TECNICHE INALATORIE
TECNICHE INALATORIE
La crenoterapia inalatoria consente, mediante apposite apparecchiature, di far
agire gli effetti e far pervenire i principi attivi contenuti nelle acque minerali
sulla mucosa delle alte e basse vie respiratorie, nonché, con appositi accorgimenti
(terapia insufflatoria), a livello dell'orecchio medio. Esistono diverse forme e modalità di erogazione
della terapia inalatoria termale; le classificazioni tengono conto principalmente
di alcuni fattori tra i quali:
- le caratteristiche tecniche degli apparecchi (apparecchi singoli, collettivi,
a vapore, ad aria compressa, etc.)
- le caratteristiche fisiche delle sostanze inalate (dimensione delle particelle
di acqua inalata, presenza di gas, temperatura, pressione, etc.)
- le caratteristiche chimiche delle acque minerali utilizzate (sali minerali ed
oligoelementi)
A scopo terapeutico, l'aspetto più importante della classificazione è costituito
dalle caratteristiche fisiche delle sostanze inalate, ed in particolare dalle
dimensioni delle particelle dell'acqua minerale. Numerose ricerche hanno dimostrato
che particelle di diametro superiore ai 10 µ si arrestano a livello delle vie
aeree superiori (naso, laringe e faringe); quelle di diametro compreso tra i 10
ed i 3 µ possono arrivare alla mucosa tracheo-bronchiale, mentre solamente quelle
di circa 1 micron possono raggiungere le più fini diramazioni bronchiolari, fino
a livello dei bronchioli terminali e della parete alveolare.
La crenoterapia inalatoria utilizza essenzialmente quattro metodiche:
Le inalazioni e gli aerosol utilizzano apparecchi per applicazioni singole. L'humage
può essere effettuato sia con apparecchi singoli che in ambienti collettivi, mentre
le nebulizzazioni costituiscono una metodica prevalentemente collettiva. Le acque
minerali utilizzate in crenoterapia inalatoria variano secondo la patologia da
trattare e gli effetti biologici e terapeutici che si vogliono ottenere. Le più
usate sono le solfuree, le salsobromoiodiche, le bicarbonate e le solfate.
Inalazioni caldo-umide
Questa metodica utilizza apparecchi in grado di frammentare l'acqua minerale
in particelle, formando un getto di vapore che viene inalato dal paziente. Nella inalazione a getto diretto la pressione del vapore caldo sull'acqua minerale
determina la formazione di particelle d'acqua delle dimensioni di circa 100 µ.
Il getto viene convogliato contro filtri o piastre che consentono di eliminare
le particelle più grosse e di ottenere una nebbia relativamente omogenea; con
tali accorgimenti si ottiene un raffreddamento parziale del getto che raggiunge
una temperatura ottimale di 37-38 °C. Nel getto sono contenuti gli eventuali gas
che si liberano nell'inalatore durante il processo di frammentazione dell'acqua
termale.
Il paziente si posiziona di fronte all'apparecchio, ad una distanza di circa
20-25 cm dal beccuccio erogatore ed inala con il naso e/o con la bocca il vapore
erogato.
Aerosol
Gli aerosol termali sono costituiti da fini particelle di acqua minerale in grado,
secondo le dimensioni, di raggiungere anche le diramazioni più distali dell'albero
respiratorio. Esistono diversi apparecchi per l'erogazione di questa metodica
che si differenziano sia per le modalità attraverso le quali l'acqua minerale
viene frammentata, sia per le dimensioni delle particelle prodotte. Gli apparecchi
più diffusi utilizzano aria compressa, alla pressione di 0,5-1 atmosfere per ottenere
particelle di diverso diametro; quelle superiori ai 3-5 µ si arrestano alle vie
aeree superiori mentre quelle inferiori ai 3 µ raggiungono i distretti respiratori
inferiori.

La metodica di applicazione degli aerosol è simile a quella descritta per le
inalazioni, pur presentando alcune peculiarità. L'aerosol inalato ha una temperatura
corrispondente a quella dell'acqua alla sorgente e non subisce pertanto alcun
processo di termalizzazione. Il paziente, secondo la patologia da trattare ed
a discrezione del medico, utilizza una mascherina, una forcella nasale od un boccaglio
collegati all'erogatore attraverso un raccordo in gomma. La scelta viene operata
in relazione alla sede principale ove si vuole agire (fosse nasali, faringe, etc.)
Ogni seduta ha la durata di circa 10-15 minuti durante i quali il paziente inala
circa un litro di acqua minerale.
Aerosol termico
Rispetto alla tecnica classica le particelle sono di dimensioni maggiori (superiori
a 12 micron) e riscaldate in modo da essere erogate a 35-36 °C. È ridotta inoltre
l'emissione di idrogeno solforato. La metodica è meglio tollerata nelle forme
di iperreattività, soprattutto rinite e sinusite allergica ed asma bronchiale.
Aerosol ad ultrasuoni
La frammentazione dell'acqua minerale avviene tramite l'utilizzo di ultrasuoni
generati per effetto piezoelettrico. Le particelle così generate hanno dimensioni
omogenee (2-3 micron).
Aerosol sonico (o vibrato)
L'aerosolato viene sollecitato e messo in vibrazione da una fonte di ultrasuoni,
quindi accelerato con l'intervento di piccoli compressori. In questo modo le particelle
acquisiscono una maggiore capacità penetrativa nell'albero respiratorio e nelle
mucose. Durante l'applicazione il paziente può essere inoltre invitato a deglutire
per favorire la penetrazione nella cassa timpanica attraverso la tuba di Eustachio.
Aerosol ionico
Le particelle di aerosolato vengono trattate in modo da essere tutte ionizzate
negativamente. Gli ioni così ottenuti tendono a respingersi diffondendo maggiormente
nelle diramazioni dell'albero respiratorio.
Nebulizzazioni
Le nebulizzazioni sono trattamenti inalatori collettivi. I pazienti soggiornano
in un ambiente nel quale le acque minerali sono trasformate in nebbia di particelle
acquose di varia grandezza. Le particelle sono in genere di dimensioni da pochi
a 60 µ e mescolate con gli eventuali gas liberati dalle acque minerali. Secondo
l'apparecchio impiegato possono prevalere particelle di maggiori o minori dimensioni.
La camera di nebulizzazione può essere più o meno "secca". La durata di ogni singolo
trattamento varia con il progredire della terapia da un tempo iniziale di 5-15
minuti fino ad un massimo di 45-60 minuti.
Humage
Questa metodica inalatoria impiega quasi esclusivamente i gas che si sviluppano
spontaneamente dalle acque minerali (es.: idrogeno solforato) o che vengono liberati
da queste con particolari accorgimenti (es.: CO2 dalle acque bicarbonate e carboniche). A differenza delle metodiche descritte in precedenza le particelle e le micelle
acquose sono molto scarse. Le acque minerali più impiegate sono ovviamente le
solfuree per la qualità e la quantità del gas liberato ma possono essere utilizzate anche
altre acque da cui sia possibile ottenere gas terapeutici (es.: radioattive). Anche questa metodica viene impiegata per la terapia delle affezioni croniche
di tutti i distretti dell'albero respiratorio.
Si distinguono humages individuali ed humages collettivi:
-
- Humage individuale o diretto
In questa metodica, i gas che si liberano dalle acque termali vengono convogliati
in singoli apparecchi, simili a quelli descritti per gli aerosol, dai quali il
paziente inala stando con il viso a circa 20 cm dall'apertura dell'inalatore stesso.
Sono più utilizzate mascherine, boccagli, o forchette nasali. Con la metodica
dell'humage si ottiene una profonda ed abbondante penetrazione dei gas nell'apparato
respiratorio ed è possibile raggiungere probabilmente anche i seni paranasali.
- Humage collettivo od indiretto
Nell'humage collettivo i pazienti inalano i gas termali diffusi in ambiente;
soggiornano in una apposita camera per un periodo progressivo con le sedute di
cura da 15 a 60 minuti. La durata del ciclo di cura è analoga a quella descritta
per l'humage individuale. |
In base alle loro proprietà, le acque delle Terme di Montepulciano risultano particolarmente indicate per la cura delle malattie otorinolaringoiatriche
e delle vie respiratorie tramite inalazioni e aerosol
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