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LE TERME DI S. GIOVANNI

  TERME S. GIOVANNI

Appena cinquant’anni fa erano un terreno di pascolo per i cavalli. Che venivano portati lì a pascolare dopo aver partecipato alle gare negli ippodromi, con i garretti gonfi e doloranti, guarendo nel giro di poche settimane. È così che furono scoperte nell’isola d’Elba, alla fine degli anni ’50, le proprietà curative dei particolari fanghi della zona di Portoferraio ove oggi sorgono le Terme di S. Giovanni.

Un po’ di storia

In principio furono le saline. Nel golfo di Portoferraio il sale è stato estratto per secoli: una prima testimonianza scritta risale al 1555 e in seguito le famiglie dei Medici e dei Lorena e quindi i Francesi si presero sempre cura delle saline, incoraggiando ed ampliando la produzione. Alle Saline di Portoferraio si aggiunsero ad un certo punto le Saline di San Pietro, la cui posizione corrisponde esattamente alla zona nella quale oggi sorgono le Terme di San Giovanni. Solo nel 1900 le saline vennero chiuse ed acquistate dal Regio Demanio della Società Elba Anonima di Miniere ed Altiforni di Genova, la futura Ilva. La costruzione degli altiforni iniziò nel 1902; la loro chiusura, a fronte di una produzione di materiali grezzi utile solo all’industria della guerra, data 1948. Nel decennio successivo, la zona che una volta ospitava le saline, diventò terreno di pascolo per i cavalli. I quali, giunti lì con i garretti gonfi e doloranti dopo aver corso nelle competizioni all’ippodromo di San Rossore, nel giro di poche settimane tornavano perfettamente in sesto. Merito del “materiale fangoso” che abbondava nella zona e nel quale anche i contadini venivano spesso ad alleviare il dolore alle mani, dopo una dura giornata di lavoro nei campi. Furono queste circostanze a spingere alcuni medici elbani, negli anni ’50, ad intraprendere studi di natura idrogeologica, microbiologica, mineralogica e clinica per approfondire la conoscenza dei “limi marini” della zona. Nel 1963, quindi, viene inaugurato il centro termale con la pratica della peloidoterapia con il limo marino seguita dalla balneoterapia marina con acqua di mare arricchita con fitoderivati delle alghe e piante marine.

Il fango di S. Giovanni