Si tratta di una questione su cui si discute da alcuni anni. Recentemente il
professar Luc Montagnier, il ricercatore francese che rivendica la scoperta dei
virus HIV, ha affermato che - contrariamente a quanto si riteneva finora - l'Aids
puo' essere trasmesso anche con un bacio. Presidente della Fondazione mondiale
per la ricerca e la prevenzione dell'Aids, Montagnier ha lanciato l'allarme da
Kampala in agosto, dove e' intervenuto a un seminario di ricercatori di Uganda
e Maiawi sui "co-fattori" che provocano una diffusione dell'infezione da Hiv e
una progressione dell' Aids più rapida in Africa che nel resto dei mondo. Questa
tesi non convince Robert Gallo dell'istituto di virologia umana di Battimora e
gli studiosi Italiani, tra cui il Prof. Ferdinando Aiuti. Che una minima carica
virale sia presente nella saliva era noto da tempo, ma si tratta di una quantita'
motto limitata e non ci sono dati epidemiologici che confermano la possibilita'di
contagio.
''Non esistono rischi di contrarre il virus attraverso il bacio'', spiega l'immunologo
Ferdinando Aiuti, che afferma di essere pronto a baciare di nuovo un sieropositivo
o un malato di Aids a dimostrazione delle proprie convinzioni, come già fece qualche
tempo fa pubblicamente. A ricevere il bacio ''di protesta'' fu Rosaria Iardino,
oggi componente della Commissione nazionale Aids e rappresentante delle persone
sieropositive per l'associazione Anlaids.
''Non esistono studi che dimostrino il rischio di contrarre il virus attraverso
il bacio'' ha detto spiegando inoltre che questo evento potrebbe avvenire con
una percentuale di rischio talmente bassa (uno su centomila) da poter essere considerata
di fatto quasi nulla. ''Non e' una novita' che le ghiandole salivali contengano
una carica virale ed in caso di lesioni nella bocca viene consigliata cautela''.
Tuttavia, secondo Aiuti, sarebbe del tutto ingiustificato preoccuparsi pensando
di potersi ammalare con un semplice bacio, soprattutto se superficiale, o addirittura
utilizzando la stessa tazzina o bicchiere dove ha bevuto un sieropositivo. ''Pochi
giorni fa, nel corso di un dibattito pubblico, ho bevuto nel bicchiere di una
donna malata di Aids - ha segnalato Aiuti - e lo rifarei anche oggi a dimostrazione
che non credo debba scatenarsi un nuovo allarme''.
L'importante comunque è non abbassare la guardia e non pensare che il
pericolo sia ormai passato, nonostante i progressi fatti sul fronte della terapia.
Dati diffusi da Ministero della Sanità affermano che in Italia ci sono circa 100.000
sieropositivi e che la conoscenza della malattia è ancora inadeguata.
Conclusione
Sono da evitare allarmismi ingiustificati: non è mai stata dimostrata la trasmissione
dell'infezione attraverso il bacio. Tuttavia non la si può escludere completamente,
in presenza di lesioni o sanguinamento delle mucose orali. |