ACQUE SALSE o CLORURO-SODICHE
Hanno la stessa origine delle salsobromoiodiche. Come si evince dalla denominazione
sono acque in cui prevalgono il sodio ed il cloro. In queste acque sono spesso
presenti in quantità significativa i solfati. Alternativamente possono essere
presenti bicarbonati (acque a prevalente uso idropinico) o iodio (impiegate più spesso nella crenoterapia esterna). Le acque salse possono essere ipo, iso o ipertoniche con variabilità di effetti
biologici. Trovano indicazione, utilizzate con metodiche idropinoterapiche, soprattutto
nelle patologie dell'apparato digerente.
Azioni biologiche
Numerosi studi hanno paragonato le acque cloruro-sodiche alla soluzione di Ringer
(la soluzione salina fisiologica) sperimentandone gli effetti su organi isolati.
Queste ricerche, fondate sull'analogia strutturale tra le due soluzioni, hanno
permesso di introdurre il concetto di "fisiologicità" di tali acque.
Esistono anche azioni generali delle acque salse sull'organismo e sul metabolismo:
stimolazione del metabolismo basale e dei processi ossidoriduttivi, tendenza alla
normalizzazione di quadri dislipidemici, aumento della tolleranza al glucosio,
riduzione dell'uricemia.
Azione su stomaco ed intestino
I meccanismi attraverso i quali le acque salse svolgono effetti terapeutici a
livello del tubo digerente sono complessi ed ancora oggetto di studio. Senza dubbio
intervengono azioni ormonali, nervose, meccaniche, osmotiche, dirette e riflesse
sulla mucosa e sulle pareti intestinali (sulla componente muscolare). Attualmente
l'attenzione è volta a chiarire l'influenza sul cervello intestinale autonomo
dalla quale sembrano derivare gran parte degli effetti biologici. In sintesi possiamo
affermare che le acque in esame esercitano sul tubo digerente fondamentalmente
azioni di stimolo sulla secrezione cloridropeptica e sui movimenti peristaltici.
Queste due proprietà prevalgono una sull'altra in relazione alla concentrazione
salina. Possiamo così schematizzare:
- Acque iso e ipotoniche: notevole stimolo secretivo, scarso o nullo stimolo peristaltogeno.
- Acque ipertoniche: forte stimolo peristaltogeno, minore attività di stimolo sulla
secrezione gastrica.
La rapidità di assunzione (tempo di bevuta in pochi minuti) favorisce gli effetti
lassativi. Per i motivi esposti le acque iso e ipotoniche sono indicate soprattutto
nelle insufficienze digestive aspecifiche caratterizzate da iposecrezione ed ipomotilità
gastrica. La stimolazione dei processi digestivi si esplica su stomaco e duodeno a vari
livelli e comprende: aumento della velocità di svuotamento dello stomaco, stimolo
della secrezione gastrica, biliare e pancreatica con attivazione di alcuni enzimi
digestivi, variazioni del pH gastrico e duodenale. L'azione sulla peristalsi delle
acque ipertoniche è sfruttata nella stipsi cronica semplice ed in alcune condizioni
di atonia intestinale (colonpatia funzionale o sindrome dell'intestino irritabile).
L'aumento della velocità di transito intestinale è cospicuo e l'effetto lassativo
e purgante delle acque salse forti si evidenzia in genere entro un'ora dall'assunzione.
Alla base di questo effetto sono stati riconosciuti diversi meccanismi. Le acque
cloruro-sodiche solfate, grazie ad un potere osmotico superiore a quello dei fluidi
biologici, provocano il richiamo di acqua all'interno del lume intestinale. Il
contenuto fecale, aumentato di volume e di consistenza notevolmente diminuita,
attraverso stimolazioni meccaniche e nervose sulle pareti intestinali ne attiva
il movimento. E' stato anche evidenziato un importante meccanismo ormonale. Le
acque salse, probabilmente a causa della presenza di solfati, sono in grado di
provocare l'increzione di alcuni ormoni digestivi tra i quali riveste particolare
interesse la colecistochinina.
A quest'ultima vengono attribuiti gli
effetti sulla motilità intestinale indotti dall'acqua. Contribuisce inoltre all'azione
catartica l'incremento ad una maggiore produzione ed escrezione di bile. In alcune
forme di diarrea cronica (malassorbimenti, colon irritabile, etc.) sono impiegate
acque leggere. Infine è da segnalare il miglioramento dell'assorbimento intestinale
evidenziato, dopo idropinoterapia con acque salse, con l'impiego di isotopi radioattivi.
Il cloruro di sodio possiede inoltre a livello intestinale azione antimicrobica,
antiputrefattiva, antifermentativa.
Azione su fegato e vie biliari
Numerosi studi hanno evidenziato che nelle intossicazioni sperimentali (tetracloruro
di carbonio - CCl4, etc.) i livelli serici di enzimi epatici erano decisamente
più vicini alla norma se contemporaneamente venivano somministrate acque salse
ipo o isoosmotiche. Sulle vie biliari le acque cloruro-sodiche ipotoniche svolgono
classicamente azioni coleretica e colagoga anche se meno evidenti di quelle ottenibili
con acque solfate. La prima consiste in un incremento della formazione di bile.
In realtà le modificazioni osservate sono anche qualitative essendo aumentata
in proporzione la fase acquosa, si parla quindi di effetto idrocoleretico. Diversi
meccanismi sono stati considerati e proposti per spiegare il fenomeno e tra questi
alcune variazioni dell'assetto entero-ormonale quali l'aumento di increzione di
secretina. L'azione colagoga, cioè di stimolo del deflusso della bile verso il
duodeno, comprende l'azione colecistocinetica (contrazione peristaltica della
colecisti) ed il rilasciamento dello sfintere di Oddi. Tale effetto delle acque
salse, più blando di quello ottenibile con le solfate, è probabilmente mediato
dalla colecistochinina. E' inoltre presente un'azione antispastica sulle vie biliari
e sull'Oddi che favorisce ulteriormente la progressione del secreto biliare e
la sua immissione in duodeno. Per questi motivi le acque cloruro-sodiche sono
impiegate nelle patologie infiammatorie croniche delle vie biliari, nelle discinesie,
nella sindrome post-colecistectomia ed in alcune colelitiasi.
Azione sull'apparato respiratorio
L'impiego delle acque cloruro-sodiche nelle patologie croniche delle alte e basse
vie respiratorie è molto diffuso. Per quanto riguarda i meccanismi d'azione rimandiamo
al capitolo sulle acque salsobromoiodiche. |