LE TERME DI LURISIA
LE TERME DI LURISIA
Scoperte in epoca relativamente recente, agli inizi del ‘900, le acque termali
di Lurisia hanno iniziato ad essere veramente conosciute solo dopo il 1940, l’anno
in cui è stato inaugurato lo stabilimento termale. Da allora, però, la località
ha conosciuto uno sviluppo incessante, grazie sia alle terme che al potenziamento
degli impianti per gli sport invernali, che ne avevano già fatto un luogo di notevole
richiamo turistico.
Un po’ di storia
La scoperta delle acque termali di Lurisia viene fatta risalire ai primi del
‘900, in tempi quindi relativamente recenti, ad opera di un minatore addetto alla
estrazione delle “lose”, le pietre sottili che venivano utilizzate nell’edilizia
locale e dalle quali prende il nome Lurisia. Si narra, infatti che il minatore
(poi immortalato nel disegno che caratterizza l’etichetta delle acque minerali
locali), abbia colpito accidentalmente una vena sorgiva mentre si trovava nella
grotta del Nuvolari e che il cunicolo si fosse allagato. Quando l’acqua, successivamente,
fu fatta confluire all’esterno, si formò un piccolo lago nel quale i minatori
iniziarono a lavare le ferite e le piaghe procurate nei lavori in miniera, traendone
quasi istantaneo giovamento. In realtà la popolazione locale aveva già da tempo
intuito la presenza di un’acqua dal potere cicatrizzante, tanto che i minatori
avevano preso l’abitudine di curare le ferite con un minerale di colore verde
che si trovava tra gli strati di rocce della zona e si dice che i carrettieri
attraversassero il corso del torrente Luisia per accelerare la guarigione delle
ferite che i cavalli si procuravano agli zoccoli. Prima ancora che il minatore
portasse alla luce la sorgente, quindi, in paese e nella zona circostante circolava
già il detto popolare: “di Lurisia l’acqua ogni piaga lava”.
Nel 1913 un famoso studioso di mineralogia, il Prof. Lincio, ottenne di poter
effettuare degli scavi nella zona, scoprendo che nelle cave di pietra della zona
esistevano estesi giacimenti di un minerale radioattivo chiamato “autunite”. La
scoperta incoraggiò il Governo italiano a chiedere la consulenza di Marie Curie,
la scienziata francese che aveva già vinto due Premi Nobel, per la fisica (con
il marito Pierre C
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