aggiunto Ensoli - costerà oltre 300 milioni. Si tratta di
una ricerca dispendiosa perché ogni volta che si deve sviluppare un nuovo prodotto
queste sono le cifre per portare un vaccino o un farmaco a livello del cittadino''.
Sui tempi del completamento della sperimentazione, la ricercatrice italiana ha
spiegato che per la fase due ci vorranno tra i due e tre anni ''saranno coinvolti
due-tre mila soggetti'' mentre una fase tre andrà dai tre ai cinque anni cosicché'
''la meta - ha confermato Ensoli - potrebbe essere raggiunta entro il 2010''.
D'altra parte oggi l'Aids non fa più paura come vent'anni fa, lo ha
dichiarato lo stesso Robert Gallo, uno dei due celebri scopritori dell'Hiv, perché
la terapia e' molto migliore di quanto si immaginava. L'Aids ha perso parte del suo alone terrorizzante, ma l'epidemia e' ancora un
pericolo concreto.
Si sta abbassando la guardia nei confronti dell'Aids e questo e' avvenuto anche
all'interno della comunità omosessuale, la prima in campo contro la malattia.
La dimostrazione e' che aumentano i sieropositivi proprio fra gli omosessuali.
Lo rivela un'indagine dell'Associazione Anlaids che in occasione della celebrazione
in Campidoglio per i suoi 20 anni, ha reso noto i risultati di un'indagine in
28 centri di diverse regioni italiane su richiesta del Dipartimento per la lotta
alla droga della presidenza del Consiglio. L'infezione percentualmente cala tra
i tossicodipendenti mentre sono sempre piu' a rischio gli omosessuali tra i quali
e' stato registrato un incremento del 26% delle infezioni nel 2004, e tra gli
eterosessuali.
Nel frattempo l’epidemia si sta sviluppando nel mondo. In particolare si segnala
la situazione in tre aree:
SUD AFRICA
Qui il dramma dell'Aids sembra essere ancora più devastante di quanto finora
si ritenesse. Secondo dati diffusi oggi dal Dipartimento della Salute, e di cui
da' notizia la Bbc online, il numero dei sieropositivi nel 2004 e' valutabile
in una forchetta che va tra i 6,29 ed i 6,57 milioni di persone, su una popolazione
globale stimata a 40 milioni, anche se probabilmente e' alquanto superiore. |
ASIA
Qui l'Aids potrebbe diffondersi a macchia d'olio se non verranno intensificati
gli sforzi di prevenzione. Si potrebbe verificare una vera e propria 'esplosione'
del virus mortale. L'allarme giunge da Peter Piot, direttore esecutivo di Unaids
- l'agenzia Onu per la lotta contro l'Aids. Secondo Piot, nel continente asiatico
vi e' un ''perverso cocktail di fattori di rischio'', quali un ridotto uso dei
profilattici, l'accesso limitato al test Hiv, la disparita' fra i sessi, la prostituzione
e il diffuso ricorso alle siringhe per l'uso degli stupefacenti. |
USA
L'America e' arrivata al giro di boa del milione di persone infette con il virus
dell'Aids: il dato, reso noto da esperti federali, e ' al tempo stesso il segno
di una fallimento e di una vittoria della comunita' scientifica nella lotta decennale
contro la malattia del secolo. Da un lato, hanno osservato molti esperti, cio'
sottolinea come i progressi in campo farmacologico permettano di vivere molto
piu' a lungo alle persone colpite dall'infezione, dall'altro la drammatica soglia
del milione appena superata dimostra un tragico fallimento delle politiche di
prevenzione nella diffusione di nuovi casi. |
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