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INSUFFLAZIONI ENDOTIMPANICHE

Le insufflazioni pertubariche endotimpaniche (cateterismo tubarico terapeutico) costituiscono una metodica crenoterapica impiegata per effettuare un intervento mirato a livello della tuba di Eustachio, della cassa del timpano e dei componenti dell'apparato di trasmissione dell'orecchio medio. L'impiego di questa tecnica trova indicazione elettiva nella prevenzione e terapia dell'ipoacusia rinogena conseguente prevalentemente a processi flogistici a carico delle prime vie respiratorie e che può dare esito a sordità.

Tecnica di esecuzione

Il cateterismo tubarico consiste nell'introdurre direttamente nella tuba di Eustachio, e quindi nell'orecchio medio, idrogeno solforato ottenuto dalle acque solfuree.
Per l'esecuzione di tale manovra viene utilizzato un apposito catetere (catetere di Itard, 15-20 cm di lunghezza con estremità distale ricurva, generalmente in metallo (o materiale plastico monouso) che il medico introduce nella fossa nasale prossima alla tuba da insufflare, facendo scorrere lungo il pavimento l'estremità distale fino all'altezza del rinofaringe.
Il catetere viene poi ruotato di circa 90° verso l'esterno e ritirato verso la narice fino ad imboccare l'ostio tubarico.

In presenza di condizioni anatomiche che ostacolano l'introduzione del catetere in una delle due fosse nasali, per evitare manovre irritative e traumatiche, l'ostio tubarico può essere raggiunto anche attraverso la fossa nasale opposta. Posizionato correttamente il catetere viene fatta convogliare la miscela aero-gassosa nella tuba. Il passaggio dei gas produce un rumore caratteristico che può essere ascoltato dal medico con un apposito tubo otofonico di cui una estremità ad oliva è introdotta nel condotto uditivo esterno del paziente e l'altra in quello dello specialista.

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L'auscultazione del rumore costituisce una indicazione (indiretta) del corretto posizionamento del catetere a livello dell'ostio tubarico e della praticabilità della tuba.

Per facilitare la penetrazione in tube con elevato grado di stenosi esistono accorgimenti basati sul principio di creare variazioni di pressione durante l'atto insufflatorio.
Si realizza una "insufflazione pulsata" (o discontinua) che facilita meccanicamente l'apertura dell'ostio tubarico.
Oltre alle azioni specifiche dell'idrogeno solforato, l'intervento terapeutico complessivo è fortemente legato all'azione meccanica insufflatoria. Tale azione ottiene lo scopo di assicurare la ventilazione della cassa del timpano attraverso un'azione di "scollamento" delle pareti tubariche che tendono a collabire in seguito al processo flogistico ed alla ridotta produzione di un analogo del surfactante (il quale contribuisce alla praticabilita' dell'ostio tubarico).
L'insufflazione passiva del mezzo gassoso determina la reversione della pressione negativa all'interno della cassa del timpano restituendo una normale risposta elastica alla membrana ed un "riassestamento" della catena ossiculare dislocata; risolve totalmente od in parte lo spasmo dei muscoli della cassa, soprattutto il muscolo del martello e lo stapedio.

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